Il dolore
L’imprenditore dei pistacchi realizzerà presto un museo
di Giulia Sili
Il manager che a Scarlino ha scoperto un affresco del ’400 dà il via al restauro Un team di studiosi è già al lavoro, anche per risalire all’autore del capolavoro
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SCARLINO. Olive, pistacchi, robotica e un affresco del Quattrocento: è grossetano l’imprenditore che ha deciso di investire a Scarlino impiantando lì il fulcro della sua attività.
Andrea Sozzi Sabatini è un esperto di finanza che prima di tornare in patria ha vissuto 15 anni a Londra e 3 a Zurigo. Schroders, Merrill Lynch, Deutsche Bank: dopo gli anni passati tra società di risparmio e banche Sozzi Sabatini ha deciso di prendere anche una laurea in Agraria e di investire nella sua provincia cercando di portare un po’ di innovazione.
Quella dei pistacchi è una sfida che potrebbe rappresentare un unicum in Maremma. «Ho ereditato dalla mia famiglia una casa a Scarlino e ho acquistato dei terreni a Civitella Paganico per avviare la mia attività – racconta – Lì oltre a 23.000 piante di olivo ho pensato di provare a coltivare i pistacchi; ho iniziato quest’anno la sperimentazione e per cercare la cultivar migliore ho deciso di provare molte varietà di pistacchi in mezz’ettaro di terreno perché è necessario capire quale pianta si adatti meglio a questo clima e a questa terra; se tutto va bene faremo tra i 2 e 4 ettari di coltivazioni in collaborazione con la spagnola Pistachos del Sol».
I pistacchi hanno una crescita lenta e quando l’azienda di Sozzi Sabatini, la Olive Grove Partners, avrà trovato la cultivar adatta serviranno dai 3 ai 6 anni prima di vedere i verdi frutti.
«Il clima della Maremma lascia sperare che la coltivazione di pistacchi sia possibile ma dipende tutto dalle piogge che potrebbero danneggiare l’impollinazione anche se avendo studiato lo storico dei dati climatici sono molto positivo e sono convinto che questa potrebbe essere una bella rivoluzione».
Altro punto forte della Olive Grove Partners è la robotica applicata all’agricoltura.
«Sto sviluppando un progetto al quale sta collaborando l’Università di Firenze insieme alla start up Sky 4 App – spiega Sozzi Sabatini – insieme stiamo sviluppando dei prototipi, già in campo, che servono ad identificare gli insetti nocivi per le colture di olive e di vite».
Quelle che stanno già sperimentando in alcune aziende della zona sono vere e proprie trappole robotiche: gli insetti vengono attratti dai feromoni e una volta entrati nel dispositivo vengono fotografati e inviati al cloud; il dispositivo inoltre è in grado di calcolare che tipo di insetto è stato catturato cosicché invia all’agricoltore, tramite un messaggio WhatsApp, un risultato preciso con le indicazioni di trattamento da seguire.
Ma quello che in questi giorni ha creato l’aspettativa più alta è l’affresco del Quattrocento senese che Andrea Sozzi Sabatini sta facendo restaurare nella casa che ha acquistato a Scarlino.
In paese si aveva già nozione della presenza dell’opera ma nessuno si era mai avvicinato alla proprietà: una casa fatiscente che fino a qualche anno fa era abitata da un anziano solo.
«Quando ho acquistato la casa affioravano alcune parti dell’affresco ma certo non avrei mai sperato di trovare quella che in realtà si è rivelata essere un’opera giunta a noi quasi completa con circa 50 personaggi e di ottima fattura».
La casa, che era stata acquistata per una rendita estiva, adesso diventerà un museo ma prima Sozzi Sabatini ha deciso di assumere un team di studiosi che si stanno prendendo cura dell’opera.
«L’affresco è nelle mani di Marco Marchetti, un restauratore che arriva dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell’architetta Barbara Fiorini; per quanto riguarda l’attribuzione dell’autore si sta occupando degli studi la professoressa Stefania Buganza dell’Università Cattolica di Milano» spiega l’imprenditore.
