Sicurezza
Abusi edilizi e reati paesaggistici Prescrizione per De Vito Piscicelli
ORBETELLO. Il giudice Andrea Stramenga ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti dei titolari della Sea Country Cottage srl, Ciro Crasta (amministratore unico) e Francesco Maria De Vito...
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ORBETELLO. Il giudice Andrea Stramenga ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti dei titolari della Sea Country Cottage srl, Ciro Crasta (amministratore unico) e Francesco Maria De Vito Piscicelli (procuratore speciale), nonché di Silvano Santi, titolare della ditta Verdissimo di Porto S.Stefano, e Giancarlo Ballerano (entrambi esecutori dei lavori), finiti sotto processo per i reati paesaggistici connessi agli abusi edilizi accertati tra Ansedonia, in località Padule, e l’Argentario, in località Ronconali, nel gennaio 2008. Il giudice ha derubricato il delitto in contravvenzione e ha dichiarato l’estinzione per prescrizione, revocando il sequestro preventivo messo all’epoca dal gip e ordinando la restituzione delle opere.
Un manufatto in muratura con portici; un fabbricato in legno con marciapiede; una piscina 9,7 per 3,85; una struttura a canniccio sul fronte della strada provinciale 68; un cancello; la modifica del suolo con opere di livellamento; un impianto di illuminazione e uno di scarico. Queste le opere ritenute abusive ad Ansedonia e realizzate in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e dichiarata di notevole interesse pubblico, in assenza di permesso per costruire e del nulla osta dell’autorità preposta al vincolo. Ai Ronconali erano tre le zone interessate. Nella prima c’erano due manufatti, opere di sistemazione esterna, un cavello, una recinzione coperta da cannucciato. Nella seconda, un manufatto realizzato dopo la demolizione di una baracca in lamiera mai autorizzata. Nella terza, il rifacimento della copertura del corpo principale, di intonaci interni ed esterni con variazione di una finestra, la demolizione di barbecue e di piccoli corpi di fabbrica, la realizzazione di una dependance di legno, la realizzazione di muri, pavimentazione e cancello. (p.s.)
Un manufatto in muratura con portici; un fabbricato in legno con marciapiede; una piscina 9,7 per 3,85; una struttura a canniccio sul fronte della strada provinciale 68; un cancello; la modifica del suolo con opere di livellamento; un impianto di illuminazione e uno di scarico. Queste le opere ritenute abusive ad Ansedonia e realizzate in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e dichiarata di notevole interesse pubblico, in assenza di permesso per costruire e del nulla osta dell’autorità preposta al vincolo. Ai Ronconali erano tre le zone interessate. Nella prima c’erano due manufatti, opere di sistemazione esterna, un cavello, una recinzione coperta da cannucciato. Nella seconda, un manufatto realizzato dopo la demolizione di una baracca in lamiera mai autorizzata. Nella terza, il rifacimento della copertura del corpo principale, di intonaci interni ed esterni con variazione di una finestra, la demolizione di barbecue e di piccoli corpi di fabbrica, la realizzazione di una dependance di legno, la realizzazione di muri, pavimentazione e cancello. (p.s.)
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