Sicurezza
Gli hacker all’attacco del sito di una trattoria
di Giovanna Mezzana
Capalbio, il titolare del ristorante La Torre Da Carla scopre per caso l’incursione La polizia postale: è un gruppo filo-Isis e questo è il primo caso in Maremma
3 MINUTI DI LETTURA
CAPALBIO. Il sito web della storica trattoria La Torre Da Carla – siamo a Capalbio – è entrato nel mirino del gruppo hacker filo-Isis che una settimana fa ha attaccato il sito internet di John Kasich, governatore dell’Ohio. Mentre il caso americano – di cui ha reso conto l’Independent, giornale britannico – è perfettamente in linea con obiettivi e tattiche usate dal cyber terrorismo islamico, quello maremmano ha quasi dell’incredibile: ma tant’è. Per qual ragione hacker fiancheggiatori dell’Isis – sono il Team System Dz, così si firmano – dovrebbero mettere tra i propri obiettivi l’interfaccia web con cui la trattoria di un piccolo borgo toscano si propone ai potenziali clienti? La spiegazione c’è ed è rassicurante, ma il caso rimane. Anzi, è il primo caso in assoluto di hackeraggio messo a segno dal Team System Dz in provincia di Grosseto, secondo gli ispettori della polizia postale: quanto meno il primo di cui si viene a sapere.
«Mi hanno attaccato». È lunedì 2 luglio, sono passate le 22 e riceviamo una telefonata. È Palmiro Nardi, titolare della trattoria La Torre Da Carla di Capalbio, nata come una bettola ai tempi dei briganti, ora localino-scrigno della cucina tipica maremmana a cui non si può non fare tappa se si vuole capire davvero che cos’è il Capalbio-style. «Buonasera – esordisce Palmiro – volevo dirvi che il sito internet della mia trattoria è sotto attacco dell’Isis». Ci guida sul web Palmiro e non appena ci colleghiamo all’indirizzo www.trattoriadacarla.it rimaniamo anche noi senza parole.
Orrore. In alto, sulla home page, c’è la firma “Hacked By Team System Dz”. È tutto scritto in inglese. Si inneggia allo Stato Islamico. E le immagini che passano sono choccanti: torture, sevizie, stragi, immagini di guerra, di sangue, di violenza. E la cosa peggiore è che in molti video ci sono bambini. Ci fermiamo qui nella descrizione di quanto abbiamo visto.
Per caso. Nardi ha scoperto per caso l’hackeraggio del suo sito: l’ha saputo da turisti a cui era stato consigliata la rinomata trattoria. «Volevano venire a mangiare qui – ci dice – e stavano cercando il numero su internet. Se non me lo avessero segnalato, probabilmente non me ne sarei accorto». Palmiro, del resto, non ha bisogno di strizzare l’occhio dal cyber spazio ai suoi clienti: né habitué né potenziali.
Gli esperti. Ieri mattina, l’attacco era concluso: aprendo il sito www.trattoriadacarla.it era chiaro che si fossimo tornati nell’atmosfera di Capalbio. Abbiamo sottoposto comunque il caso agli esperti della polizia postale che ci hanno spiegato che il Team System Dz è un gruppo hacker fiancheggiatore dell’Isis responsabile di numerosi cyber attacchi a livello mondiale, per la maggior parte messi a segno negli Stati Uniti. Nel loro mirino di solito entrano i siti istituzionali o quelli dei personaggi politici di rilievo internazionale, scuole e banche. L’unica spiegazione è che il Team abbia puntato a colpire per un motivo indecifrabile il dominio a cui apparteneva anche il sito del ristorante capalbiese che è stato hackerato dunque a cascata. «State tranquilli – ci dicono gli esperti – Si fermano lì perché questo tipo di attacco non ruba dati. È solo propaganda».
«Mi hanno attaccato». È lunedì 2 luglio, sono passate le 22 e riceviamo una telefonata. È Palmiro Nardi, titolare della trattoria La Torre Da Carla di Capalbio, nata come una bettola ai tempi dei briganti, ora localino-scrigno della cucina tipica maremmana a cui non si può non fare tappa se si vuole capire davvero che cos’è il Capalbio-style. «Buonasera – esordisce Palmiro – volevo dirvi che il sito internet della mia trattoria è sotto attacco dell’Isis». Ci guida sul web Palmiro e non appena ci colleghiamo all’indirizzo www.trattoriadacarla.it rimaniamo anche noi senza parole.
Orrore. In alto, sulla home page, c’è la firma “Hacked By Team System Dz”. È tutto scritto in inglese. Si inneggia allo Stato Islamico. E le immagini che passano sono choccanti: torture, sevizie, stragi, immagini di guerra, di sangue, di violenza. E la cosa peggiore è che in molti video ci sono bambini. Ci fermiamo qui nella descrizione di quanto abbiamo visto.
Per caso. Nardi ha scoperto per caso l’hackeraggio del suo sito: l’ha saputo da turisti a cui era stato consigliata la rinomata trattoria. «Volevano venire a mangiare qui – ci dice – e stavano cercando il numero su internet. Se non me lo avessero segnalato, probabilmente non me ne sarei accorto». Palmiro, del resto, non ha bisogno di strizzare l’occhio dal cyber spazio ai suoi clienti: né habitué né potenziali.
Gli esperti. Ieri mattina, l’attacco era concluso: aprendo il sito www.trattoriadacarla.it era chiaro che si fossimo tornati nell’atmosfera di Capalbio. Abbiamo sottoposto comunque il caso agli esperti della polizia postale che ci hanno spiegato che il Team System Dz è un gruppo hacker fiancheggiatore dell’Isis responsabile di numerosi cyber attacchi a livello mondiale, per la maggior parte messi a segno negli Stati Uniti. Nel loro mirino di solito entrano i siti istituzionali o quelli dei personaggi politici di rilievo internazionale, scuole e banche. L’unica spiegazione è che il Team abbia puntato a colpire per un motivo indecifrabile il dominio a cui apparteneva anche il sito del ristorante capalbiese che è stato hackerato dunque a cascata. «State tranquilli – ci dicono gli esperti – Si fermano lì perché questo tipo di attacco non ruba dati. È solo propaganda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
