Sicurezza
Sull’Amiata nasce una casa passiva in legno e paglia
di Fiora Bonelli
Niente impianti di condizionamento e riscaldamento, ad Arcidosso il cantiere pilota, primo esempio in Italia
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ARCIDOSSO. Arcidosso batte tutti e si attesta primo in Italia ad avere una casa “passiva”, quella, cioè, che grazie alla performance dell’involucro edilizio (muri perimetrali, infissi e copertura) non ha bisogno di impianti di condizionamento estivo o di riscaldamento invernale e è anche autosufficiente da un punto di vista energetico.
Una vera pacchia, insomma, primo esempio in Italia di edificio in legno costruito con materiali naturali, in particolare moduli ecococon, costituiti per circa il 10% in legno con funzione portante e per il 90 % in paglia pressata con funzione isolante.
Sembra un sogno, eppure è realtà ed il cantiere di Arcidosso è già in fase avanzata.
Il lavoro è in mano all’architetto Daniele Cecchi e all’ingegnere Alberto Forconi, due professionisti toscani che operano nell’ambito della bioarchitettura e della vera bioedilizia, che si sono dati una mission: «Impegnarci nell’attività di divulgazione verso cittadini e amministrazioni, riguardo le tematiche del costruire con materiali naturali», dice proprio Cecchi che specifica: «Alberto ed io che abbiamo dato vita a un’attività che si chiama “tuttaunaltracasa”. Ci siamo conosciuti in un cantiere e visto che entrambi eravamo affascinati dalla bioedilizia, ci abbiamo voluto mettere la faccia, dando un taglio scientifico a questa nostra attività che si serve di materiali naturali e scommette sulla sostenibilità edilizia. Così per la prima volta in Italia, stiamo costruendo un edificio con moduli ecococon. E è capitato che la location fosse Arcidosso, perché il committente ci ha assegnato l’incarico di costruire una casa proprio qui sull’Amiata, a circa un chilometro dal centro storico arcidossino».
Ecococon è l’unica azienda Europea che produce pannelli prefabbricati strutturali in legno e paglia con importanti riconoscimenti e certificazioni che ne garantiscono la qualità. «I moduli sono costruiti con una tecnica di assemblaggio che non ha precedenti– spiega Cecchi – la paglia viene pressata all’interno di telai in legno e mantenuta ad un’alta densità».
La realizzazione di edifici In paglia ha una sua storia ed è legata ad una specifica innovazione tecnologica di fine ’800, quella della macchina imballatrice, avvenuta negli Stati Uniti. «Grazie ad essa – prosegue Cecchi– è stato possibile inglobare la paglia sfusa nelle cosiddette “balle” o “presse”, che funzionarono da mattone base per l’erezione di pareti di interi edifici. E proprio negli Usa, in Nebraska, I coloni che non avevano altro materiale a disposizione, iniziarono a costruire le loro case con le presse di paglia».
In Nebraska vi sono i più antichi edifici in balle di paglia autoportanti, risalenti ai primi anni del 1900 tutt’ora esistenti ed abitati. In Europa, invece, il più vecchio edificio in paglia è stato realizzato nel 1921 a Montargis, in Francia, ed è costituito da un’abitazione di due piani anch’essa tutt’ora abitata, a dimostrazione della durevolezza delle murature in paglia intonacate con calce naturale.
Un’antica tradizione, insomma, una filosofia e una scienza edilizia su cui si fondano le case con struttura in legno e tamponamenti in paglia, intonacate a calce naturale, le quali, oltretutto, «contrariamente a quanto si possa pensare, hanno ottima resistenza al fuoco. Addirittura 90 minuti, come certifica l’istituto tedesco Fasba», sottolinea Cecchi che aggiunge: «Ha ottime caratteristiche di isolamento termico ed acustico, ed ottimo comportamento in caso di sisma, sia per la sua leggerezza che per l’elasticità». La casa di Arcidosso misura circa 100 metri quadrati e i costi, come specifica Cecchi– sono paragonabili a quelli di una buona edilizia convenzionale.
«Noi– tengono a evidenziare Cecchi e Forconi – crediamo molto nell’importanza del costruire sostenibile, e riteniamo debba essere a tutti gli effetti considerato quale argomento di interesse pubblico».
