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Cantine o ristoranti: le antiche troniere andranno ai privati

di Elisabetta Giorgi
Cantine o ristoranti: le antiche troniere andranno ai privati

L’Istituzione comunale punta a valorizzare gli storici locali. Parte lo studio di fattibilità: l’ipotesi è di mettere i locali a gara

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GROSSETO. Il condizionale è d’obbligo ma l’ipotesi è concreta. Le troniere delle Mura di Grosseto potrebbero diventare cantine, vinerie o locali di ristorazione a chilometri zero; spazi/vetrina per sapori eccellenti, gallerie d’arte o altro, comunque locali destinati alla fruizione. Se il percorso va in porto, gli antichi locali saranno dati in concessione a qualche imprenditore attraverso un bando. L’iter pubblico sta muovendo i primi passi e potrebbe portare nei prossimi mesi a indire gare rivolte a privati disposti a investire per ristrutturare gli spazi e realizzarvi un’impresa, corrispondendo all’ente locale un canone.

Ad avviare l’iter mettendo in campo ipotesi e progetti è l’istituzione Le Mura che, formalizzata a giugno e presieduta da Alessandro Capitani, lavora per valorizzare il monumentale complesso cittadino. Il tutto sotto l’egida dell’assessorato comunale di Luca Agresti, vicesindaco e delegato alle Mura. Un percorso del quale, per ora, siamo ai preliminari: è in partenza uno studio di fattibilità. Input numero uno - spiega Capitani - è «valorizzare questi locali» testimoni del passato, sottraendoli al degrado del tempo e rivitalizzando la fortificazione, spesso in balìa di sbandati e tossicodipendenti. I lavori sono in corso, si respira fiducia. «E se arriva qualche mecenate, ben venga», dice il presidente.

Parte l’iter. L’istituzione le Mura ha visto riunire per la prima volta un mese fa il direttivo composto da Alessandro Capitani (presidente) e dai consiglieri Francesca Carpenetti, Riccardo Colasanti, Francesca Maggi e Concetta Relli. Mentre sta strutturando la sua parte amministrativa, l’organismo prova ad avviare progetti e a capire come far rivivere le troniere. Siamo all’inizio, la prudenza è d’obbligo. «Stiamo provando a capire se si possa procedere a un avviso pubblico con la messa a gara di questi spazi». Prima ancora servono sopralluoghi e studi tecnici per valutare attentamente le condizioni e le possibilità di utilizzo degli spazi; ci saranno conferenze di servizi per riunire i soggetti interessati. Comune, Istituzione Le Mura, Soprintendenza, Asl; tutti gli enti e organismi competenti in materia di sicurezza o igienico-sanitaria. «Stiamo avviando uno studio di fattibilità redatto dai tecnici comunali». Se tutto va bene si andrà a bando per assegnare gli spazi in concessione pluriennale ai privati.

Quali spazi. Al momento le troniere papabili sono tre, ovvero quella del Cinghialino sotto l’orto botanico realizzato dai volontari di Dritti alla meta; un’altra sopra lo spazio eventi al Cassero, e un’altra troniera in via Saffi che sfocia in piazza Esperanto. «Questi tre luoghi potrebbero essere valutati – spiega Capitani – ognuno con interventi diversi a seconda delle condizioni in cui si trovano». L’imprenditore che si dovesse aggiudicare la troniera avvierebbe una sua impresa in linea con criteri e progettualità chiesti dall’ente, e la risistemerebbe a sue spese senza oneri per le casse pubbliche. «Noi indicheremo il progetto di massima da rispettare e l’imprenditore potrà realizzarvi la sua impresa attenendosi a quello e ripristinando la troniera a sue spese».

Lo scopo. Far rivivere le Mura. Valorizzarle, farle conoscerle ai giovani e farle tornare in vita ai più anziani. Riaprire spazi dimenticati. Far riappropriare Grosseto di una parte fondamentale della sua identità e delle sue radici, dice Capitani. «Credo che, proprio in virtù di questo fattore identitario molto forte che lega le antiche troniere alla città - conclude il presidente - queste possano prestarsi anche a diventare laboratori di enogastronomie e prodotti del territorio. Dal nostro punto di vista, l’interesse è che le Mura possano ricominciare a vivere, da sotto o da sopra, in modo tale che la vita ricominci e rappresenti un controllo e un presidio sociale in termini di sicurezza». Oltreché un introito per l’ente.

Sarà rivisto anche il piano del verde, con uno studio botanico-agricolo.

Infine la luce. «Credo che a fine anno appalteremo la pubblica illuminazione e che per la prossima primavera le Mura siano illuminate».

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