La manifestazione
La Maremma capitale dell’atletica U20
di Stefano Fabbroni
Da questa mattina e fino a domenica verranno assegnati allo stadio Zecchini 44 titoli europei. Le speranze azzurre
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GROSSETO. L’attesa è finita. Da questa mattina e fino a domenica la pista e le pedane dello stadio Zecchini ospitano gli Europei under 20 di atletica leggera.
Ma ieri prima della sontuosa cerimonia di apertura, che, dopo la sfilata delle squadre in corso Carducci, ha visto salire sul palco di piazza Dante anche le “Farfalle” della nazionale di ginnastica ritmica, si è svolta la conferenza stampa di presentazione ufficiale alla presenza delle autorità sportive e civili con due atleti italiani ma rappresentativi perchè si tratta di quelli sui quali poggiano le speranze più forti dell'atletica italiana del futuro: il milanese Filippo Tortu che è vicecampione mondiale dei 100 metri piani (la sua finale si terrà domani alle 16.50) e la parmense Elisa di Lazzaro (attesa sabato alle 16.45), primatista italiana con ambizioni di medaglia nei 100 ostacoli.
Il vero padrone di casa è stato Svein Arne Hansen, presidente della Iaaf, Federazione internazionale di atletica leggera, che, dopo Alfio Giomi e il sindaco Vivarelli Colonna, ha ringraziato la città per l'accoglienza e per gli impianti, Zecchini e campo Zauli, a cui i lavori svolti negli ultimi mesi hanno ridato colpo d'occhio e tenuta strutturale. Non a caso il colore della pista è azzurro acceso come i presupposti di ben figurare per la comitiva guidata dai tecnici Stefano Baldini, Gabriella Dorio ed Antonio Andreozzi. Proprio Baldini, oro nella maratona alle Olimpiadi di Atene 2004 è il direttore tecnico dei 92 atleti italiani che prenderanno parte alla competizione continentale, dopo la rinuncia in extremis per infortunio della fondista Francesca Tommasi e del decatleta Matteo Chiusolo, è rimasto soddisfatto delle strutture su cui gli azzurri potrebbero concretizzare le proprie chances da podio.
«Grosseto ci ha accolti oggi come nell'ultimo quadriennio – dice – ci sentiamo a casa. Speriamo che venga tanto pubblico al campo servirà per sostenere i ragazzi che sono già motivati anche perchè gareggiano in Italia. Contano sicuramente le medaglie ma a questo livello è bene testare la resistenza degli atleti a condizioni di stress come avviene in queste manifestazioni internazionali in cui si giocano molti».
«Spero di correre bene anche qui,di raggiungere quello che mi sono prefissato», spiega Filippo Tortu che viene da un argento ai mondiali 2016 a Bydgoszcz (Ungheria).
«Perchè non pensare ad eguagliare se non a migliorare il mio tempo? Sono qui per questo», chiosa l'altra velocista Elisa Di Lazzaro che a maggio a Savona ha tagliato il traguardo in 13”24. Grandi speranze europee non solo per la Norvegia, da dove proviene, sono riversate sul sedicenne Jakob Ingebrigsten, mezzofondista dei 1.500 e 3.000 metri in cui ha superato a Kortrijk (Belgio) il record junior europeo precedente stabilendolo a 8:26.81.
Servizio nell’inserto estate
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma ieri prima della sontuosa cerimonia di apertura, che, dopo la sfilata delle squadre in corso Carducci, ha visto salire sul palco di piazza Dante anche le “Farfalle” della nazionale di ginnastica ritmica, si è svolta la conferenza stampa di presentazione ufficiale alla presenza delle autorità sportive e civili con due atleti italiani ma rappresentativi perchè si tratta di quelli sui quali poggiano le speranze più forti dell'atletica italiana del futuro: il milanese Filippo Tortu che è vicecampione mondiale dei 100 metri piani (la sua finale si terrà domani alle 16.50) e la parmense Elisa di Lazzaro (attesa sabato alle 16.45), primatista italiana con ambizioni di medaglia nei 100 ostacoli.
Il vero padrone di casa è stato Svein Arne Hansen, presidente della Iaaf, Federazione internazionale di atletica leggera, che, dopo Alfio Giomi e il sindaco Vivarelli Colonna, ha ringraziato la città per l'accoglienza e per gli impianti, Zecchini e campo Zauli, a cui i lavori svolti negli ultimi mesi hanno ridato colpo d'occhio e tenuta strutturale. Non a caso il colore della pista è azzurro acceso come i presupposti di ben figurare per la comitiva guidata dai tecnici Stefano Baldini, Gabriella Dorio ed Antonio Andreozzi. Proprio Baldini, oro nella maratona alle Olimpiadi di Atene 2004 è il direttore tecnico dei 92 atleti italiani che prenderanno parte alla competizione continentale, dopo la rinuncia in extremis per infortunio della fondista Francesca Tommasi e del decatleta Matteo Chiusolo, è rimasto soddisfatto delle strutture su cui gli azzurri potrebbero concretizzare le proprie chances da podio.
«Grosseto ci ha accolti oggi come nell'ultimo quadriennio – dice – ci sentiamo a casa. Speriamo che venga tanto pubblico al campo servirà per sostenere i ragazzi che sono già motivati anche perchè gareggiano in Italia. Contano sicuramente le medaglie ma a questo livello è bene testare la resistenza degli atleti a condizioni di stress come avviene in queste manifestazioni internazionali in cui si giocano molti».
«Spero di correre bene anche qui,di raggiungere quello che mi sono prefissato», spiega Filippo Tortu che viene da un argento ai mondiali 2016 a Bydgoszcz (Ungheria).
«Perchè non pensare ad eguagliare se non a migliorare il mio tempo? Sono qui per questo», chiosa l'altra velocista Elisa Di Lazzaro che a maggio a Savona ha tagliato il traguardo in 13”24. Grandi speranze europee non solo per la Norvegia, da dove proviene, sono riversate sul sedicenne Jakob Ingebrigsten, mezzofondista dei 1.500 e 3.000 metri in cui ha superato a Kortrijk (Belgio) il record junior europeo precedente stabilendolo a 8:26.81.
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