Per chi fosse interessato ad approfondire, venerdì 28 e sabato 29 luglio, previo appuntamento a info@tuttaunaltracasa.it, il cantiere di Arcidosso sarà visitabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una vera pacchia, insomma, primo esempio in Italia di edificio in legno costruito con materiali naturali, in particolare moduli ecococon, costituiti per circa il 10% in legno con funzione portante e per il 90 % in paglia pressata con funzione isolante.
Sembra un sogno, eppure è realtà ed il cantiere di Arcidosso è già in fase avanzata.
Il lavoro è in mano all’architetto Daniele Cecchi e all’ingegnere Alberto Forconi, due professionisti toscani che operano nell’ambito della bioarchitettura e della vera bioedilizia, che si sono dati una mission: «Impegnarci nell’attività di divulgazione verso cittadini e amministrazioni, riguardo le tematiche del costruire con materiali naturali», dice proprio Cecchi che specifica: «Alberto ed io che abbiamo dato vita a un’attività che si chiama “tuttaunaltracasa”. Ci siamo conosciuti in un cantiere e visto che entrambi eravamo affascinati dalla bioedilizia, ci abbiamo voluto mettere la faccia, dando un taglio scientifico a questa nostra attività che si serve di materiali naturali e scommette sulla sostenibilità edilizia. Così per la prima volta in Italia, stiamo costruendo un edificio con moduli ecococon. E è capitato che la location fosse Arcidosso, perché il committente ci ha assegnato l’incarico di costruire una casa proprio qui sull’Amiata, a circa un chilometro dal centro storico arcidossino».
Ecococon è l’unica azienda Europea che produce pannelli prefabbricati strutturali in legno e paglia con importanti riconoscimenti e certificazioni che ne garantiscono la qualità. «I moduli sono costruiti con una tecnica di assemblaggio che non ha precedenti– spiega Cecchi – la paglia viene pressata all’interno di telai in legno e mantenuta ad un’alta densità».
La realizzazione di edifici In paglia ha una sua storia ed è legata ad una specifica innovazione tecnologica di fine ’800, quella della macchina imballatrice, avvenuta negli Stati Uniti. «Grazie ad essa – prosegue Cecchi– è stato possibile inglobare la paglia sfusa nelle cosiddette “balle” o “presse”, che funzionarono da mattone base per l’erezione di pareti di interi edifici. E proprio negli Usa, in Nebraska, I coloni che non avevano altro materiale a disposizione, iniziarono a costruire le loro case con le presse di paglia».
In Nebraska vi sono i più antichi edifici in balle di paglia autoportanti, risalenti ai primi anni del 1900 tutt’ora esistenti ed abitati. In Europa, invece, il più vecchio edificio in paglia è stato realizzato nel 1921 a Montargis, in Francia, ed è costituito da un’abitazione di due piani anch’essa tutt’ora abitata, a dimostrazione della durevolezza delle murature in paglia intonacate con calce naturale.
Un’antica tradizione, insomma, una filosofia e una scienza edilizia su cui si fondano le case con struttura in legno e tamponamenti in paglia, intonacate a calce naturale, le quali, oltretutto, «contrariamente a quanto si possa pensare, hanno ottima resistenza al fuoco. Addirittura 90 minuti, come certifica l’istituto tedesco Fasba», sottolinea Cecchi che aggiunge: «Ha ottime caratteristiche di isolamento termico ed acustico, ed ottimo comportamento in caso di sisma, sia per la sua leggerezza che per l’elasticità». La casa di Arcidosso misura circa 100 metri quadrati e i costi, come specifica Cecchi– sono paragonabili a quelli di una buona edilizia convenzionale.
«Noi– tengono a evidenziare Cecchi e Forconi – crediamo molto nell’importanza del costruire sostenibile, e riteniamo debba essere a tutti gli effetti considerato quale argomento di interesse pubblico».
Per chi fosse interessato ad approfondire, venerdì 28 e sabato 29 luglio, previo appuntamento a info@tuttaunaltracasa.it, il cantiere di Arcidosso sarà visitabile».
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