Finanza
arrestato per resistenza ai carabinieri
Lite per le elemosine davanti alla chiesa
FOLLONICA. «Mi ha minacciato di morte con un cacciavite: mi ha detto che dovevo andare via dalla chiesa, perché sennò non avrebbe incassato le elemosine. Ha provato a colpirmi alla pancia, ma l’ho...
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FOLLONICA. «Mi ha minacciato di morte con un cacciavite: mi ha detto che dovevo andare via dalla chiesa, perché sennò non avrebbe incassato le elemosine. Ha provato a colpirmi alla pancia, ma l’ho disarmato».
Queste le parole che un uomo di nazionalità italiana ha raccontato domenica poco dopo le 9.30 ai carabinieri del radiomobile, intervenuti alla chiesa di San Leopoldo: l’aggressore è stato individuato all’interno della chiesa, dove si era rifugiato, e quindi arrestato. Non per le minacce con il cacciavite ma per aver dato in escandescenze con i carabinieri una volta che i militari avevano trovato due cacciaviti nella sua bici. Prima dava spintoni, poi si dimenava, poi si gettava a terra accusando un malore, poi si rialzava e colpiva con un pugno l’appuntato al torace. A quel punto è scattato l’arresto per resistenza di Ion Floricel Iliescu, romeno di 56 anni, senza fissa dimora, già conosciuto alle forze dell’ordine.
E il giudice Marco Bilisari lo ha ritenuto legittimo, convalidandolo e disponendo che l’uomo (che non ha risposto alle domande, mentre ai carabinieri aveva ammesso che la presenza dell’altro non gli aveva fatto guadagnare abbastanza) dovesse presentarsi ogni giorno ai carabinieri per firmare. Una misura che è però stata revocata subito dopo, quando Iliescu, assistito dall’avvocato Amanda Paoletti, ha patteggiato la pena con il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera: 11 mesi, pena sospesa. Iliescu è stato anche denunciato per tentata violenza privata e minaccia aggravata nei confronti del “concorrente” (che sarebbe stato oggetto di vessazioni da diverso tempo) e per non aver rispettato il divieto di ritorno nel Comune di Follonica. (p.s.)
Queste le parole che un uomo di nazionalità italiana ha raccontato domenica poco dopo le 9.30 ai carabinieri del radiomobile, intervenuti alla chiesa di San Leopoldo: l’aggressore è stato individuato all’interno della chiesa, dove si era rifugiato, e quindi arrestato. Non per le minacce con il cacciavite ma per aver dato in escandescenze con i carabinieri una volta che i militari avevano trovato due cacciaviti nella sua bici. Prima dava spintoni, poi si dimenava, poi si gettava a terra accusando un malore, poi si rialzava e colpiva con un pugno l’appuntato al torace. A quel punto è scattato l’arresto per resistenza di Ion Floricel Iliescu, romeno di 56 anni, senza fissa dimora, già conosciuto alle forze dell’ordine.
E il giudice Marco Bilisari lo ha ritenuto legittimo, convalidandolo e disponendo che l’uomo (che non ha risposto alle domande, mentre ai carabinieri aveva ammesso che la presenza dell’altro non gli aveva fatto guadagnare abbastanza) dovesse presentarsi ogni giorno ai carabinieri per firmare. Una misura che è però stata revocata subito dopo, quando Iliescu, assistito dall’avvocato Amanda Paoletti, ha patteggiato la pena con il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera: 11 mesi, pena sospesa. Iliescu è stato anche denunciato per tentata violenza privata e minaccia aggravata nei confronti del “concorrente” (che sarebbe stato oggetto di vessazioni da diverso tempo) e per non aver rispettato il divieto di ritorno nel Comune di Follonica. (p.s.)
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