Sicurezza
Sta nascendo l’isola felice per i pesci
Entro la prossima settimana sarà completato l’impianto da attivare in caso di mancanza di ossigeno
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ORBETELLO. L’ossigeno è vita. Nella laguna di Orbetello, proprio per garantire l’ossigeno ai pesci, per evitare l’anossia che due anni fa provocò una ingente moria, verrà creata “un’isola felice”: una zona di salvataggio nella quale, orate, anguille, muggini e spigole, potranno rifugiarsi in caso di mancanza di ossigeno.
Di questa isola felice è già iniziata la realizzazione e presto sarà portata a compimento. Il brevetto appartiene a una Ati, applicazioni tecnologiche innovative con sede a Milano. L’idea dell’isola felice è invece del presidente della cooperativa dei Pescatori Pier Luigi Piro che, dopo il 2015, capì che i pesci, quando manca l’ossigeno, tendono ad andare tutti alla sua ricerca cercando la salvezza. Il progetto era già stato abbozzato lo scorso anno.
«L’anno scorso – spiega Massimo Covino, responsabile pianificazione e comunicazione della Ati – abbiamo fatto una prima installazione al pontile di San Biagio alla peschiera di Ansedonia, nella laguna di levante. Una installazione studiata e messa in tutta fretta che però ha dato ottimi risultati». La prima isola felice, la Breathing Water (brevetto Chigi 44 tutto italiano) è stata creata lo scorso anno a fine luglio ed è rimasta pronta all’uso fino a settembre. Il progetto viene finanziato dalla Regione Toscana.
«Grazie a una soffiante da 11 Kw, questa zona vicina al pontile San Biagio – continua Covino – si avvia a diventare un enorme acquario di 5000 metri quadrati che grazie alle correnti e alle “ultramicrobolle” anche di mezzo millimetro, potrà influenzare un’area molto più ampia a tutto vantaggio della laguna, dell’ambiente e della biodiversità».
Al momento l’installazione è in atto. «Stiamo mettendo – dice il responsabile della pianificazione della Ati – 180 moduli ognuno dei quali misura 20 centimetri e da ogni modulo possono passare due metri cubi all’ora di ossigeno. Dall’impianto principale partiranno una serie di diramazioni che andranno a finire nella zona dove nel 2015 tutti i pesci si ammassarono e morirono in cerca di ossigeno. Con questo metodo, se i pesci dovessero arrivare in massa perché in difficoltà, troveranno ossigeno a sufficienza per la loro sopravvivenza».
L’impianto in resina, super resistente, si installa a maggio e si toglie a settembre quando ormai ogni rischio è scongiurato. Rispetto allo scorso anno le cose sono state fatte con maggiore calma e dall’acciaio inox si è passati alla resina durissima che rende i pali immortali.
«È una ottima soluzione che in altre zone, come ad esempio il lago di Fogliano nel parco del Circeo sta funzionando e non ci sono state più morie», commenta a questo proposito Covino. L’isola felice dovrebbe essere pronta, salvo imprevisti, entro la prossima settimana.
Ivana Agostini
Di questa isola felice è già iniziata la realizzazione e presto sarà portata a compimento. Il brevetto appartiene a una Ati, applicazioni tecnologiche innovative con sede a Milano. L’idea dell’isola felice è invece del presidente della cooperativa dei Pescatori Pier Luigi Piro che, dopo il 2015, capì che i pesci, quando manca l’ossigeno, tendono ad andare tutti alla sua ricerca cercando la salvezza. Il progetto era già stato abbozzato lo scorso anno.
«L’anno scorso – spiega Massimo Covino, responsabile pianificazione e comunicazione della Ati – abbiamo fatto una prima installazione al pontile di San Biagio alla peschiera di Ansedonia, nella laguna di levante. Una installazione studiata e messa in tutta fretta che però ha dato ottimi risultati». La prima isola felice, la Breathing Water (brevetto Chigi 44 tutto italiano) è stata creata lo scorso anno a fine luglio ed è rimasta pronta all’uso fino a settembre. Il progetto viene finanziato dalla Regione Toscana.
«Grazie a una soffiante da 11 Kw, questa zona vicina al pontile San Biagio – continua Covino – si avvia a diventare un enorme acquario di 5000 metri quadrati che grazie alle correnti e alle “ultramicrobolle” anche di mezzo millimetro, potrà influenzare un’area molto più ampia a tutto vantaggio della laguna, dell’ambiente e della biodiversità».
Al momento l’installazione è in atto. «Stiamo mettendo – dice il responsabile della pianificazione della Ati – 180 moduli ognuno dei quali misura 20 centimetri e da ogni modulo possono passare due metri cubi all’ora di ossigeno. Dall’impianto principale partiranno una serie di diramazioni che andranno a finire nella zona dove nel 2015 tutti i pesci si ammassarono e morirono in cerca di ossigeno. Con questo metodo, se i pesci dovessero arrivare in massa perché in difficoltà, troveranno ossigeno a sufficienza per la loro sopravvivenza».
L’impianto in resina, super resistente, si installa a maggio e si toglie a settembre quando ormai ogni rischio è scongiurato. Rispetto allo scorso anno le cose sono state fatte con maggiore calma e dall’acciaio inox si è passati alla resina durissima che rende i pali immortali.
«È una ottima soluzione che in altre zone, come ad esempio il lago di Fogliano nel parco del Circeo sta funzionando e non ci sono state più morie», commenta a questo proposito Covino. L’isola felice dovrebbe essere pronta, salvo imprevisti, entro la prossima settimana.
Ivana Agostini
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