Il dolore
Morti nella cisterna, assoluzioni in appello
Truck Center: ribaltata la sentenza di primo grado per dirigenti e dipendenti della Nuova Solmine
2 MINUTI DI LETTURA
BARI. La prima sezione della Corte di appello di Bari ha assolto per non aver commesso il fatto dirigenti e dipendenti della Nuova Solmine imputati nell’ambito dell’inchiesta per la morte dei cinque addetti della Truck Center di Molfetta (Bari), avvenuta il 3 marzo 2008 mentre erano in corso operazioni di pulizia di una cisterna per il trasporto dello zolfo liquido. Cisterna caricata all’Eni di Taranto, svuotata a Scarlino e poi ripartita per la Puglia.
I giudici di appello hanno riformato la sentenza di primo grado (luglio 2014) che aveva visto condannati il presidente Luigi Mansi, il direttore dello stabilimento Giuliano Balestri, l’amministratore delegato Ottorino Lolini, nonché i dipendenti Mauro Panichi e Gabriele Pazzagli (all’epoca per tutti 2 anni e 9 mesi) e il consulente esterno per le funzioni logistica e commerciale Loris Poccetti (2 anni per falsa testimonianza nel primo processo). Adesso sono stati tutti assolti per non aver commesso il fatto. Assoluzione anche per Nuova Solmine spa, imputata per l’illecito amministrativo connesso: non ha commesso il fatto (in primo grado 420. 000 euro di condanna).
In appello sono stati unificati due procedimenti: quello principale per omicidio colposo (anche in questo caso in secondo grado sono arrivate le assoluzioni, ma anche prescrizioni, riduzioni di sanzioni e revoca di statuizioni civili) e quello “bis”, riguardante appunto la Nuova Solmine e originato da quanto emerso nel primo processo in relazione alla tragedia.
Commentano gli avvocati Tullio Padovani, Francesco Marenghi e Giulia Padovani: «Quali difensori di Nuova Solmine Spa e dei suoi amministratori, prendiamo atto con viva soddisfazione della decisione della Corte di appello di Bari, che ha finalmente accertato l’assoluta estraneità della società e dei suoi rappresentati ai tragici eventi che hanno determinato la morte di 5 lavoratori e il gravi ferimento di un altro nello stabilimento Truck Center di Molfetta il 3 marzo 2008. Si tratta di una pronuncia che riconosce e riafferma l’estremo scrupolo con cui la società osserva la normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro». «Essa – aggiungono i legali – merita un risalto almeno pari al clamore mediatico suscitato prima dalle indagini a carico dei vertici della società e poi dalla condanna in primo grado, anche perché deve costituire l’occasione per una più meditata riflessione in ordine alla riconosciuta esistenza di modelli positivi di gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro». (p. s.)
I giudici di appello hanno riformato la sentenza di primo grado (luglio 2014) che aveva visto condannati il presidente Luigi Mansi, il direttore dello stabilimento Giuliano Balestri, l’amministratore delegato Ottorino Lolini, nonché i dipendenti Mauro Panichi e Gabriele Pazzagli (all’epoca per tutti 2 anni e 9 mesi) e il consulente esterno per le funzioni logistica e commerciale Loris Poccetti (2 anni per falsa testimonianza nel primo processo). Adesso sono stati tutti assolti per non aver commesso il fatto. Assoluzione anche per Nuova Solmine spa, imputata per l’illecito amministrativo connesso: non ha commesso il fatto (in primo grado 420. 000 euro di condanna).
In appello sono stati unificati due procedimenti: quello principale per omicidio colposo (anche in questo caso in secondo grado sono arrivate le assoluzioni, ma anche prescrizioni, riduzioni di sanzioni e revoca di statuizioni civili) e quello “bis”, riguardante appunto la Nuova Solmine e originato da quanto emerso nel primo processo in relazione alla tragedia.
Commentano gli avvocati Tullio Padovani, Francesco Marenghi e Giulia Padovani: «Quali difensori di Nuova Solmine Spa e dei suoi amministratori, prendiamo atto con viva soddisfazione della decisione della Corte di appello di Bari, che ha finalmente accertato l’assoluta estraneità della società e dei suoi rappresentati ai tragici eventi che hanno determinato la morte di 5 lavoratori e il gravi ferimento di un altro nello stabilimento Truck Center di Molfetta il 3 marzo 2008. Si tratta di una pronuncia che riconosce e riafferma l’estremo scrupolo con cui la società osserva la normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro». «Essa – aggiungono i legali – merita un risalto almeno pari al clamore mediatico suscitato prima dalle indagini a carico dei vertici della società e poi dalla condanna in primo grado, anche perché deve costituire l’occasione per una più meditata riflessione in ordine alla riconosciuta esistenza di modelli positivi di gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro». (p. s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
