Toscana
Madre muore nell’auto impazzita Aveva 47 anni, ferita sua figlia
di Francesca Gori
Lo schianto all’una di notte sull’Aurelia: le due donne stavano tornando a casa dopo una serata in città Patrizia Del Dottore era nel direttivo della Skeep e coordinava le attività degli atleti diversamente abili
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GAVORRANO. Sull’Aurelia, poco dopo l’una di domenica, c’erano il cofano e il paraurti di un’auto. Due pezzi bianchi che spiccavano sul grigio dell’asfalto della statale, poco prima dell’uscita per Gavorrano Scalo. Un automobilista ha visto quei pezzi ma i suoi occhi non si sono potuti posare sull’auto che li aveva persi. Ha sperato che si trattasse di qualcuno rimasto in panne e ha raggiunto la prima piazzola disponibile: si è fermato e ha chiamato la polizia stradale. Dell’auto che aveva perso quei pezzi non c’era traccia nel buio della notte: un presentimento ha cominciato a frullare in testa all’uomo, un agente della polizia municipale che aveva appena finito il suo turno e stava tornando a casa. Se ne intende lui di queste cose e ha avvertito la polizia stradale. La pattuglia del distaccamento di Arcidosso era già in zona ed è arrivata dopo pochi minuti. E pochissimi sono bastati per scoprire un’altra delle tragedie che ha macchiato di sangue la notte sull’Aurelia: un’Opel Corsa era finita fuori strada, aveva saltato il guard rail che corre lungo la quattro corsie ed era finita dopo essersi rovesciata su un fiancata, in una scarpata profonda. Tanto che i vigili del fuoco e i soccorritori del 118, quando sono arrivati, hanno dovuto utilizzare una scala a pioli per scendere là sotto. Nell’auto c’erano due donne, incastrate tra le lamiere: Patrizia Del Dottore, 47 anni, era morta, probabilmente sul colpo mentre sua figlia che ha 19 anni è stata caricata sull’ambulanza ed è stata portata all’ospedale Misericordia di Grosseto. Le sue condizioni non destano preoccupazioni ma per cautela è stata tenuta sotto osservazione. Saranno altre, ora, le ferite che la ragazza dovrà far guarire: la perdita di sua madre, con la quale stava tornando a casa dopo una serata passata a Grosseto. Ad identificare le due donne e a dare una mano alla polizia stradale sono stati i carabinieri.
Patrizia Del Dottore viveva con la figlia a Scarlino Scalo e domenica, quando mancavano pochi chilometri all’uscita dell’Aurelia che avrebbe imboccato per arrivare a casa, probabilmente ha avuto un colpo di sonno. Ha perso il controllo dell’auto che ha sbattuto una prima volta contro il guard rail, poi è finita in quel fossato.
La quarantasettenne aveva un sorriso che era servito a dare forza a tutte le persone che aveva incontrato nella sua vita: era nel direttivo dell’associazione di volontariato Skeep di Castiglione della Pescaia e aveva un compito importantissimo, quello di prendersi cura e sostenere gli atleti diversamente abili in tutte le loro attività. Cristiana Artuso, la presidentessa dell’associazione, non riesce a darsi pace. Piange, piange a dirotto. «Patrizia dava più di quello che aveva - dice - Era fatta così: ci metteva il cuore, ci metteva passione. E soprattutto non si tirava mai indietro di fronte a niente, non c’era difficoltà che non tentasse di affrontare».
Oggi avrebbe dovuto partecipare, con i suoi ragazzi, a una giornata che aveva organizzato al campeggio Cielo Verde. «Anche sabato sera prima di rimettersi alla guida si era sentita con un altro membro dell’associazione - aggiunge Artuso - proprio per mettere a punto i dettagli di questa giornata. Per la nostra associazione è una tragedia: abbiamo perso un pilastro». Patrizia Del Dottore aveva cominciato a darsi da fare nel mondo del volontariato ancora prima che venisse fondata Skeep. Poi il suo impegno lo aveva messo a disposizione di quei ragazzi che anche grazie a lei sono riusciti a superare la disabilità con lo sport. Eletta anche volontaria dell’anno, la donna aveva sempre conquistato tutti con il suo sorriso e la sua grandissima forza e caparbietà.
La salma di Patrizia è all’obitorio del Misericordia a disposizione della Procura.
Patrizia Del Dottore viveva con la figlia a Scarlino Scalo e domenica, quando mancavano pochi chilometri all’uscita dell’Aurelia che avrebbe imboccato per arrivare a casa, probabilmente ha avuto un colpo di sonno. Ha perso il controllo dell’auto che ha sbattuto una prima volta contro il guard rail, poi è finita in quel fossato.
La quarantasettenne aveva un sorriso che era servito a dare forza a tutte le persone che aveva incontrato nella sua vita: era nel direttivo dell’associazione di volontariato Skeep di Castiglione della Pescaia e aveva un compito importantissimo, quello di prendersi cura e sostenere gli atleti diversamente abili in tutte le loro attività. Cristiana Artuso, la presidentessa dell’associazione, non riesce a darsi pace. Piange, piange a dirotto. «Patrizia dava più di quello che aveva - dice - Era fatta così: ci metteva il cuore, ci metteva passione. E soprattutto non si tirava mai indietro di fronte a niente, non c’era difficoltà che non tentasse di affrontare».
Oggi avrebbe dovuto partecipare, con i suoi ragazzi, a una giornata che aveva organizzato al campeggio Cielo Verde. «Anche sabato sera prima di rimettersi alla guida si era sentita con un altro membro dell’associazione - aggiunge Artuso - proprio per mettere a punto i dettagli di questa giornata. Per la nostra associazione è una tragedia: abbiamo perso un pilastro». Patrizia Del Dottore aveva cominciato a darsi da fare nel mondo del volontariato ancora prima che venisse fondata Skeep. Poi il suo impegno lo aveva messo a disposizione di quei ragazzi che anche grazie a lei sono riusciti a superare la disabilità con lo sport. Eletta anche volontaria dell’anno, la donna aveva sempre conquistato tutti con il suo sorriso e la sua grandissima forza e caparbietà.
La salma di Patrizia è all’obitorio del Misericordia a disposizione della Procura.
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