Il Tirreno

Grosseto

Fiamme sui tetti delle case

di Francesca Gori

Incendio a Marina di Grosseto: devastazione in pineta, lacrime e rabbia

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MARINA DI GROSSETO. Forse bisognerebbe essere stati almeno una volta sulla luna per rendersi conto di quello che è successo ieri poco dopo le 19 a Marina di Grosseto. Sotto gli occhi terrorizzati degli abitanti delle case che si affacciano su via dei Platani, la domenica di mare e sole si è trasformata in un incubo. Di nuovo, la pineta ha cominciato a bruciare e il bilancio, a fine serata, è stato devastante: 26 auto sono state divorate dalle fiamme, tre persone, tra cui un vigile del fuoco che è rimasto intossicato, sono stati accompagnati in ospedale dove le loro ustioni, per fortuna superficiali, sono state medicate.

Il rogo in pineta. La spiaggia di Marina di Grosseto era ancora affollata quando la colonna di fumo si è alzata in cielo. Si vedeva dall’ingresso di Grosseto, a 13 chilometri di distanza e non prometteva niente di buono. Gianni Chelini, ex assessore provinciale, abita a pochi metri di distanza dal punto in cui sono partite le fiamme. Stava tornando a casa e stava attraversando la pineta. «A cinquanta metri da me ho sentito un rumore, come di qualcosa che stesse friggendo – racconta – mi sono voltato e ho visto le fiamme che si alzavano verso la chioma dei pini. In pochi secondi qui è stato un disastro».

Tirava vento ieri a Marina di Grosseto, un vento di terra che dalla pineta ha soffiato come un mantice, alimentandole, le fiamme verso le case.

Il fuoco salta sui tetti. «Chiudete gli ombrelloni, bagnateli», grida un vigile del fuoco a chi è affacciato nei giardini che si aprono sulla via. Dalle chiome degli alberi cascano alcuni frammenti di rami infuocati. La gente scesa in via Platani piange, i soccorritori hanno gli occhi rossi e il fiato corto per il fumo che hanno respirato e via dei Platani è chiusa. La polizia municipale ha sistemato la fettuccia bianca e rossa per non far avvicinare nessuno ma i marinesi, che siano residenti o turisti, sono tutti lì con le lacrime agli occhi, a sperare che quest’incubo finisca il primo possibile.

La task force. Tredici squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate per domare le fiamme. Le spegnevano da una parte, riprendevano dall’altra, senza sosta. L’elicottero ha fatto avanti e indietro decine di volte su quel tratto di pineta e di strada scaricando litri e litri d’acqua. La polizia, i carabinieri, gli uomini della polizia municipale, i volontari della Racchetta: tutti lì, ognuno a evitare che la tragedia si trasformasse in disastro. La disperazione si leggeva sulla faccia di chi si è trovato in mezzo a un incendio che è stato alimentato dal forte vento ma anche sulla faccia di chi il lavoro di garantire la sicurezza lo fa da sempre. In via dei Platani sono arrivati subito anche l’assessore alla Sicurezza del Comune Fausto Turbanti e il comandante della polizia municipale Felice Carullo. Era libero dal servizio, in pantaloncini e ciabatte, ma si è messo subito al lavoro per coordinare i suoi uomini ed evitare il peggio.

Ipotesi piromane. «È lei che ha visto qualcosa? »: il volto del poliziotto della Questura è gentile, mentre si rivolge a un uomo in calzoncini corti che è appoggiato a un angolo della strada. La sua voce, però, è ferma. L’uomo risponde e sul volto del poliziotto cala un velo di delusione. «No, mi dispiace – dice – ho solo visto le fiamme partire da quel punto ma quando mi sono voltato non c’era nessuno». Eppure, nonostante ci fossero alcune auto parcheggiate proprio in pineta, in un posto nel quale non potevano essere lasciate, è difficile credere che un incendio di questa portata, seppure aiutato dal vento, possa essere esploso da solo.

Le forze dell’ordine sono al lavoro da settimane ormai, ma di chi sta mettendo a ferro e fuoco la Maremma, almeno fino a ieri non è stata trovata traccia. Qualcuno parlava di tre inneschi ieri, ma conferme ufficiali non ce ne sono.

Bilancio devastante. Le fiamme sono state domate poco dopo le 20, 30 ma quello che è successo a Marina di Grosseto in poco più di un’ora e mezzo è stato devastante. Le auto bruciate sono state 26 in tutto, e in quel tratto della pineta ieri sera sono arrivate due ruspe per bonificare la zona e abbattere le piante pericolanti. Il Comune ha individuato 150 camere alla Fattoria la Principina e 80 posti letto a Marina di Grosseto a disposizione delle eventuali famiglie evacuate. La via di fuga in via dei Platani, recentemente realizzata dal Comune, ha reso più veloce ed efficace l’intervento dei vigili del fuoco. Due persone sono rimaste lievemente ustionate e sono state medicate al pronto soccorso mentre un vigile del fuoco è rimasto leggermente intossicato.

Il sindaco chiede l’intervento dell’esercito. È arrivato anche il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna in via dei Platani. Con lui c’era il consigliere Bruno Ceccherini. «L’emergenza è conclusa ma quello che Marina ha dovuto sostenere oggi è stato enormemente drammatico. Siamo intervenuti con 50 unità - dice il sindaco - ma dobbiamo istituire un sistema integrato di sicurezza con tutti i soggetti interessati e coinvolgere necessariamente altri parti dello Stato, come l’Esercito e l’Aeronautica. Perché quella che dobbiamo combattere è una guerra e dobbiamo avere le armi adatte per vincerla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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