Il dolore
Muore a 25 anni travolto dal Suv, cattedrale gremita: "Tommaso era speciale"
Commovente l'addio al preparatore atletico morto in un incidente stradale mentre tornava a Grosseto per il funerale della nonna. Per ricordarlo preghiere e musica rock: i suoi organi donati a otto persone
GROSSETO. Sulla bara la maglietta dei colleghi bagnini con le loro firme, la sua tesi di laurea, un paio di cappellini, una targa, un pallone, rose e girasoli e una cintura bianca. Esperto di arti marziali, Tommy ne aveva fatto un simbolo della sua mentalità, come ha ricordato il fratello Matteo dal pulpito: «La mentalità della cintura bianca: sii umile, lavora duro ogni giorno. “Io”, diceva, “sarò sempre una cintura bianca”».
L’eredità che lascia Tommaso Sicignano, morto a 25 anni per un incidente stradale, è questa: spirito combattivo, impegno nel lavoro, nella vita, nella famiglia, vita vissuta nella pienezza, determinazione a migliorarsi, come ha ricordato ieri il vescovo Rodolfo Cetoloni nell’omelia durante il funerale.
E nel pomeriggio di sabato primo luglio questa eredità, ricordata dal vescovo, dalla fidanzata Elisa, dal fratello e dagli amici, è stata consegnata i ragazzi che allenava, agli amici, alla famiglia che ha scelto per l’ultimo saluto il duomo, la chiesa al centro della vita cittadina, come ha ricordato sempre il vescovo, il luogo dove le persone si raccolgono, «così come lui voleva essere sempre vicino agli altri».
È stato proprio per stare accanto alla famiglia, colpita dalla morte della nonna di Tommaso, che il ragazzo si era messo in viaggio lunedì scorso da Firenze, città dove lavorava come preparatore atletico.
Voleva partecipare al funerale della nonna. All’altezza di Siena la macchina su cui viaggiava, una Fiat 500, ha avuto un guasto. Tommaso ha accostato, ha avvertito la mamma al telefono del contrattempo e ha riabbassato. Poco dopo un Suv lo ha travolto. L’operazione d’urgenza a cui è stato sottoposto all’ospedale Le Scotte di Siena non è bastata a salvargli la vita. Tommaso è morto dopo due giorni. I suoi organi sono stati donati a otto persone. L’ultimo gesto di altruismo, uno dei tanti «splendidi aspetti umani della sua vita» ha detto il vescovo, «un’eredità da portare avanti, specialmente voi ragazzi. Continuate quella spinta di realizzare il bene che lui aveva».
E di ragazzi ce n’erano tantissimi in chiesa. Amici, parenti, sportivi, i colleghi bagnini, che insieme agli amici hanno portato a spalla la bara in duomo. Giovanissimi e giovanissime che lui allenava. Da Firenze sono arrivate le ragazze della pallanuoto femminile che lui aveva portato in serie A proprio quest’anno. Tutti vestiti con scarpe da ginnastica, tshirt, molti nelle divise delle loro squadre. È stato il fratello, Matteo Sicignano, a chiedere non vestire di nero. «Non vorrei che il suo funerale sia ancor più triste di quanto non sia già tutta quanta questa storia incredibile», ha scritto su Facebook ieri mattina.
La cattedrale a stento è riuscita a contenere tutti. Un abbraccio collettivo alla famiglia, al padre Paolo Sicignano alla mamma Marina Fernanda Bromo, al fratello e alla fidanzata Elisa.
Proprio lei ha letto un brano dal primo libro del profeta Isaia, mentre don Franco Cencioni ha letto un passo del Vangelo di Giovanni. «Tommaso è stato ed è il mio primo grande amore e il mio primo grande dolore - ha detto Elisa -. Porterò avanti ogni suo progetto, andrò negli Stati Uniti a presentare la sua tesi di laurea». Oltre alle preghiere, alle letture e ai canti, il duomo sabato ha risuonato anche delle note rock della canzone “Free bird” dei Lynyrd Skynyrd, la preferita di Tommaso, il cui testo gli amici hanno fatto stampare e trovare sulle panche. Un lungo applauso ha salutato la fine del brano.
Come ha chiesto Matteo sempre su Facebook, non sono stati donati fiori ma offerte. «Per chi lo conosceva bene – ha detto Matteo – sa benissimo quanto si sia impegnato nei suoi studi e quanto lui tenesse al suo lavoro con persone con disabilità, autistici o con problemi più o meno gravi, perché per lui ogni cosa era una sfida, senza lasciare indietro nessuno, dimostrando che tutto è possibile. Basta crederci». Le donazioni saranno devolute ad associazioni e al reparto di rianimazione delle Scotte. «Ha fatto l’impossibile per lui, trattandoci come se l'unica persona da aiutare al mondo in quel momento fosse mio fratello», ha detto Matteo. La salma di Tommaso verrà cremata.
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