Sicurezza
«Non fu caduta accidentale» Omicidio, il rapporto dei Ris
di Pierluigi Sposato
Castel del Piano, i carabinieri attribuiscono la morte di Tucci a un’azione violenta Oggi la ripresa del processo in Assise: tra i testimoni citato anche il sindaco
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GROSSETO. I Ris sono stati chiari nelle loro conclusioni. Ciò che è avvenuto nell’appartamento di piazza Rosa Guarnieri Carducci a Castel del Piano, dove nel dicembre 2015 fu trovato il corpo senza vita di Antonio Tucci, 71anni, non può essere assolutamente riconducibile a uno svenimento o a un malore, ipotesi che era stata avanzata dal consulente della difesa di Claudio Orlando, il nipote imputato di omicidio e che si dichiara innocente. Nessun gocciolamento da caduta accidentale, insomma.
Le macchie di sangue sono l’effetto, secondo il capitano Cesare Rapone e i suoi collaboratori, di un’aggressione, da parte di una persona che ha colpito l’anziano al capo con un’arma bianca. Lo testimoniano il fatto che le gocce di sangue sono tutte in alto, anche sui fuochi della cucina, una sulla pentola che era deposta nel lavabo.
Si parte da queste considerazioni, contenute nella perizia depositata dopo il sopralluogo del 25 maggio, oggi alla ripresa del processo in Corte di assise, processo che si avvia alla conclusione. Stamani i Ris sono chiamati ad illustrare gli accertamenti della Point pattern analysis, così è chiamata la metodica in termini scientifici, ordinati dai giudici dopo la richiesta della difesa di Orlando.
Secondo i carabinieri sarebbe impossibile che Tucci quella notte si sia sentito male e sia caduto al bagno e in cucina, battendo la testa: nel piccolo corridoio che si trova tra questi due ambienti non vi è alcuna traccia di sangue, il cui ritrovamento sarebbe invece logico attendersi. Le gocce trovate nel water sono di sangue appartenente alla vittima e probabilmente, secondo i Ris, riconducibili alle operazioni di pulizia dell’arma (mai ritrovata). Nel lavabo, sempre nel bagno, le gocce presenti non sarebbero di sangue, o comunque sono talmente deteriorate da non consentirne l’attribuzione. Il consulente della difesa aveva contestato anche l’orario del decesso (non tra le 15 e le 19 ma tra le 2 e le 7 del giorno successivo) muovendo obiezioni anche in relazione alle dimensioni del cuore: una questione irrilevante, notano i Ris, perché conta solo e soltanto la temperatura rettale, rilevata correttamente e correttamente contestualizzata rispetto all’ambiente.
Oggi sono citati dalla difesa come testimoni il sindaco, il medico del 118 che entrò nell’appartamento per cercare di dare soccorso e una delle abitanti del fabbricato.
Le macchie di sangue sono l’effetto, secondo il capitano Cesare Rapone e i suoi collaboratori, di un’aggressione, da parte di una persona che ha colpito l’anziano al capo con un’arma bianca. Lo testimoniano il fatto che le gocce di sangue sono tutte in alto, anche sui fuochi della cucina, una sulla pentola che era deposta nel lavabo.
Si parte da queste considerazioni, contenute nella perizia depositata dopo il sopralluogo del 25 maggio, oggi alla ripresa del processo in Corte di assise, processo che si avvia alla conclusione. Stamani i Ris sono chiamati ad illustrare gli accertamenti della Point pattern analysis, così è chiamata la metodica in termini scientifici, ordinati dai giudici dopo la richiesta della difesa di Orlando.
Secondo i carabinieri sarebbe impossibile che Tucci quella notte si sia sentito male e sia caduto al bagno e in cucina, battendo la testa: nel piccolo corridoio che si trova tra questi due ambienti non vi è alcuna traccia di sangue, il cui ritrovamento sarebbe invece logico attendersi. Le gocce trovate nel water sono di sangue appartenente alla vittima e probabilmente, secondo i Ris, riconducibili alle operazioni di pulizia dell’arma (mai ritrovata). Nel lavabo, sempre nel bagno, le gocce presenti non sarebbero di sangue, o comunque sono talmente deteriorate da non consentirne l’attribuzione. Il consulente della difesa aveva contestato anche l’orario del decesso (non tra le 15 e le 19 ma tra le 2 e le 7 del giorno successivo) muovendo obiezioni anche in relazione alle dimensioni del cuore: una questione irrilevante, notano i Ris, perché conta solo e soltanto la temperatura rettale, rilevata correttamente e correttamente contestualizzata rispetto all’ambiente.
Oggi sono citati dalla difesa come testimoni il sindaco, il medico del 118 che entrò nell’appartamento per cercare di dare soccorso e una delle abitanti del fabbricato.
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