Il Tirreno

Grosseto

«Macché mattanza, è un flop» 

di Gabriele Baldanzi
«Macché mattanza, è un flop» 

Abbattimento di cinghiali, Ceroni contesta Franci. E propone l’utilizzo degli anticoncenzionali

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO . Claudio Ceroni, politico di lungo corso, conduce da un paio d’anni una battaglia contro Regione Toscana e Provincia di Grosseto per veder riconosciuti i danni provocati ad auto e persone dall’attraversamento di animali selvatici, soprattutto cinghiali. Ceroni ha presentato anche un esposto alla Procura. Poi si è rivolto al difensore civico regionale e ai giornali, denunciando e dettagliando le responsabilità che, a suo dire, ricadevano e ricadono su Provincia e Regione per quanto riguarda il controllo della fauna.

Non è assolutamente d’accordo, quindi, con l’ex sindaco di Capalbio Gastone Franci, che domenica aveva denunciato una mattanza di cinghiali con la caccia di selezione e contenimento, senza però dettagliare i numeri. Ceroni ricorda a Franci che i cinghiali catturati o uccisi in provincia di Grosseto sono appena qualche decina e che purtroppo la legge obiettivo, voluta dall’assessore Marco Remaschi, nel 2016 ha fallito. «Gli obiettivi sono diversi – attacca Ceroni – ma animalisti e cacciatori, senza volerlo, hanno dato vita ad una singolare alleanza per difendere la presenza dei cinghiali in Maremma e in Toscana, ignorando le conseguenze, pagate da agricoltori e cittadini». A finire nel mirino di Franci era stata nei giorni scorsi la legge regionale che consente abbattimenti selettivi dei cinghiali. «Questo dà fastidio ai cacciatori – evidenzia Ceroni – che si vedono sottrarre prede alla loro attività sportiva, e reclamano un periodo di caccia più ampio. Purtroppo quella che viene definita una mattanza da Franci è in realtà un vero è propri flop, considerato che nell’intenzione del legislatore l’obiettivo della legge, a validità triennale 2016/2018, era quello di ridurre della metà il numero dei cinghiali, che in Toscana sono circa 450 mila e devastano campi, azzerano le produzioni e mettono a repentaglio la sicurezza stessa dei cittadini». La legge approvata dalla Regione, secondo Ceroni, prevedeva un abbattimento complessivo di 250mila capi in tre anni, tra cinghiali e altri ungulati, ma a fine 2016 (concluso il primo anno) il dato è fermo a poco più di 21 mila. «Il dato reale – sono ancora parole di Ceroni – è che il numero annuale complessivo delle catture è inferiore a quello delle riproduzioni e per questo motivo i cinghiali ormai imperversano ovunque, causando incidenti stradali anche con morti e feriti, arrivando in spiaggia, sotto gli ombrelloni». Attraverso la tecnica della selezione i 9.000 cacciatori abilitati alla caccia di selezione, sino al 31 dicembre 2016, hanno abbattuto 4.581. E i dati in provincia sono addirittura ridicoli: solo 69 capi abbattuti con la selezione. Ceroni propone infine di fermare l’invasione con una pillola anticoncezionale. Soluzione poco gradita ai cacciatori ma di soddisfazione per gli animalisti. Nel Parco della Maremma si sta sperimentando questo metodo e pare che funzioni. A dirlo un gruppo di ricercatori autorevoli della Animal and Plant Health Agency di York.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web