Sicurezza
Marisa e Graziella uccise dalla piena
di Francesca Gori
Ex sindaco e funzionario a processo: il racconto dei soccorritori intervenuti subito dopo la tragedia della Sgrilla
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MANCIANO. Le due sorelle Carletti quel giorno si mossero in auto da Marsiliana verso Manciano. Erano andate a trovare l’anziana madre che abitava nelle campagne mancianesi ma durante il tragitto - circa dieci chilometri dopo, sulla Maremmana in località Sgrilla - l’esondazione del fosso travolse la loro auto trascinandola a valle per circa un chilometro. Altri automobilisti si salvarono pur essendo sorpresi dall’ondata d’acqua mista a fango che, fuoriuscita dal piccolo alveo del fosso, invase la strada con una violenza spaventosa. Fu dato l’allarme e i vigili del fuoco si misero sulle tracce delle donne con l’hovercraft, scoprendole cadaveri e imprigionate nella loro auto. È questa la terribile immagine di quel il 14 ottobre 2014, quando Marisa e Graziella Carletti furono trascinate via dall’esondazione. La stessa immagine scattata ieri mattina in tribunale, durante l’udienza che vede imputati l’allora sindaco di Manciano Marco Galli e il referente per la protezione civile del Comune, Furio Laghi, entrambi difesi dall’avvocato Marco Calò, e raccontata da chi quel giorno intervenne sulla Maremmana. All’udienza c’erano anche l’avvocato Alessandro Antichi (parte civile) e Riccardo Lottini che rappresenta il Comune di Manciano chiamato in causa come responsabile civile della morte delle due donne. Davanti al giudice Marco Bilisari sono sfilati i testimoni della Procura (pm Maria Navarro). Sono stati loro a ricostruire quanto successe su quella strada. Sono stati loro a raccontare quello che videro ma anche quello che fecero. La procura ha infatti chiesto all’allora comandante della stazione dei carabinieri di Manciano cosa vide e cosa fece quel giorno. Stessa domanda che è stata posta al maresciallo Alessio Nerozzi del reparto investigativo dei carabinieri di Grosseto che ha ricostruito l’incidente. Ha parlato in aula anche l’appuntato Franco Campana, che allora era in servizio a Manciano e che ha raccontato di aver chiuso un tratto di quella strada. Poi è stata la volta di Alessandro Pini, in servizio alla sala operativa del 113 il giorno della tragedia e ai due vigili del fuoco, Roberto Trapassi e Pietro Guarguaglini che salirono sull’hovercraft per trovare le due donne, scoprendo poi i due cadaveri nell’auto che era stata trascinata via dall’ondata di piena e l’allora comandante della municipale di Manciano Piero Rossi.
La prossima udienza del processo si terrà il 31 ottobre.
La prossima udienza del processo si terrà il 31 ottobre.
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