Il Tirreno

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«Ho visto le lingue di fuoco dal balcone» 

di Giovanna Mezzana
«Ho visto le lingue di fuoco dal balcone» 

Il racconto di Adolfo, tra i residenti allontanati da Valle delle Cannucce

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il Villaggio La Vela, il residence Sole Maremma, i condomini e le villette di Valle delle Cannucce: è questa la mappa dei luoghi da cui ieri sono stati allontanati turisti e residenti perché pericolosamente vicini all’incendio che a Castiglione della Pescaia ha divorato 160 ettari di terreni. Non è stata un’evacuazione vera e propria dunque, ma piuttosto una misura «a titolo precauzionale».

Sono le 17 circa di ieri e camminiamo sul viale alberato che dal centro di Castiglione porta a Roccamare e Rocchette. È deserto: ogni tanto passa a velocità sostenuta un fuoristrada della Vab. Sopra di noi sono in azione i canadair. Arriviamo all’altezza della salita che porta a Valle delle Cannucce, ma non la prendiamo: lì villette, residence e condomini dovrebbero essere deserti. Imbocchiamo piuttosto la stradina che corre quasi parallelamente al viale ma che porta al mare. È qui che incontriamo Adolfo Muti e la moglie Maria Grazia: loro abitano proprio a Valle delle Cannucce – sono stati allontanati dalla loro abitazione – e sono due ore che passeggiano per ingannare il tempo. «Guardi qui come siamo ridotti» dice cercando di sdrammatizzare la situazione Maria Grazia. Il marito ci racconta come e quando è scattato l’allarme. «Siamo rientrati a casa verso le 13. 30 – dice – E abbiamo cominciato ad avvertire un forte odore di bruciato. Abbiamo sentito gli elicotteri che volavano sopra di noi e abbiamo visto il fumo che, più passavano i minuti, e più diventava intenso: era sempre più vicino alle nostre abitazioni, una volta si spostava a destra e una volta a sinistra. Alla fine dal terrazzo ho visto le lingue di fuoco». Poi sono arrivati gli agenti della polizia municipale e a Valle delle Cannucce – dai condomini e dal residence Sole Maremma è– cominciato l’esodo precauzionale.

Salutiamo Adolfo e Maria Grazia e incontriamo Matteo Savonarola, che ha un’edicola a Riva del Sole: «All’ora di pranzo il cielo è diventato rosso – dice – Alle 13. 30 è cominciato il fuggi-fuggi dei turisti. C’era un gran fumo e solo alle 17 l’aria è diventata un po’ più respirabile». «Scene di panico – aggiunge – non ne ho viste però anche perché c’erano molti turisti del nord Europa che hanno molto più self-control di noi. Era un’atmosfera surreale, ecco, questo sì».

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