Sicurezza
Riparte la raccolta delle alghe in laguna
Uno dei natanti soffierà ossigeno nello specchio di levante che nel 2015 fu teatro della grande moria
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ORBETELLO. Riparte oggi la raccolta delle alghe nella laguna di Orbetello. La raccolta delle masse algali, che era ripartita dopo 4 anni, era stata sospesa alcune settimane fa.
Oggi la draga oltre a realizzare la risospensione dei sedimenti, ossia a mettere in pratica il Metodo Lenzi, provvederà anche a raccogliere le alghe che in alcuni punti della laguna sono tantissime. Nella parte a ponente della laguna ci sono banchi di alghe che, spesso, rendono la navigazione degli stessi barchini dei pescatori davvero difficoltosa. I motori dei barchini faticano perché le alghe imprigionano le eliche che hanno difficoltà a girare. Stesso dicasi per la pesca. I pescatori, a volte, tirando su le reti, invece del pesce, pescano le alghe. Sempre a ponente, adesso, sono in funzione, tre imbarcazioni: cosa che non accadeva da tempo.
La prossima settimana, uno dei natanti che solca la laguna, opererà a levante, nello specchio d’acqua che nel 2015 fu teatro della grande moria di pesci. L’imbarcazione provvederà a insufflare ossigeno. La laguna, facendo tutti gli scongiuri del caso, sembra godere di buona salute anche se non viene mai persa di vista dalla Regione Toscana che ne ha la gestione dallo scorso marzo. Un monitoraggio continuo che permette di tenere d’occhio il livello delle acque, le temperature così come il meteo che molto influenza la salute della “signora” di Orbetello.
Alla peschiera di Ansedonia, nel frattempo, continua la realizzazione dell’isola felice, ossia di una zona nella quale i pesci potranno rifugiarsi nel caso in cui ci sia mancanza di ossigeno. Un esperimento già tentato lo scorso anno e che ha dato ottimi risultati e che adesso verrà realizzato non in una situazione di emergenza. In pratica verrà creata una zona nella quale al pesce che scappa da altre zone che dovessero essere colpite da anossia verrà garantito l’ossigeno per la sopravvivenza.
L’idea è di Pier Luigi Piro, presidente dei Pescatori ed è portata a realizzazione dalla Ati innovazioni. L’area messa in sicurezza sarà di circa 5 ettari, ossia 50. 000 metri quadrati. Nella laguna verranno immessi dei moduli che rimarranno sospesi a 20 centimetri dal fondo e che permetteranno all’ossigeno di far vivere i pesci in caso di necessità. In pratica vengono sparate delle ultramicrobolle di mezzo millimetro che possono influenzare non solo l’area interessata ma anche quella circostante.
La laguna rimane una sorvegliata speciale. Di certo l’abbassamento della temperatura di questi giorni ha avuto un influsso positivo ma quando si parla della laguna di Orbetello non si può mai abbassare la guardia. (i.a.)
Oggi la draga oltre a realizzare la risospensione dei sedimenti, ossia a mettere in pratica il Metodo Lenzi, provvederà anche a raccogliere le alghe che in alcuni punti della laguna sono tantissime. Nella parte a ponente della laguna ci sono banchi di alghe che, spesso, rendono la navigazione degli stessi barchini dei pescatori davvero difficoltosa. I motori dei barchini faticano perché le alghe imprigionano le eliche che hanno difficoltà a girare. Stesso dicasi per la pesca. I pescatori, a volte, tirando su le reti, invece del pesce, pescano le alghe. Sempre a ponente, adesso, sono in funzione, tre imbarcazioni: cosa che non accadeva da tempo.
La prossima settimana, uno dei natanti che solca la laguna, opererà a levante, nello specchio d’acqua che nel 2015 fu teatro della grande moria di pesci. L’imbarcazione provvederà a insufflare ossigeno. La laguna, facendo tutti gli scongiuri del caso, sembra godere di buona salute anche se non viene mai persa di vista dalla Regione Toscana che ne ha la gestione dallo scorso marzo. Un monitoraggio continuo che permette di tenere d’occhio il livello delle acque, le temperature così come il meteo che molto influenza la salute della “signora” di Orbetello.
Alla peschiera di Ansedonia, nel frattempo, continua la realizzazione dell’isola felice, ossia di una zona nella quale i pesci potranno rifugiarsi nel caso in cui ci sia mancanza di ossigeno. Un esperimento già tentato lo scorso anno e che ha dato ottimi risultati e che adesso verrà realizzato non in una situazione di emergenza. In pratica verrà creata una zona nella quale al pesce che scappa da altre zone che dovessero essere colpite da anossia verrà garantito l’ossigeno per la sopravvivenza.
L’idea è di Pier Luigi Piro, presidente dei Pescatori ed è portata a realizzazione dalla Ati innovazioni. L’area messa in sicurezza sarà di circa 5 ettari, ossia 50. 000 metri quadrati. Nella laguna verranno immessi dei moduli che rimarranno sospesi a 20 centimetri dal fondo e che permetteranno all’ossigeno di far vivere i pesci in caso di necessità. In pratica vengono sparate delle ultramicrobolle di mezzo millimetro che possono influenzare non solo l’area interessata ma anche quella circostante.
La laguna rimane una sorvegliata speciale. Di certo l’abbassamento della temperatura di questi giorni ha avuto un influsso positivo ma quando si parla della laguna di Orbetello non si può mai abbassare la guardia. (i.a.)
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