Il Tirreno

Grosseto

Marittimi delusi Il Tar non sospende il corso obbligatorio

di Andrea Capitani
Marittimi delusi Il Tar non sospende il corso obbligatorio

Il giudice ha rigettato la richiesta del sodalizio argentarino Gabrielli non molla: «Noi andiamo avanti e faremo ricorso» 

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MONTE ARGENTARIO. Subisce una battuta d’arresto l’azione legale portata avanti dall’associazione Marittimi Argentario a sostegno di chi lavora in mare. Il Tar ha respinto il ricorso contro il corso direttivo che migliaia di comandanti, direttori e ufficiali dovranno affrontare per rinnovare i propri certificati di navigazione.

Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha previsto infatti che comandanti, primi ufficiali, direttori di macchina e primi ufficiali di macchina – che devono rinnovare il certificato a livello direttivo – sono obbligati a seguire un corso. Niente sospensiva: è rimasto tutto invariato. Ed è atteso per il 2018 il responso definitivo, visto che il sodalizio presieduto da Roberto Gabrielli si è appellato al Consiglio di Stato.

«Facciamo ricorso – spiega Gabrielli contro il no del Tar alla sospensione del corso direttivo e in seguito chiederemo di anticipare il giudizio sul merito».

Il Tar ha rigettato la richiesta dei marittimi considerando che non ricorrerebbe un danno grave e irreparabile, visto che il termine ultimo per lo svolgimento del corso direttivo è fissato al 31 dicembre 2018.

In sostanza, l’ordinanza ha rigettato solo la domanda cautelare (non il ricorso) ritenendola sprovvista di un pregiudizio grave e irreparabile per i ricorrenti che costituisce il presupposto necessario per accogliere la domanda cautelare per ottenere la sospensione della circolare impugnata.

L’ordinanza quindi non si esprime sulla fondatezza del ricorso, rimettendo ogni valutazione all’udienza di merito fissata per il 20 giugno 2018 (circa sei mesi prima della scadenza del termine.

L’associazione Marittimi però non si perde d’animo, attendendo con fiducia il responso da parte del Consiglio di Stato. «Non vogliamo stare a guardare mentre ci massacrano – dice Gabrielli – mentre ci impongono cose assurde e ingiuste, mentre estinguono la nostra categoria. Riteniamo di fare la cosa giusta e senza dubbio stiamo inviando un messaggio importante e chiaro: l’Associazione Marittimi Argentario c’è».

La battaglia, insomma, va avanti.

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