Attenzione
Positivo agli stupefacenti dopo lo scontro mortale
Il conducente dell’auto non è stato sottoposto a misure per mancanza di flagranza. Oggi la decisione sull’autopsia, sempre grave la sedicenne ricoverata a Siena
GROSSETO. Mentre sono sempre gravi le condizioni della sedicenne, ricoverata a Siena con prognosi riservata, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale nei confronti del conducente dell’auto che secondo i primi accertamenti sarebbe responsabile dello scontro che ha causato la morte di Clara Ricci, 76 anni, avvenuto sabato intorno alle 14 lungo la strada provinciale de Il Cristo, al Casotto Pescatori. Incidente nel quale sono rimasti leggermente feriti lo stesso conducente nonché il figlio e il nipote della donna deceduta.
Nei confronti del conducente potrebbe essere formulata l’ipotesi del secondo comma dell’articolo 589 bis: perché l’uomo, un grossetano di 41 anni, è risultato positivo all’assunzione di sostanze stupefacenti dopo le analisi eseguite sabato sera all’ospedale Misericordia. Analisi ordinate dal pm Arianna Ciavattini dopo che lo stesso conducente aveva dichiarato di essere in cura al Sert, in quanto ex tossicodipendente, e di aver preso in precedenza del metadone. L’essersi messo al volante in questo stato è punito in modo più grave dal nuovo articolo del codice: dagli 8 ai 12 anni, rispetto alla pena dai 2 ai 7 anni “base”. Una casistica che prevede l’arresto obbligatorio in flagranza. Ma troppe ore erano passate tra l’incidente e i risultati degli esami.
L’accertamento della positività è avvenuto intorno alle 23 di sabato, quando i medici del pronto soccorso hanno avuto il responso dell’esame delle urine eseguito con il consenso del conducente. In precedenza era stato eseguito soltanto quello del sangue, come da protocollo. Perché le urine? Perché consentono di stabilire, in caso di positività, che l’assunzione di droghe è stata recente (nel sangue invece le sostanze rimangono più a lungo, anche da giorni).
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A causa dunque della mancanza del requisito della flagranza, non è stata disposta alcuna misura cautelare nei confronti dell’uomo. Una sentenza restrittiva della Cassazione impone una continuità della “azione” che in questo caso non trova i presupposti necessari. In linea teorica, un eventuale arresto non avrebbe ottenuto il placet del gip per la convalida. L’uomo non ha precedenti specifici anche se è già conosciuto alle forze dell’ordine e agli uffici del Tribunale, una delle ultime volte nel 2012 per un furto di rame.
Oggi la polizia municipale consegnerà alla Procura il rapporto definitivo sull’incidente, compresa la ricostruzione delle traiettorie delle due auto, una Ford e una Renault, che sono state messe sotto sequestro e che saranno verosimilmente oggetto di consulenza da parte di un esperto che potrebbe essere nominato dal pm. Oggi la dottoressa Ciavattini dovrà anche dare disposizioni sull’autopsia sul corpo della donna, composto all’obitorio ma ancora ieri non esposto perché appunto a disposizione della magistratura. Nel fascicolo della municipale anche gli accertamenti sulla mancanza di copertura assicurativa dell’auto condotta dall’uomo. Entro una decina di giorni arriveranno anche i risultati definitivi delle analisi cliniche.
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