Il Tirreno

Grosseto

Nel camping paura e sangue freddo  

di Enrico Giovannelli
Nel camping paura e sangue freddo  

Al Sans Souci minacciato dalle fiamme i gestori fanno allontanare i villeggianti allertandoli bungalow per bungalow  

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Cinque ettari di pineta a ridosso di una duna ieri sono andati in fumo. Ottocento turisti, ospiti del camping Maremma Sans Souci poco prima di Roccamare sono stati allontanati – per precauzione – dalla struttura ricettiva. È il bilancio dell’ennesimo incendio che brucia la Maremma.

Ieri era giornata di arrivi, e il Sans Souci, una delle strutture ricettive tra le più belle e conosciute di Castiglione della Pescaia – che si estende sotto una fitta pineta verso il mare, davanti agli impianti sportivi di Casa Mora – era praticamente piena, da tutto esaurito. Qualche centinaio di metri più avanti, in direzione Roccamare di fronte al villaggio La Vela, poco dopo le 18 scoppia un incendio devastante. Le fiamme spinte dal vento, in poche decine di minuti avevano preso ad aggredire la pineta e si dirigevano pericolosamente verso il campeggio. Inesorabilmente, distruggendo circa cinque ettari di pineta e sottobosco.

Sul posto sono arrivate molte squadre di soccorso: i vigili del fuoco con ben tre elicotteri, la guardia costiera, i vigili urbani e i tecnici comunali, e poi i carabinieri che hanno messo in pre-allarme proprio i tecnici del camping: la situazione poteva precipitare e si doveva prendere una decisione.

Nel giro di qualche decina di minuti, verso le 19, l’ordine di evacuare il camping era stato preso, e così i tecnici hanno iniziato a far uscire gli ospiti. Per precauzione a dire la verità, ma le autorità non hanno voluto rischiare: un eccesso di prudenza, con il fuoco che faceva davvero tanta paura.

Il vento, a tratti, alimentava le fiamme che aggredivano come un lupo famelico il sottobosco, secco da mesi di siccità. Anche il crepitìo dei rami divorati dalle fiamme faceva impressione. E poi la colonna di fumo si vedeva da tutte le direzioni: la giornata era limpida, di piena estate, e il panorama usciva funestato da quella lingua di fumo nero e intenso che si disperdeva nel cielo.

Come detto sono stati i tecnici e i dipendenti del camping Maremma Sans Souci ad avere il compito di andare ad ogni piazzola, ad ogni bungalow, ad ogni roulotte, e avvertire gli occupanti che dovevano uscire dalla struttura.

Cercando di farsi capire masticando un po’di inglese, visto che la stragrande maggioranza dei turisti è straniera, tedeschi in particolare.

L’operazione, complessa, si è svolta comunque senza intoppi, e le centinaia di persone, circa 800, si sono riversate così sulla strada provinciale delle Collacchie.

Paolo Porcu, addetto alla manutenzione del camping, ha raccontato in tarda serata quello che è successo: «Tutto si è svolto nel migliore dei modi, grazie soprattutto alla competenza dei vigili del fuoco che ci hanno aiutato e rassicurato. Nessuno si è sentito in pericolo, anche se l’apprensione era evidente. Il fuoco a vederlo da vicino fa una brutta impressione, fa paura e questo incendio si stava avvicinando in modo minaccioso al nostro camping».

Ad aiutare Porcu, oltre ai suoi colleghi della manutenzione, le ragazze della reception, i dipendenti del ristorante e tutti gli addetti che sono stati fatti rientrare precipitosamente durante il corso dell’evacuazione, alla fine circa venti persone.

Verso le 22 poi il contrordine: «Sì – racconta Porcu, decisamente più rilassato – con il fuoco messo sotto controllo abbiamo potuto far rientrare gli ospiti. Ma i vigili del fuoco hanno sistemato una postazione di comando e controllo sia dentro che poco fuori il campeggio. La paura è passata ma qui stanotte (ieri, ndc) tutti rimarranno vigili, e in allerta. Poi domani (oggi, ndc) andremo a vedere cosa il fuoco ha provocato».

E i primi indizi, purtroppo, potrebbero raccontare di un incendio doloso, che poteva causare – oltre ad aver distrutto una delle pinete più belle della costa maremmana – danni alle persone.

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