Il Tirreno

Grosseto

La coop Boscaglia è in liquidazione

di Fiora Bonelli
La coop Boscaglia è in liquidazione

Santa Fiora: la cooperativa chiude, perdono il lavoro in 150. Menichetti: «Ecco di chi sono le responsabilità del tracollo»

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SANTA FIORA. Chiude la Cooperativa Guido Boscaglia e 150 persone vanno a casa. Silenzio. Non sale una parola su questa vicenda dal versante delle istituzioni sia dell’Amiata grossetana che di quella senese: idem a Santa Fiora, dove aveva la sede legale; la cooperativa infatti proveniva dalla fusione fra la coop Sorgenti del Fiora di Santa Fiora e La Querce di Vivo d’Orcia.

L’assemblea dei soci, che si è svolta il 7 luglio, ha decretato la liquidazione della cooperativa. Ad annunciare la soppressione della storica cooperativa forestale è Mauro Menichetti, nella sua duplice veste di segretario del Movimento politico “Ripartiamo dalla Gente” e come socio fondatore – era il 1979 – della ex cooperativa Sorgenti del Fiora fusasi con la Boscaglia.

È una vibrante protesta quella di Menichetti: «Mentre la Lega delle Cooperative – dice – “festeggia” gli anniversari, le cooperative forestali non ci sono più e mandano a casa i tanti lavoratori che non hanno proprio niente per cui far festa. L’inadeguatezza gestionale delle persone indicate per ruoli dirigenziali dalla Lega e dalla politica, fanno chiudere una realtà costruita con i sacrifici e con i soldi dei soci lavoratori che da oggi non hanno più un lavoro. L’incapacità e la superficialità con le quali sono state gestite le soluzioni calate dall’alto, danno un altro duro colpo all’economia di un territorio già martoriato. E, intanto, i Sindaci pensano a tagliare qualche nastro e farsi belli con i soldi dei cittadini».

Menichetti sferra il suo attacco anche contro il Comune di Santa Fiora: «Il sindaco Federico Balocchi e l’Amministrazione comunale sono stati zitti di fronte a un disastro economico e sociale come fu quello per la chiusura dello stabilimento industriale della Fornacina».

Menichetti accende i riflettori sul dramma delle famiglie e anche sulle responsabilità della Regione Toscana: «A seguito di una fusione calata dall’alto e sostenuta dalla Lega e dal Partito Democratico anche locale – dice – finisce in liquidazione una cooperativa con un bilancio disastroso per il quale a pagare sono solo i soci lavoratori e le loro famiglie che perdono il capitale sociale versato, i macchinari, gli immobili e tutto il resto. Responsabilità – continua – ne ha anche la Regione Toscana che ha 50 milioni di euro nelle casse (Psr) e ne ha mandati in gara solo 4, facendo scendere il fatturato anche della Cooperativa Boscaglia dai 9 milioni iniziali annui a 2 dell’anno scorso. L’indifferenza e l’incapacità della politica locale e regionale ha creato un disastro a danno di tante famiglie e hanno sperperato anche questo patrimonio sociale e culturale che dava chance occupazionali a questo territorio».

Sulla vicenda e su quanto sostenuto da Menichetti, abbiamo sentito il parere del sindaco Balocchi: «A fronte di un’accusa sconclusionata – risponde il primo cittadino di Santa Fiora – con cui si dice che la chiusura è colpa delle amministrazioni, ricordo che l’amministrazione accompagnerà l’iter dell’azienda che al momento occupa solo tre santafiores – dice – e al tavolo regionale per la crisi eravamo presenti. Su di un aspetto Menichetti ha ragione: la Regione Toscana deve impegnarsi nel settore forestazione; ma le cause della chiusura della Boscaglia, Menichetti, che ci ha lavorato, le conosce assai meglio di me e sono complesse. L’amministrazione ha fatto tutto il possibile».

La fine della cooperativa Boscaglia si aggiunge al traballante quadro amiatino: fin dal 2011 la Cna sottolineava la chiusura di una sessantina di aziende. E poi nel corso del tempo è arrivata la crisi di Floramiata con i suoi oltre 150 dipendenti, quella dell’Amtec, della nuova Rivart, dell’Amiata Marmi e via dicendo. Tutte aziende storiche, serbatoi di lavoro per il comprensorio.

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