Il dolore
tiro con l’arco di campagna
Mattia, astro nascente a 14 anni
di Stefano Fabbroni
Il giovane castiglionese è arrivato terzo ai mondiali di categoria
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GROSSETO. Si chiama Mattia Roscini ed è l’astro nascente del tiro con l’arco di campagna.
Quattordicenne, castiglionese, ha conquistato da qualche settimana la medaglia di bronzo ai campionati mondiali di categoria che si sono svolti a Firenze. Mattia è giunto terzo in qualità di scout in una delle 12 categorie di tiro previste dal regolamento, totalizzando oltre 1.000 punti con 140 tiri.
«Il tiro con arco di campagna si svolge in un percorso di gara fatto di salite e discese – spiega Mattia – con una certa distanza che varia in base alla classe d’età: junior, scout, cacciatori e senior. L’importante è riuscire a colpire da lontano con estrema precisione la sagoma raffigurante un animale da campagna che può essere una lince od un cinghiale».
Mattia ha iniziato a prendere confidenza con l’arco a 10 anni e da lì il salto di qualità è stato breve grazie a impegno e dedizione che lo hanno portato a primeggiare in tornei, campionati regionali e nazionali prima di salire sul podio nella competizione iridata ospitata a giugno nel capoluogo toscano. Soddisfatta la società sportiva di cui Mattia fa parte, la 09 Covo arcieri del Tiburzi che annovera venti soci: lo hanno festeggiato al suo ritorno con tanto di medaglia al collo al campo di gara situato in località le Cannucce dove il neo titolato atleta maremmano si allena quotidianamente. «È stata una fatica – dice – visto che in cinque giorni solo uno, il primo, è stato di riposo mentre negli altri quattro sono stati di gara, con quasi trenta piazzole nel bosco dove poter tirare con 3-5 km di percorso da fare».
Quattordicenne, castiglionese, ha conquistato da qualche settimana la medaglia di bronzo ai campionati mondiali di categoria che si sono svolti a Firenze. Mattia è giunto terzo in qualità di scout in una delle 12 categorie di tiro previste dal regolamento, totalizzando oltre 1.000 punti con 140 tiri.
«Il tiro con arco di campagna si svolge in un percorso di gara fatto di salite e discese – spiega Mattia – con una certa distanza che varia in base alla classe d’età: junior, scout, cacciatori e senior. L’importante è riuscire a colpire da lontano con estrema precisione la sagoma raffigurante un animale da campagna che può essere una lince od un cinghiale».
Mattia ha iniziato a prendere confidenza con l’arco a 10 anni e da lì il salto di qualità è stato breve grazie a impegno e dedizione che lo hanno portato a primeggiare in tornei, campionati regionali e nazionali prima di salire sul podio nella competizione iridata ospitata a giugno nel capoluogo toscano. Soddisfatta la società sportiva di cui Mattia fa parte, la 09 Covo arcieri del Tiburzi che annovera venti soci: lo hanno festeggiato al suo ritorno con tanto di medaglia al collo al campo di gara situato in località le Cannucce dove il neo titolato atleta maremmano si allena quotidianamente. «È stata una fatica – dice – visto che in cinque giorni solo uno, il primo, è stato di riposo mentre negli altri quattro sono stati di gara, con quasi trenta piazzole nel bosco dove poter tirare con 3-5 km di percorso da fare».
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