Sicurezza
Cacciano da 4 anni il piromane fantasma
Ogni estate ritorna l’incubo, finora inutili le telecamere
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. A Castiglione della Pescaia sono oltre quattro anni che quasi regolarmente, quando arriva l’estate, gli incendi sono giornalieri. E l’ultimo rogo si è mangiato 160 ettari di verde, con evacuazioni e tanta paura.
Da giugno a fine agosto, quando la giornata è ventosa (e al mare è normale), dalle 10,30 e fino al pomeriggio, ormai la paura di vedere una colonna di fumo che si staglia nel cielo azzurro è tanta. In particolare ad essere martoriata dagli attacchi continui è stata la strada panoramica, lato sud e nord, che attraversa la collina di poggio alle Trincee e risbuca sulla provinciale delle Collacchie. Gli inneschi, che in alcuni casi - anche in questi giorni - sono stati ritrovati a ridosso dell’inizio degli incendi (palle di carta con diavolina), quando l’acqua che viene impiegata per spegnere le fiamme non li ha polverizzati del tutto, non lasciano nessuna ombra di dubbio che si tratti della mano di un uomo: ogni volta bisogna insomma parlare di dolo. Ma la domanda è: la persona o le persone che appiccano il fuoco, sono piromani o incendiari? In soldoni, un piromane vuole bruciare il più possibile, fare danni e vedere il fuoco alto; l’incendiario invece sente il bisogno di vedere sì le fiamme, ma in fondo il suo intento è quello di creare attenzione in generale e non provocare danni ingenti, confidando nell’intervento immediato dei vigili del fuoco o magari dei tecnici comunali. Come è il caso di Castiglione, con una squadra d’emergenza attiva h24, con le autobotti. Sui social network però le polemiche, anche dure contro gli amministratori e le forze dell’ordine, divampano, ed è proprio il caso di dirlo, ad ogni fiammella. Il comune di Castiglione da un paio d’anni ha installato in molti punti, compresa quasi totalmente la strada panoramica, le telecamere di sorveglianza. E anche prima, grazie ai volontari, c’erano diversi occhi a vedere per molte ore e piantonare le strade: il piromane o l’incendiario, si è fatto beffe lo stesso, evitando con sapienza gli incroci delle sentinelle, e il fuoco non è mai smesso.
Purtroppo di riscontri effettivi fino ad ora trapela poco o nulla. A dire la verità le indagini quasi dal primo momento erano passate al Corpo Forestale, sempre con l’aiuto continuo comunque dei carabinieri. Gli stessi inquirenti hanno avuto modo, in molte occasioni, di segnalare che è difficile prendere gli autori di questi gesti: non è questione di indagini o telecamere. L’unica possibilità è cogliere proprio sul fatto gli autori materiali mentre appiccano il fuoco, e anche in quel caso ci sarebbe da discutere. Le dinamiche degli inneschi, come sottolineano gli stessi vigili del fuoco, sono facili: basta magari un rotolo di carta di giornale, alcuni pezzi di diavolina, e passando in macchina basta un gesto repentino per lanciare il tutto dal finestrino. In pochi minuti le fiamme (e nella totalità dei casi il fuoco è sempre iniziato a ridosso delle carreggiate, magari sui muretti dei terrapieni), si propagano nelle sterpaglie e l’incendio grazie al vento si propaga, quando ormai il piromane o l’incendiario è già lontano. Come fare dunque a fermare uno scempio del genere? Anche questa è una bella domanda. Qualcuno ha lanciato l’idea delle ronde, altri hanno chiesto l’intervento dei militari, altri ancora la presenza più massiccia di forze dell’ordine in generale. Certo è che sorvegliare centinaia di chilometri, compreso il comune di Grosseto, è un’utopia. Rimane solo che il piromane o l’incendiario commetta un errore, che faccia il classico passo falso. Un’eventualità decisamente remota, anche se – confidano senza clamore alcuni addetti – qualche sospetto c’è. Ma la pineta e la macchia maremmana, purtroppo, bruciano ancora.
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