Finanza
la moglie ha ridimensionato le accuse
Sotto processo per maltrattamenti: assolto
FOLLONICA. Non c’è prova sufficiente per il reato di maltrattamenti della moglie straniera oggi 40enne. Per le lesioni contestate è stato dichiarato il non doversi procedere perché la donna aveva...
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FOLLONICA. Non c’è prova sufficiente per il reato di maltrattamenti della moglie straniera oggi 40enne. Per le lesioni contestate è stato dichiarato il non doversi procedere perché la donna aveva rimesso la querela. L’unico reato per il quale l’uomo è stato condannato è il trasferimento illecito delle armi di una canna, di un fucile semiautomatico e di una carabina, illecito perché non denunciato all’ufficio legale di pubblica sicurezza.
Si è concluso così il processo a carico di un imprenditore follonichese di cinquanta anni, finito sotto processo dopo la denuncia presentata nell’aprile 2013 dalla moglie. Denuncia ridimensionata anche prima del procedimento, limitando le contestazioni a una sola giornata. La donna aveva inizialmente raccontato ai carabinieri che il 22 aprile di quattro anni fa l’uomo era tornato a casa e aveva iniziato a offenderla, perché avrebbe speso troppo; poi uno schiaffo, poi i capelli tirati, poi ancora schiaffi e pugni dalla cucina alla camera da letto. La donna era uscita ed era andata in caserma: lì aveva raccontato che i litigi andavano avanti da anni e che anche l’anno prima era stata picchiata, ma aveva rinunciato a sporgere querela; colpa anche dell’abitudine del marito a ubriacarsi. Ci sarebbero state minacce di morte e inviti pressanti ad andarsene di casa. Era seguita una perquisizione dei militari nell’appartamento dell’uomo, nel corso della quale erano state ravvisate irregolarità per le armi detenute. E per queste irregolarità il giudice Gian Marco De Vincenzi ha condannato l’imputato a 2 mesi e 50 euro di ammenda; la pena è stata sospesa, le armi dovranno essere confiscate e distrutte. (p.s.)
Si è concluso così il processo a carico di un imprenditore follonichese di cinquanta anni, finito sotto processo dopo la denuncia presentata nell’aprile 2013 dalla moglie. Denuncia ridimensionata anche prima del procedimento, limitando le contestazioni a una sola giornata. La donna aveva inizialmente raccontato ai carabinieri che il 22 aprile di quattro anni fa l’uomo era tornato a casa e aveva iniziato a offenderla, perché avrebbe speso troppo; poi uno schiaffo, poi i capelli tirati, poi ancora schiaffi e pugni dalla cucina alla camera da letto. La donna era uscita ed era andata in caserma: lì aveva raccontato che i litigi andavano avanti da anni e che anche l’anno prima era stata picchiata, ma aveva rinunciato a sporgere querela; colpa anche dell’abitudine del marito a ubriacarsi. Ci sarebbero state minacce di morte e inviti pressanti ad andarsene di casa. Era seguita una perquisizione dei militari nell’appartamento dell’uomo, nel corso della quale erano state ravvisate irregolarità per le armi detenute. E per queste irregolarità il giudice Gian Marco De Vincenzi ha condannato l’imputato a 2 mesi e 50 euro di ammenda; la pena è stata sospesa, le armi dovranno essere confiscate e distrutte. (p.s.)
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