Il Tirreno

Grosseto

Via libera al giardino archeologico 

di Elisabetta Giorgi
Via libera al giardino archeologico 

Ok al restauro di una ventina di reperti tra capitelli, colonne e sarcofagi disseminati in città. Andranno tutti in via Saffi

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GROSSETO. Capitelli, sarcofagi. Colonne e vasche, antichi reperti in pietra, macine millenarie o basi in marmo. Dagli anni ’60 un ricco patrimonio archeologico aveva colonizzato a Grosseto spazi verdi, rondò e lunghi tratti di cinta muraria – da Campo Amiata alle Mura del Cassero, dal Cinghialino a via Telamonio, dallo stadio a piazza Volturno – Ora la location cambia e sarà tutto restaurato e raccolto in via Saffi, nel parco dell’ex ospedale pronto a trasformarsi in un giardino archeologico.

Lo spazio era già stato rimesso a nuovo dalla vecchia amministrazione: quella attuale sta dando corpo al progetto culturale. Il Comune di Grosseto ha appena stanziato i soldi per spostare i reperti, restaurarli e ricollocarli nel nuovo posto.

La determina. È di questi giorni l’atto del dirigente con cui il Comune impegna una spesa di 25.600 euro per quest’operazione. L’input iniziale risale invece a gennaio scorso, quando la Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo chiede al Comune (sindaco e assessore) in una nota di garantire un’adeguata tutela per i reperti di pietra facenti parte dagli anni ’60 della passeggiata archeologica e disseminati in varie zone cittadine. Sempre l’ente ministeriale dà l’ok per rimuovere i reperti e ricollocarli nello spazio attaccato al complesso di San Francesco, protetto da cancellate e chiuso di notte. Il Comune si è messo in moto.

Atti vandalici. Capitelli e vasche, nella passeggiata, hanno subìto nel tempo intemperie e vandalismi. Spesso erano riempite di rifiuti, usati come portacicche. L’operazione permetterà di salvare il patrimonio e allo stesso tempo valorizzarlo. «Recuperiamo tutti i reperti che ci sono sulle mura – spiega l’assessore Luca Agresti – saranno tutti sistemati, puliti e collocati in questo giardino accanto all’università che diventerà un giardino archeologico. Questo parco sarà pure abbinato al museo archeologico. Un modo per riqualificare i tanti reperti sparsi tra mura e rondò che non sono valorizzati come dovrebbero, e per sottrarre al vandalismo questo straordinario patrimonio che rappresenta la storia della nostra città». L’accesso al parco sarà gratuito e osserverà gli orari di apertura delle cancellate. «Un grande lavoro – sottolinea Agresti – è stato fatto dalla Soprintendenza».

Quanti sono. Sono 20 i reperti di dimensioni e tipologia varia oggetto dell’operazione. In piazza Volturno ce ne sono 4: un capitello, una macina, un sarcofago e un altro reperto. In Campo Amiata altri 2: un capitello e una base in marmo. Sulle Mura del Cassero ce ne sono 11: una colonna di 2 metri e mezzo, una vasca integra, un elemento in pietra, un’altra vasca, altri elementi litici, una porzione di colonna, un sarcofago, un “tettino”, un altro sarcofago chiuso, un’altra colonna. Pure al Cinghialino c’è un bel reperto che sarà spostato: una colonna con capitello. Per ultimo la zona di via Telamonio (c’è una macina) e dello stadio (colonna e capitello) saranno liberate.

Il restauro. Il Comune ha affidato due incarichi. La Cooperativa grossetana sposterà i reperti. La cooperativa Atlante dovrà restaurarli e «assistere al loro spostamento e ricollocazione». La spesa totale impegnata è di 25.620 euro provenienti dall’imposta di soggiorno.

Saranno interessati dal restauro anche il complesso scultoreo di Canapone e il busto di Ettore Socci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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