Il Tirreno

Grosseto

Caos in via Uranio, scatta la petizione

di Giovanna Mezzana
Caos in via Uranio, scatta la petizione

Un gruppo di residenti lancia una raccolta firme con cui chiede misure tampone contro traffico e rumori. Al via da oggi

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GROSSETO. Se abiti in via Uranio e dintorni e non ne puoi più dei bisonti della strada che marciano avanti e indietro, puoi far sentire la tua voce. Parte oggi una petizione con cui alcuni residenti chiedono all’amministrazione comunale di tutelare il loro quieto vivere e la loro salute. L’obiettivo è: far sì che via Uranio – che «oggi è un’autostrada» dicono – torni ad essere il viale alberato di un quartiere residenziale; lo era, del resto, ai tempi in cui Verde Maremma si popolò. Oggi i promotori dell’iniziativa faranno visita ai titolari dei negozi e dei bar che si aprono lungo via Uranio per lasciare la petizione a disposizione di tutti coloro che vorranno leggerla ed, eventualmente, firmarla. Consta di tre punti la richiesta che verrà inviata al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e alla sua giunta dopo la chiusura della raccolta delle firme.

Traffico e rumore. Primo: i cittadini vogliono che il Comune solleciti l’Arpat perché spedisca esperti e/o installi centraline che monitorino la qualità dell’aria e misurino il rumore che il traffico di auto, ma soprattutto di mezzi pesanti, produce lungo il viale. C’è anche una questione di sicurezza, oltreché di benessere per chi lì ha comprato casa (magari con un mutuo ventennale): è un mix micidiale la commistione tra il traffico e la routine quotidiana di chi vive il quartiere (ci abita o lo frequenta).

La bretellina. Secondo: il gruppo di residenti sostiene che sarebbe giunto il momento per rispolverare – magari con un pizzico di pragmatismo – il famoso progetto che prevede la realizzazione di una bretella che parta da via Aurelia Nord, passi esterna a Verde Maremma, e si innesti sulla Castiglionese dietro l’Edilcommercio. Sono anni che se ne parla: intorno al 2010 – con l’allora giunta civica di Emilio Bonifazi e Leonardo Marras alla guida della Provincia – sembrava che quella variante, che decongestionerebbe via Uranio, fosse dietro l’angolo. E invece no: è salita in soffitta.

Case e servizi. Terzo punto. I residenti chiedono verifiche degli effetti delle sollecitazioni del traffico sulle abitazioni circostanti ma anche sui servizi che “dimorano” sotto il manto stradale. L’interrogativo è: siamo certi che la strada sia stata progettata per sopportare le continue vibrazioni di mezzi ultrapesanti? Lungo il viale non passano solo auto ma “bisonti” multimarce.

I numeri. I promotori della petizione si fanno avanti con dati alla mano. Due residenti hanno misurato il flusso dell’assalto quotidiano al viale. In occasione della tappa di Caffé Tirreno che si è svolta al bar Illy Conad, Stefano Laurenti, che abita in via Pirite, ci ha descritto di aver contato i veicoli in transito per i primi cinque minuti di ogni ora, nei giorni feriali e festivi, di giorno e di notte, per fare poi una proiezione dei dati, et voilà, il risultato: 42. 000 motori che sgasano ogni giorno. Spaventoso. Qualche tempo dopo, Giampiero Guerrini de Witt, dal balcone di casa, ha contato i maxi veicoli che solcano via Uranio. Risultato? Passa un autotreno o un autoarticolato al minuto: o in un senso o nell’altro.

Le firme. La petizione viene lanciata oggi e rimarrà “firmabile” almeno per tutto settembre, quando riaprirà l’asilo e la scuola media di via Uranio. «Del resto l’iniziativa parte dai residenti – dice Guerrini de Witt, tra i promotori – ma può essere di interesse anche per i genitori dei bambini che frequentano asilo e scuola, delle famiglie degli ospiti della Fondazione “Il Sole” e per tutti coloro che “vivono” via Uranio non solo come residenti».

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