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Il dipinto di Francesco Nasini torna a casa dopo il restauro

Il dipinto di Francesco Nasini torna a casa dopo il restauro

SANTA FIORA. Ritorna a Santa Fiora una tela dipinta ad olio dal pittore Francesco Nasini, appena restaurata. Sarà collocata, in attesa dell’allestimento della pinacoteca, a palazzo Sforza Cesarini. I...

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SANTA FIORA. Ritorna a Santa Fiora una tela dipinta ad olio dal pittore Francesco Nasini, appena restaurata. Sarà collocata, in attesa dell’allestimento della pinacoteca, a palazzo Sforza Cesarini. I discendenti della famiglia Nasini lo avevano donato tre anni fa al comune santafiorese che aveva dato il via agli interventi di restauro. Torna a casa il prezioso dipinto seicentesco, datato 1667 di grandi dimensioni (155 centimetri per 240 centimetri), raffigurante Sant’Antonio da Padova nell’atto di ricevere il bambino dalla Madonna.

«Grazie al restauro sono tornati alla luce i colori potenti di Nasini e la cornice lignea – spiega il sindaco Federico Balocchi – e avere nel Palazzo comunale questo gioiello è una grande emozione. L’opera impreziosisce Palazzo Sforza Cesarini, arricchisce la collettività e rappresenta un’attrattiva turistica per il paese».

Il dipinto di Francesco Nasini sarà ospitato dunque nella sede del Comune di Santa Fiora, in attesa della sua sede definitiva alla Pinacoteca comunale, che sarà realizzata a seguito del restauro del Palazzo Pretorio. Il sindaco invita i cittadini ad ammirare l’opera e ringrazia la famiglia del pittore che ha deciso di fare questo dono alla comunità.

Francesco Nasini, primogenito di Giacomo, nacque a Castel del Piano nel 1625 (secondo altri, invece, sarebbe nato a Piancastagnaio nel 1611). È il capostipite di una famiglia di artisti che rese onore alla pittura dei secoli XVII e XVIII. Francesco fu uno dei più raffinati artisti del barocco italiano, molto attivo sul Monte Amiata dove sono conservate alcune delle sue più celebri pitture, e nella sua bottega si formarono i due figli Giuseppe Nicola e Antonio che poi lasciarono il posto a Tommaso, Giacomo e Apollonio Francesco; dopo una formazione accanto al padre, nel 1640 eseguì i primi lavori nel santuario della Madonna di S. Pietro a Piancastagnaio. Datò e siglò gli affreschi nella chiesetta della Madonna delle Nevi a Santa Fiora, e sono visibili suoi lavori anche a Montegiovi e Montelaterone. Decorò con pitture murali e tele, i l convento e la chiesa di S. Francesco ad Acquapendente, lasciò numerosi lavori a Castel del Piano dove si trovano tele splendide sia nelle chiese che nel museo cittadino. Pregevoli opere si conservano all’abbazia di San Salvatore. Suoi dipinti sono conservati anche Grosseto, Camaldoli, Montalcino, lavorò anche a Siena, probabilmente nel palazzo del Monte dei Paschi, in quello Chigi Saracini e nei Conservatori femminili riuniti; suoi taccuini e disegni sono conservati alla biblioteca comunale degli Intronati di Siena. Morì a Castel del Piano il 27 gennaio 1695. (f.b.)



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