Il Tirreno

Grosseto

Addio a Martellini, disposta l’autopsia

di Elisabetta Giorgi
Addio a Martellini, disposta l’autopsia

Il corpo del geologo morto di notte è in obitorio a Roma e tornerà a Grosseto a giorni. Il funerale nella chiesa del Crocifisso

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GROSSETO. Sarà effettuata in settimana a Roma l’autopsia sul corpo di Fabio Martellini, il geologo di 48 anni morto la notte tra giovedì e venerdì. Il professionista maremmano si trovava nella Capitale in casa della fidanzata quando è stato ucciso da un malore. Il giorno dopo sarebbe partito per le ferie raggiungendo a Sapri - in Campania - la compagna Elena, la figlia di 7 mesi e la sorella Fabiana.

Le ipotesi circolanti sono infarto o aneurisma, ma sarà l’esame autoptico a chiarirlo. Il corpo è nella camera mortuaria del cimitero di piazzale del Verano a Roma, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Poi tornerà a Grosseto dove saranno celebrate le esequie, non sappiamo ancora quando. La messa dovrebbe essere officiata nella chiesa del Santissimo Crocifisso nella zona della Cittadella dello Studente, in via Lavagnini dove Martellini frequentava il gruppo di preghiera di Rinnovamento nello spirito. Il corpo sarà tumulato a Grosseto.

Castiglionese d’origine, nato nel marzo del 1969, Fabio si era diplomato a Grosseto all’istituto per Geometri e laureato a Siena in geologia a 24 anni. Iscritto due anni dopo all’ordine professionale, lavorava in uno studio da lui fondato 22 anni fa con l’amico e collega Ferruccio Lorenzini, con il quale aveva condiviso gli studi fin dai banchi alle superiori. Era stato sposato con un’avvocatessa grossetana ed era notissimo in Maremma per le doti umane e l’impegno nell’ordine professionale, dove aveva ricoperto il ruolo di consigliere rassegnando le dimissioni dopo 16 anni, a giugno scorso. Appassionato del lavoro, abitava a Grosseto in un appartamento sulla Castiglionese ma ogni settimana – nel weekend – raggiungeva a Roma la compagna Elena e la figlia Chiara, nata a dicembre scorso. Ad agosto avrebbe dovuto battezzare in Maremma la piccola; a fare da padrino sarebbe stato uno dei suoi amici più cari, l’avvocato e assessore grossetano Fabrizio Rossi.

Non è chiaro ancora cosa abbia ucciso Martellini. In base a quello che è stato possibile ricostruire, pare che il 48enne abbia avuto un malore e si sia alzato dal letto forse per chiedere aiuto, crollando poi a terra dov’è stato ritrovato. A scoprire il corpo senza vita è stato il suocero che la mattina dopo - dall’appartamento al piano inferiore - è salito al livello superiore per controllare cosa succedeva. Fabio non rispondeva al telefono alla compagna, che la mattina lo chiamava da Sapri dove lui sarebbe andato a raggiungerla.

Gli anziani genitori di Fabio abitano a Castiglione della Pescaia, dove la notizia si è sparsa nel giro di poco tempo lasciando tutti sotto choc. Da ragazzo Martellini era stato un appassionato ciclista e aveva fatto parte del gruppo ciclistico Castiglionese gareggiando a livello dilettantistico. Era anche un tifoso del Grosseto e seguiva la sua squadra anche in trasferta. Con alcuni amici storici aveva creato un gruppo - “Sbornia biancorossa” - che con sciarpe e bandiere non faceva mancare la propria appassionata presenza alle partite (vedi foto). «Era un amico carissimo - lo ricorda Rossi - l’ho conosciuto 7 anni fa ed è nata subito una splendida amicizia, un rapporto di fratellanza. Abbiamo condiviso tanti momenti straordinari, io e Fabio, gioie e dolori, vacanze e confidenze. Siamo tutti sconvolti e stentiamo a crederlo».

È stato un fulmine a ciel sereno che non ha mai dato alcun tipo di avvisaglia. Una morte cui si stenta a credere e che ha turbato la città: Fabio ha lasciato il segno in tutti quelli che l’hanno conosciuto, e che ora attendono il rientro del corpo per l’ultimo saluto.



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