Il Tirreno

Grosseto

«Saremo forti per nostro figlio» 

di Elisabetta Giorgi
«Saremo forti per nostro figlio» 

Tragedia delle Collacchie, parlano i genitori di Cristian Lenzi «Ricordatevelo così: pieno di amici, buono e sensibile»

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GROSSETO. «Se potete scrivete due righe buone su mio figlio... Mi piacerebbe che ne parlaste bene, che fosse ricordato per le cose belle e positive, per com’era. Dite che Cristian era un bravo ragazzo, anzi un bravissimo ragazzo perché era davvero così: era buono mio figlio, aveva tanti amici che gli volevano bene per quello che era, per i lati belli del suo carattere. Era un ragazzo buono e sensibile».

Paolo Lenzi - il padre di Cristian Lenzi morto carbonizzato la notte tra lunedì e martedì in un incidente stradale nelle Collacchie insieme a due amici - piange a dirotto nel corridoio dell’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto, circondato dall’affetto della moglie, dei familiari, dei tantissimi amici suoi e del figlio che lo stringono forte. Non si consola mentre fa avanti e indietro in quegli ambienti ospedalieri che conosce bene: Paolo ha sempre lavorato lì al Misericordia per una ditta di pulizie. Anche il figlio Cristian vi ha lavorato, prima di trovare occupazione a Castiglion della Pescaia all’Osteria del Viandante. Perciò in ospedale sono in molti a conoscere bene questa famiglia. Da anni. Da sempre. Sono tutti sotto choc, con gli occhi gonfi di pianto. «Dobbiamo essere forti io e mia moglie, parecchio forti – continua Paolo sciogliendosi ancora in lacrime in obitorio - Ci proviamo».

Di questa tragedia – piange Lenzi - «io ho saputo ieri mattina (lunedì mattina, ndr) mentre andavo al lavoro...». È uno strazio, c’è un via vai di persone, lì all’obitorio. Gente inginocchiata fuori in lacrime, accovacciata davanti alla porta d’ingresso; amici seduti e che piangono davanti alle stanze mortuarie, impossibilitati a vedere per l’ultimo saluto il corpo di Cristian, straziato dal fuoco e ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria insieme agli altri corpi, in attesa che si completi il riconoscimento. La salma di Lenzi è chiusa in una cella frigorifera accanto a quella di Clara Ricci (la donna morta in un altro terribile incidente alcuni giorni fa). I suoi due amici Fabrizio Fenici e Raul Andrei Amariutei - invece - sono in altre due celle a Sterpeto.

Una corona di fiori è in terra davanti alla porta dell’obitorio del Misericordia in omaggio a Cristian. C’è scritto “I ragazzi di via Genova”. In via Genova lavora la mamma di Cristian, dipendente della farmacia ospedaliera. «Questi fiori – dice lei con espressione dolce, colma di dolore e gratitudine per l’affetto ricevuto – me li hanno regalati i miei colleghi...». La donna ha accanto gli amici e il fratello che la sorreggono, e riceve volentieri abbracci colmi di disperazione. Abbracci e lacrime, tanta rabbia e incredulità in attesa che si completino quanto prima le pratiche di riconoscimento dei corpi carbonizzati.

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