Sicurezza
Allarme siccità, ordinanza del sindaco
di Ivana Agostini
A Orbetello è vietato l’uso dell’acqua potabile per scopi diversi da quelli igienico-sanitari. Sanzioni fino a 500 euro
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ORBETELLO. Anche il Comune di Orbetello corre ai ripari per l’allarme siccità.
Il sindaco Andrea Casamenti ha firmato un’ordinanza che prevede «il divieto assoluto, su tutto il territorio comunale di Orbetello, di usare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici». Così come aveva fatto il primo cittadino di Capalbio Luigi Bellumori, anche Casamenti cerca di evitare lo spreco dell’acqua in un momento di vera emergenza idrica data la scarsità delle piogge degli ultimi mesi.
L’emergenza siccità che sta flagellando il mondo agricolo creando ai produttori non pochi problemi e difficoltà nella stagione odierna potrebbe avere delle ripercussioni anche in futuro. I fiumi sono in secca, alcuni torrenti completamente all’asciutto e l’effetto siccità è sempre più visibile nei terreni sui quali si aprono spacchi sempre più profondi. L’ordinanza sindacale proibisce di usare l’acqua potabile per riempire le piscine o innaffiare parchi, giardini e orti. Il provvedimento del Comune sarà in vigore fino al 30 ottobre fatta salva l’eventuale proroga dello stato di emergenza nel caso perdurino i presupposti.
Il sindaco invita i cittadini a limitare il consumo di acqua potabile al minimo indispensabile e a non lasciare aperte, al termine dell’uso, le fontanelle pubbliche in modo che non sia sprecata acqua. Spesso, infatti, le fontanelle che si trovano lungo le strade vengono utilizzate per il rifornimento di acqua potabile. Spesso però, dopo l’uso, vengono lasciate aperte creando veri e propri fiumi che scorrono finché qualcuno non chiude il rubinetto. Nel frattempo sono andati via tantissimi metri cubi di acqua. Chi non rispetterà l’ordinanza potrà essere multato con una sanzione amministrativa che va dai 25 euro ai 500. A vigilare sul rispetto del divieto sarà la polizia municipale. Dal divieto sono esclusi i parchi e giardini pubblici, per annaffiare i quali il Comune è obbligato a limitare al minimo l’utilizzo di acqua potabile, riducendo le annaffiature all’indispensabile e utilizzando, per tale scopo, l’approvvigionamento idrico proveniente da fonti alternative non provenienti dall’acquedotto civico.
La situazione di grave siccità è stata confermata dai risultati dell’ultimo monitoraggio svolto a fine maggio che parla di una situazione di grave criticità non solo adesso ma anche nella prossima stagione estiva soprattutto in alcune zone particolari della Toscana. I temporali attesi in realtà non ci sono stati e poi c’è da considerare il fatto che le piogge estive hanno una efficacia minore rispetto a quelle invernali o autunnali. L’ordinanza si è resa necessaria anche perché con l’arrivo della stagione estiva tende ad aumentare la richiesta di acqua sia potabile che per usi agricoli dato che molte culture devono essere irrigate. I cittadini sono invitati al rispetto dei divieti.
Il sindaco Andrea Casamenti ha firmato un’ordinanza che prevede «il divieto assoluto, su tutto il territorio comunale di Orbetello, di usare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici». Così come aveva fatto il primo cittadino di Capalbio Luigi Bellumori, anche Casamenti cerca di evitare lo spreco dell’acqua in un momento di vera emergenza idrica data la scarsità delle piogge degli ultimi mesi.
L’emergenza siccità che sta flagellando il mondo agricolo creando ai produttori non pochi problemi e difficoltà nella stagione odierna potrebbe avere delle ripercussioni anche in futuro. I fiumi sono in secca, alcuni torrenti completamente all’asciutto e l’effetto siccità è sempre più visibile nei terreni sui quali si aprono spacchi sempre più profondi. L’ordinanza sindacale proibisce di usare l’acqua potabile per riempire le piscine o innaffiare parchi, giardini e orti. Il provvedimento del Comune sarà in vigore fino al 30 ottobre fatta salva l’eventuale proroga dello stato di emergenza nel caso perdurino i presupposti.
Il sindaco invita i cittadini a limitare il consumo di acqua potabile al minimo indispensabile e a non lasciare aperte, al termine dell’uso, le fontanelle pubbliche in modo che non sia sprecata acqua. Spesso, infatti, le fontanelle che si trovano lungo le strade vengono utilizzate per il rifornimento di acqua potabile. Spesso però, dopo l’uso, vengono lasciate aperte creando veri e propri fiumi che scorrono finché qualcuno non chiude il rubinetto. Nel frattempo sono andati via tantissimi metri cubi di acqua. Chi non rispetterà l’ordinanza potrà essere multato con una sanzione amministrativa che va dai 25 euro ai 500. A vigilare sul rispetto del divieto sarà la polizia municipale. Dal divieto sono esclusi i parchi e giardini pubblici, per annaffiare i quali il Comune è obbligato a limitare al minimo l’utilizzo di acqua potabile, riducendo le annaffiature all’indispensabile e utilizzando, per tale scopo, l’approvvigionamento idrico proveniente da fonti alternative non provenienti dall’acquedotto civico.
La situazione di grave siccità è stata confermata dai risultati dell’ultimo monitoraggio svolto a fine maggio che parla di una situazione di grave criticità non solo adesso ma anche nella prossima stagione estiva soprattutto in alcune zone particolari della Toscana. I temporali attesi in realtà non ci sono stati e poi c’è da considerare il fatto che le piogge estive hanno una efficacia minore rispetto a quelle invernali o autunnali. L’ordinanza si è resa necessaria anche perché con l’arrivo della stagione estiva tende ad aumentare la richiesta di acqua sia potabile che per usi agricoli dato che molte culture devono essere irrigate. I cittadini sono invitati al rispetto dei divieti.
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