Il Tirreno

Grosseto

Abbattimenti dei lupi, l’Europa dice sì

di Sara Landi
Abbattimenti dei lupi, l’Europa dice sì

I pastori chiedono interventi urgenti agli europarlamentari. Dorfmann: «Si può derogare quando provocano danni»

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GROSSETO. Il grido d’allarme dei pastori maremmani (ma ci sono anche allevatori senesi e una delegazione dall’Abruzzo) risuona forte nella sala consiliare del Comune durante il convegno “Le politiche comunitarie in aiuto alle problematiche delle predazioni” promosso dal comitato Pastori d’Italia presieduto da Mirella Pastorelli. Per la prima volta ad ascoltare la voce dei pastori ci sono due europarlamentari che hanno accettato l’invito del comitato, Lorenzo Cesa e Herbert Dorfmann, entrambi esponenti del Partito popolare europeo. «Il comitato si è costituito a febbraio – ricorda Pastorelli – e ci battiamo per avere risposte serie e concrete. In particolare chiediamo che siano possibili gli abbattimenti degli ibridi, l’allontanamento dei lupi dalle zone vocate alla pastorizia e la certezza di indennizzi diretti e indiretti per ogni capo vittima di predazione. Riteniamo palliativi soluzioni come reti, recinzioni e cani da guardiania e chiediamo che il piano lupo, già pronto ma chiuso in un cassetto (tra le previsioni c’è l’abbattimento del 5% dei lupi sul territorio italiano), venga attuato almeno nella nostra regione. Proprio per questo motivo è grave l’assenza a questo convegno di rappresentanti del governo e della Regione». «Il problema – dice Lorenzo Cesa – sta nel trovare la giusta misura tra la difesa dell’ambiente e la tutela dei pastori che sono prima di tutto dei lavoratori. Insieme al collega Herbert Dorfmann che fa parte della Commissione agricoltura e ambiente abbiamo presentato un’interrogazione sul tema degli ibridi perché già agendo su questo fenomeno parte del problema è risolto. Come parlamentari europei ci impegniamo a fare la nostra parte ma devono fare la loro anche il governo e le Regioni. In particolare sono otto quelle interessate dal fenomeno delle predazioni. Dovete dunque sollecitare le istituzioni perché si affronti il problema in sede di Conferenza Stato-Regioni». L’europarlamentare Herbert Dorfmann punta invece con il suo intervento a sgomberare il campo da un falso mito: non è vero che l’Europa non lascia margini di intervento per tutelarsi dai predatori.

«Al momento in Europa ci sono 10.000 lupi quindi non si può parlare di specie a rischio di estinzione – dice Dorfmann – Inoltre non si deve confondere il mantenimento della specie con il mantenimento del singolo animale. La stessa direttiva europea Habitat che tutela flora e fauna selvatiche all’articolo 16 prevede la possibilità di derogare quando ci sono danni all’agricoltura, all’allevamento e alla proprietà». Sugli abbattimenti Dorfmann ha le idee molto chiare: «La quota del 5% di abbattimenti immaginata dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti è perfino una misura blanda eppure solo la Toscana e le province autonome di Trento e Bolzano al momento sono per l’adozione del piano lupo e gli abbattimenti».

Tra i contributi al convegno i numeri drammatici forniti dal presidente del Caseificio sociale di Manciano, Carlo Santarelli. «Oltre che presidente sono socio conferente e allevatore – dice Santarelli – Oggi siamo 240 allevatori ma in cinque anni ne abbiamo persi cento. Ed eravamo ben 500 negli anni Novanta. Consideriamo che a Manciano si produce dal 30 al 35% del pecorino Dop e che nella sola provincia di Grosseto abbiamo oltre 200.000 capi. Se muore tutto ciò siamo finiti. Ecco perché diciamo che non c’è più tempo, che servono soluzioni urgenti. I pastori prima hanno perso il reddito, ora anche la passione e la dignità del loro lavoro».

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