Ma quello in cui Sozzi Sabatini spera adesso è un aiuto da parte del Comune. «Sto impiegando molte risorse in questo territorio - conclude - e spero che venga fatto qualcosa per le aree comuni che dovrebbero essere valorizzate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Andrea Sozzi Sabatini è un esperto di finanza che prima di tornare in patria ha vissuto 15 anni a Londra e 3 a Zurigo. Schroders, Merrill Lynch, Deutsche Bank: dopo gli anni passati tra società di risparmio e banche Sozzi Sabatini ha deciso di prendere anche una laurea in Agraria e di investire nella sua provincia cercando di portare un po’ di innovazione.
Quella dei pistacchi è una sfida che potrebbe rappresentare un unicum in Maremma. «Ho ereditato dalla mia famiglia una casa a Scarlino e ho acquistato dei terreni a Civitella Paganico per avviare la mia attività – racconta – Lì oltre a 23.000 piante di olivo ho pensato di provare a coltivare i pistacchi; ho iniziato quest’anno la sperimentazione e per cercare la cultivar migliore ho deciso di provare molte varietà di pistacchi in mezz’ettaro di terreno perché è necessario capire quale pianta si adatti meglio a questo clima e a questa terra; se tutto va bene faremo tra i 2 e 4 ettari di coltivazioni in collaborazione con la spagnola Pistachos del Sol».
I pistacchi hanno una crescita lenta e quando l’azienda di Sozzi Sabatini, la Olive Grove Partners, avrà trovato la cultivar adatta serviranno dai 3 ai 6 anni prima di vedere i verdi frutti.
«Il clima della Maremma lascia sperare che la coltivazione di pistacchi sia possibile ma dipende tutto dalle piogge che potrebbero danneggiare l’impollinazione anche se avendo studiato lo storico dei dati climatici sono molto positivo e sono convinto che questa potrebbe essere una bella rivoluzione».
Altro punto forte della Olive Grove Partners è la robotica applicata all’agricoltura.
«Sto sviluppando un progetto al quale sta collaborando l’Università di Firenze insieme alla start up Sky 4 App – spiega Sozzi Sabatini – insieme stiamo sviluppando dei prototipi, già in campo, che servono ad identificare gli insetti nocivi per le colture di olive e di vite».
Quelle che stanno già sperimentando in alcune aziende della zona sono vere e proprie trappole robotiche: gli insetti vengono attratti dai feromoni e una volta entrati nel dispositivo vengono fotografati e inviati al cloud; il dispositivo inoltre è in grado di calcolare che tipo di insetto è stato catturato cosicché invia all’agricoltore, tramite un messaggio WhatsApp, un risultato preciso con le indicazioni di trattamento da seguire.
Ma quello che in questi giorni ha creato l’aspettativa più alta è l’affresco del Quattrocento senese che Andrea Sozzi Sabatini sta facendo restaurare nella casa che ha acquistato a Scarlino.
In paese si aveva già nozione della presenza dell’opera ma nessuno si era mai avvicinato alla proprietà: una casa fatiscente che fino a qualche anno fa era abitata da un anziano solo.
«Quando ho acquistato la casa affioravano alcune parti dell’affresco ma certo non avrei mai sperato di trovare quella che in realtà si è rivelata essere un’opera giunta a noi quasi completa con circa 50 personaggi e di ottima fattura».
La casa, che era stata acquistata per una rendita estiva, adesso diventerà un museo ma prima Sozzi Sabatini ha deciso di assumere un team di studiosi che si stanno prendendo cura dell’opera.
«L’affresco è nelle mani di Marco Marchetti, un restauratore che arriva dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell’architetta Barbara Fiorini; per quanto riguarda l’attribuzione dell’autore si sta occupando degli studi la professoressa Stefania Buganza dell’Università Cattolica di Milano» spiega l’imprenditore.
Ma quello in cui Sozzi Sabatini spera adesso è un aiuto da parte del Comune. «Sto impiegando molte risorse in questo territorio - conclude - e spero che venga fatto qualcosa per le aree comuni che dovrebbero essere valorizzate».
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