Sicurezza
vigilanza privata
«Date fiducia alle guardie Securpol»
Uiltucs segnala la “fuga” di clienti: no alla concorrenza sleale
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GROSSETO. Ciò che i 68 dipendenti maremmani di Securpol chiedono è una dimostrazione di fiducia da parte dei clienti. Contratti di vigilanza significano lavoro e significano la possibilità di sopravvivenza non solo per l’azienda ma anche per le loro famiglie.
Uiltucs Toscana si schiera a fianco dei dipendenti del gruppo (1.500 dipendenti) che sta vivendo gravi difficoltà in tutta Italia per ricordare che «nonostante il procedimento penale in corso e che al momento è nella fase di indagine, l’attività lavorativa viene garantita con la solita professionalità ed efficienza. Vigilanza, trasporto e custodia non hanno subìto e non subiscono alcuna disfunzione». Perché questa presa di posizione del sindacato? Perché c’è stato un cliente, in Maremma, che «nonostante l’inappuntabilità dell’operato delle guardie giurate, ha disdetto il contratti di durata ormai decennale in appena sei ore». Secondo Uiltucs, potrebbrero aver influito «notizie veicolate ad arte da ambiti di concorrenza nel settore della vigilanza privata e che hanno come unico effetto quello di mettere in discussione posti di lavoro». A quel cliente il sindacato ricorda che «anche per difendere i suoi soldi il 7 gennaio 2008, proprio nel territorio maremmano, veniva uccisa nel corso di una rapina una guardia giurata della Securpol». L’attività va comunque avanti regolarmente, anche perché è stata restituita la licenza in attesa del pronunciamento del Tar, fissato per la prima settimana di settembre. «Questa organizzazione sindacale - si legge ancora - intende ringraziare tutti quei clienti locali che hanno continuato a nutrire fiducia nell’operato delle guardie giurate della Securpol. Grazie alla vostra fiducia, uomini e donne in uniforme, che quotidianamente tutelano i beni e la proprietà, possono continuare a lavorare, a fornire il proprio servizio e a garantire alle proprie famiglie una possibilità di mantenimento economico». Uiltucs annuncia che «si adopererà nel vigilare affinché non vengano posti in essere attività di concorrenza sleale al di fuori delle regole, che possono minare la sicurezza dei posti di lavoro, provvedendo a segnalare alle autorità competenti eventuali irregolarità».
Uiltucs Toscana si schiera a fianco dei dipendenti del gruppo (1.500 dipendenti) che sta vivendo gravi difficoltà in tutta Italia per ricordare che «nonostante il procedimento penale in corso e che al momento è nella fase di indagine, l’attività lavorativa viene garantita con la solita professionalità ed efficienza. Vigilanza, trasporto e custodia non hanno subìto e non subiscono alcuna disfunzione». Perché questa presa di posizione del sindacato? Perché c’è stato un cliente, in Maremma, che «nonostante l’inappuntabilità dell’operato delle guardie giurate, ha disdetto il contratti di durata ormai decennale in appena sei ore». Secondo Uiltucs, potrebbrero aver influito «notizie veicolate ad arte da ambiti di concorrenza nel settore della vigilanza privata e che hanno come unico effetto quello di mettere in discussione posti di lavoro». A quel cliente il sindacato ricorda che «anche per difendere i suoi soldi il 7 gennaio 2008, proprio nel territorio maremmano, veniva uccisa nel corso di una rapina una guardia giurata della Securpol». L’attività va comunque avanti regolarmente, anche perché è stata restituita la licenza in attesa del pronunciamento del Tar, fissato per la prima settimana di settembre. «Questa organizzazione sindacale - si legge ancora - intende ringraziare tutti quei clienti locali che hanno continuato a nutrire fiducia nell’operato delle guardie giurate della Securpol. Grazie alla vostra fiducia, uomini e donne in uniforme, che quotidianamente tutelano i beni e la proprietà, possono continuare a lavorare, a fornire il proprio servizio e a garantire alle proprie famiglie una possibilità di mantenimento economico». Uiltucs annuncia che «si adopererà nel vigilare affinché non vengano posti in essere attività di concorrenza sleale al di fuori delle regole, che possono minare la sicurezza dei posti di lavoro, provvedendo a segnalare alle autorità competenti eventuali irregolarità».
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