Il Tirreno

Grosseto

L’argine c’è, mancano gli espropri  

di Ivana Agostini
L’argine c’è, mancano gli espropri  

I proprietari dei terreni su cui è stata realizzata l’opera pubblica chiedono alla Provincia di fare chiarezza

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ORBETELLO. L’argine remoto c’è. Gli espropri ancora no. Sembra questa la situazione che vivono i proprietari dei terreni su cui è stato realizzato l’argine remoto (un’opera di sicurezza idraulica che dovrebbe impedire al fiume Albegna di esondare come accadde nel 2012 e nel 2014) o che hanno ospitato le aree di cantiere. In pratica, agli espropriandi è arrivata una lettera, mandata dalla Provincia di Grosseto, nella quale veniva comunicato che l’occupazione temporanea dei terreni è terminata lo scorso 20 ottobre quando i lavori per la realizzazione dell’argine sono stati ultimati.

Alcuni dei destinatari di questa lettera si sono rivolti all’associazione Vita per cercare di capire il significato di quanto scritto dalla Provincia che poi aggiunge, sempre nella stessa lettera che «sono in corso di definizione le operazioni topografiche per il frazionamento delle aree e il calcolo delle indennità da corrispondere».

L’associazione, quindi, chiede all’ente grossetano di fare chiarezza sulla questione. Secondo questa lettera sembrerebbe di capire che, al momento, essendo terminata l’occupazione temporanea dei lotti interessati dalla realizzazione dell’argine, un’opera pubblica sia adesso su un terreno privato di cui non è mai avvenuto l’esproprio in via formale. Come se adesso chi ha ceduto un pezzo della sua terra per costruire l’argine remoto adesso ne fosse il proprietario. «Vorremmo sapere – chiede il presidente dell’associazione Dario Santi – come stanno le cose, in modo che i destinatari di queste lettere sappiano come comportarsi perché, in effetti, adesso versano in una situazione non chiara». Santi si domanda dove sono andati a finire gli espropri. I proprietari avrebbero ricevuto una sorta di anticipo sugli espropri che però poi non sembrano mai essere stati formalizzati. «Questa lettera che è stata inviata – continua Santi – che sono significa? Gli espropri arriveranno? Saranno dati altri soldi a coloro a cui è stata sottratta la terra? Dalla lettera sembra di sì».

Domande naturali a cui l’associazione chiede una risposta da chi ne ha la competenza. «Vogliamo solo capire come stanno le cose e come devono comportarsi i proprietari anche nella compilazione delle domande per richiedere i contributi». Gli imprenditori agricoli spesso compilano domande per ottenere contributi. Nelle domande viene chiesto per quali terreni si richiedono i soldi. «Il terreno di cui ora sembra che i proprietari siano tornati in possesso – dice Santi– deve essere conteggiato oppure no? È bene fare chiarezza perché per le dichiarazioni mendaci si rischiano controlli e sanzioni. La nostra non è assolutamente una polemica, anzi – conclude il presidente di Vita – è solo la necessità di fare chiarezza per aiutare a capire come stanno le cose a chi ha dovuto cedere parte della sua terra per permettere la messa in sicurezza di tutti noi».

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