Il Tirreno

Grosseto

In pericolo gli affreschi secenteschi  

di Fiora Bonelli
In pericolo gli affreschi secenteschi  

Arcidosso, la chiesina della frazione di San Lorenzo è pericolante: a rischio opere d’arte ma anche un’abitazione privata

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ARCIDOSSO. È pericolante la chiesa di San Lorenzo, la piccola chiesetta della frazione arcidossina e la sua instabilità sta mettendo a rischio un’abitazione privata. In pericolo ci sono gli affreschi secenteschi della Madonna del latte che ha in braccio il divino fanciullo, sopra l’altare maggiore, dove è raffigurato il miracolo del latte di San Bernardo di Chiaravalle con i santi Sebastiano e Lorenzo. A destra dell’altare, Sant’Antonio da Padova. Ma, soprattutto, in pericolo ci sono le travature, che al momento risultano tutte puntellate per evitare che il tetto, che avrebbe bisogno di un restauro, ceda.

La chiesetta, di proprietà dell’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa e Montalcino, a una sola navata e con abside semicircolare, è già citata nei documenti nel 1067 e da allora è sempre stata il punto di riferimento degli abitanti, tanto che fino a qualche anno fa, si celebravano lì tre giorni di festa in onore di San Lorenzo.

Ma da quando la chiesa è stata giudicata pericolante, non è stato fatto più nulla. Già nel 1997, visto il degrado dell’edificio, gli abitanti, col parroco e i cappuccini del vicino convento, si occuparono di fare gli interventi più urgenti per eliminare le infiltrazioni di acqua piovana e già in quella data furono rivolti appelli al vescovo perché fossero salvati per lo meno gli affreschi.

Nulla fu fatto allora per la salvaguardia di quel patrimonio. Gli abitanti, dunque, un anno fa, nell’agosto 2016, hanno presentato all’arcidiocesi di Siena, all’assessore alla cultura della Toscana, al sindaco di Arcidosso e alla soprintendenza delle province di Siena, Grosseto e Arezzo, una petizione sottoscritta da più di 150 persone, dove si invocava «un sollecito intervento di ristrutturazione dell’edificio di culto per renderlo nuovamente agibile e per tutelare il valore delle opere d’arte in esso custodite».

I firmatari evidenziavano che «il perdurare dell’incuria ha finito per provocare – scrivevano – la chiusura della chiesetta per motivi di sicurezza a causa della pericolosità di una trave lignea della copertura».

Sottolineavano inoltre quando scrissero la petizione che «da oltre un anno la struttura è inagibile nell’indifferenza generale degli organi preposti alla tutela, i quali non hanno fatto conoscere i loro eventuali programmi per un auspicabile recupero della struttura». E i residenti manifestavano anche la loro «indignazione per questa indifferenza».

Adesso, a distanza di un altro anno, nulla si è mosso. La Chiesa resta inagibile e l’umidità sta facendo deteriorare gli affreschi. E fra l’altro, rischia di diventare pericolosa la situazione per la casa privata che è attaccata alla chiesa. Lo segnala il proprietario, Giancarlo Rosati, che da sempre abita in quella casa e che si duole sia delle condizioni davvero fatiscenti della chiesetta sia dello stato di pericolo della propria abitazione: «La casa dove abitiamo mia moglie ed io– dice– è appoggiata al muro della chiesa, e mi pare che il nostro tetto stia cedendo lentamente. Bisogna assolutamente che l’Arcidiocesi a cui appartiene il sacro edificio ci metta le mani. Lo vuole la popolazione di San Lorenzo e personalmente la cosa mi riguarda molto da vicino – sottolinea – Le travi della chiesa sono quasi staccate dal muro e la mia casa è proprio lì che si appoggia.

«Faccio dunque un nuovo appello al Vescovo – conclude – perché si intervenga subito».

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