Trasporti
MASSA MARITTIMA, terzieri ai ferri corti
Cittavecchia non fa passi indietro
L’iscrizione all’elenco del 5 per mille al centro della bufera
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MASSA MARITTIMA. È stato il priore Dino Montemaggi, a nome del consiglio del terziere di Cittavecchia, a rompere il silenzio che si era creato in seguito alla lettera aperta inviata dal sindaco Marcello Giuntini in cui veniva chiesto ai Terzieri di rimandare le divergenze a fine stagione, per affrontare al meglio le sfide dell’estate tra cui la fondamentale data del 14 agosto che vedrà i Terzieri impegnati nel Balestro.
Cittavecchia non ha accettato il consiglio e ha perseverato nella scelta di uscire dal Magistrato: «nella primavera del 2016 il rettore Ivo Martellini comunicò, senza alcuna discussione, che la Società dei Terzieri si era iscritta all’elenco della associazioni che avevano il diritto di ricevere dai contribuenti, le donazioni del cinque per mille. Alla vigilia dell’ultimo Balestro di maggio, abbiamo appreso dai social casualmente e con stupore che anche il terziere di Cittanuova si era dotato dei requisiti per ricevere le donazioni» ha spiegato Montemaggi. «Al Magistrato ci è stato risposto che non solo era una legittima scelta di quel Terziere, ma anche che lo stesso era da ben due anni che aveva intrapreso il percorso per aderire al cinque per mille. In tutto questo tempo nessuna comunicazione è stata data al Magistrato ed ai Terzieri di Borgo e Cittavecchia, né dal Rettore né dai dirigenti del Terziere biancorosso a cui egli appartiene. Non abbiamo nemmeno capito se il rettore ha subito tale decisione o se di essa ne è stato convinto sostenitore» continua Montemaggi.
Per Cittavecchia la decisione presa lede l’unità dei Terzieri scavalcando gli organismi decisionali che lo statuto che la società prevede: «con la nostra dolorosa decisione di uscire dal magistrato abbiamo voluto dare uno scossone a questa incomprensibile situazione, per garantire un futuro sereno ad una delle più importanti associazioni che operano a Massa Marittima» concludono.
Alle parole del Terziere di Cittavecchia è seguita subito una risposta da parte di Cittanuova: «Eravamo certi che alla prima occasione avreste fatto pesare la minima mancanza, commessa in assoluta buona fede» scrive il terziere biancorosso. Per Cittanuova l’adesione all’elenco del cinque per mille sarebbe stato «un modo come un altro per ricevere un apporto da parte dei soci, né più e né meno come una richiesta di sovvenzione agli esercizi commerciali per la festa annuale». Non solo: per il terziere biancorosso la scelta di aderire al cinque per mille sarebbe stata una decisione totalmente personale. «Il Terziere di Cittanuova non è mai entrato nel merito alle scelte interne del vostro terziere portandole all’attenzione del Magistrato solo per far polemica – conclude Cittanuova – dimostrando così il senso di responsabilità e l’attaccamento all’unità della società dei Terzieri, che in questa occasione non abbiamo riscontrato nel vostro Terziere con l’abbandono del Magistrato con arroganza e senza possibilità di dialogo».
Cittavecchia non ha accettato il consiglio e ha perseverato nella scelta di uscire dal Magistrato: «nella primavera del 2016 il rettore Ivo Martellini comunicò, senza alcuna discussione, che la Società dei Terzieri si era iscritta all’elenco della associazioni che avevano il diritto di ricevere dai contribuenti, le donazioni del cinque per mille. Alla vigilia dell’ultimo Balestro di maggio, abbiamo appreso dai social casualmente e con stupore che anche il terziere di Cittanuova si era dotato dei requisiti per ricevere le donazioni» ha spiegato Montemaggi. «Al Magistrato ci è stato risposto che non solo era una legittima scelta di quel Terziere, ma anche che lo stesso era da ben due anni che aveva intrapreso il percorso per aderire al cinque per mille. In tutto questo tempo nessuna comunicazione è stata data al Magistrato ed ai Terzieri di Borgo e Cittavecchia, né dal Rettore né dai dirigenti del Terziere biancorosso a cui egli appartiene. Non abbiamo nemmeno capito se il rettore ha subito tale decisione o se di essa ne è stato convinto sostenitore» continua Montemaggi.
Per Cittavecchia la decisione presa lede l’unità dei Terzieri scavalcando gli organismi decisionali che lo statuto che la società prevede: «con la nostra dolorosa decisione di uscire dal magistrato abbiamo voluto dare uno scossone a questa incomprensibile situazione, per garantire un futuro sereno ad una delle più importanti associazioni che operano a Massa Marittima» concludono.
Alle parole del Terziere di Cittavecchia è seguita subito una risposta da parte di Cittanuova: «Eravamo certi che alla prima occasione avreste fatto pesare la minima mancanza, commessa in assoluta buona fede» scrive il terziere biancorosso. Per Cittanuova l’adesione all’elenco del cinque per mille sarebbe stato «un modo come un altro per ricevere un apporto da parte dei soci, né più e né meno come una richiesta di sovvenzione agli esercizi commerciali per la festa annuale». Non solo: per il terziere biancorosso la scelta di aderire al cinque per mille sarebbe stata una decisione totalmente personale. «Il Terziere di Cittanuova non è mai entrato nel merito alle scelte interne del vostro terziere portandole all’attenzione del Magistrato solo per far polemica – conclude Cittanuova – dimostrando così il senso di responsabilità e l’attaccamento all’unità della società dei Terzieri, che in questa occasione non abbiamo riscontrato nel vostro Terziere con l’abbandono del Magistrato con arroganza e senza possibilità di dialogo».
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