Il Tirreno

Grosseto

«Grazie a voi, eroi»: I pompieri accolti come campioni

di Stefano Taglione
«Grazie a voi, eroi»: I pompieri accolti come campioni

Grosseto: in 500 alla caserma come allo stadio cantano l’inno di Mameli e quello dei vigili del fuoco

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Ci sono feste che sai che andranno bene. Lo sai dai dettagli. L’elmetto rosso di un bambino. Ti dice: «Mi sono preparato per tutto il giorno a questo momento. L’ho aspettato più di un comleanno, più dell’arrivo di Babbo Natale con le renne. Io non sono un invitato. Io sono uno dei vostri». Anzi, dice di più: «Io voglio essere come voi». L’elmetto minuscolo dice perfino più dello striscione che accoglie i pompieri della Maremma: «Milioni di questi vigili». E già quello striscione è il cuore aperto della Maremma. La gratitudine della gente semplice, che sa ancora apprezzare il sacrificio e il valore.

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Venerdì sera la caserma dei pompieri di Grosseto è affollata. Forse ci sono 500 persone, forse di più. Le famiglie, un sacco di bambini. Qualcuno ha un foglio in mano: forse è l’inno dei vigili del fuoco. La canzone che non si sente quasi mai. Si vedono sfilare i bersaglieri, a volte i militari. Di rado i vigili del fuoco «che hanno nel cuore Santa Barbara», urlano intonati e stonati insieme. Ripetono note mai sentite. A volte è più facile dire grazie, senza dire grazie. Buttarsi in un’impresa un po’ sciocca per chi, per te, si butta nel fuoco. E non solo a parole. Lo fa per salvare Capalbio, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia. Lo fa «perché il pompiere non ha paura», dice il ritornello. Non è vero: ha paura anche il pompiere. Ma non lo dice. «Interviene quando c’è chi chiede aiuto». E questo è vero. Non si chiede perché, ma solo chi. E corre.

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Ieri sera, non hanno corso i pompieri. Ieri sera hanno corso i grossetani. Hanno risposto in gruppo all’appello di Diego Montani e Riccardo Tanini: su su Facebook, quasi per gioco, hanno lanciato la proposta. “Cari maremmani, troviamoci in via Carnicelli”. E tutti si sono presentati, portando olio, vino, prodotti tipici e pacchi regalo per gli eroi silenziosi, uniti dallo slogan «La Maremma non si tocca». E da una nuova consapevolezza: «I nostri pompieri non si toccano». Anche se non conosciamo il loro inno e per cantarlo abbiamo bisogno di una voce che ci ripeta, prima, il fraseggio. Ma noi, noi maremmani, un po’ burberi, un po’ scostanti, siamo qui a cantarlo, perché anche se non lo sappiamo, ci proviamo. Come loro, come i nostri pompieri che ci provano sempre, ogni giorno, a proteggerci. Quindi, il comandante Massimo Nazzareno Bonfatti, non si formalizza troppo se l’inno non è cantato alla perfezione. Perché ci sono canzoni che si cantano con la voce e altre con il cuore. Ci sono persone che si guardano con gli occhi e altre con ammirazione. E a volte capita che l’ammirazione sia la stessa che scorgi negli occhi dei grandi e dei bambini. Succede quando hai davanti gli eroi veri. Li riconosci, perché non sono avvezzi a essere festeggiati con il clamore dei calciatori o dei divi. Allora chinano un po’ il capo, impercettibilmente, un po’ distolgono lo sguardo. È solo timidezza, un po’ di imbarazzo. Non sono sfuggenti. E infatti, stemperano subito con una carezza. A un bambino.
 

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