Sicurezza
IL GIALLO IN SPIAGGIA? ERA BEN ALTRO
di STEFANO ADAMI
Fin dall’alba dei tempi il giallo era la scelta dell’estate. Basta con “L’enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio” e “La scienza della logica”: robetta invernale.La sabbia e le onde si...
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Fin dall’alba dei tempi il giallo era la scelta dell’estate. Basta con “L’enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio” e “La scienza della logica”: robetta invernale.
La sabbia e le onde si sposano bene con il mistero, con la domanda che tarla i circuiti neuronali: chi è stato? Perché e come l’ha fatto?
Le fidanzate vi impediscono di abbandonare la spiaggia bollente anche se le vostre funzioni vitali sono ormai da unzione estrema; bambini ossessionati dalla Champion’s League vi rimbalzano mille volte il pallone in capo; cani delle spiagge canine vi sbavano sul punto vita, ciancicandovi il costume: pazienza. Il giallo vi salvava.
Bastava immedesimarsi in indagatori semidrogati e protestatari alla Sherlock Holmes, semialcolizzati alla Marlowe, ghiacciati come i detective scandinavi, depressi e malati alla Durrenmatt, imperturbabili come quelli orientali.
La sicurezza: colpevole, punizione. Il contrario di quello che c’è fuori.
Ma adesso il giallo è uscito dalla carta, sbava lungo sulla spiaggia. È la famosa marea gialla. I cani sembrano canarini, i palloni oggetti lunari. Le bandiere blu sventolano sulla battigia che sembra tè. O Vov. Le fidanzate sono contente, per una volta: ammollando i piedi ritirano fuori, poi, le unghie già laccate. E come brillanti. Proviamo con le mani!
Però adesso il mistero è sabbioso: com’è che la lunga bava colorata è giunta fin qui? Di cosa è fatta? Chi è stato, come, perché? Perché dare le bandiere blu a spiagge che poi assumono codeste colorazioni? Come risolvere?
Tutti si interrogano. Pare, mormora qualcuno, che la bava giallastra abbia a che fare con la paraffina. Producono candele in alto mare? Possibile, con la globalizzazione tutto è possibile. Coltivano le banane in Groenlandia, figurati se non sono buoni a far candele in pieno Mediterraneo. Le api si sono trasferite sott’acqua? Oppure troppi guanti di paraffina all’orizzonte?
Il vicino di battigia racconta che le bave potrebbero essere il risultato di lavaggi di stive. Già, in genere l’uomo pensa che il mare sia fatto per lavare. Ed ecco la bava di lumaca, che si appiccica dappertutto.
«Lascia perdere la spiaggia», suggerisce il mio vicino di casa. «Vieni con me, andiamo a visitare le tombe dei Lumaconi etruschi, ne dicono un gran bene…». «Tombe di chi?». «I Lumaconi... i sacerdoti, insomma…». E preghiamo i sacerdoti etruschi che la bava sparisca.
La sabbia e le onde si sposano bene con il mistero, con la domanda che tarla i circuiti neuronali: chi è stato? Perché e come l’ha fatto?
Le fidanzate vi impediscono di abbandonare la spiaggia bollente anche se le vostre funzioni vitali sono ormai da unzione estrema; bambini ossessionati dalla Champion’s League vi rimbalzano mille volte il pallone in capo; cani delle spiagge canine vi sbavano sul punto vita, ciancicandovi il costume: pazienza. Il giallo vi salvava.
Bastava immedesimarsi in indagatori semidrogati e protestatari alla Sherlock Holmes, semialcolizzati alla Marlowe, ghiacciati come i detective scandinavi, depressi e malati alla Durrenmatt, imperturbabili come quelli orientali.
La sicurezza: colpevole, punizione. Il contrario di quello che c’è fuori.
Ma adesso il giallo è uscito dalla carta, sbava lungo sulla spiaggia. È la famosa marea gialla. I cani sembrano canarini, i palloni oggetti lunari. Le bandiere blu sventolano sulla battigia che sembra tè. O Vov. Le fidanzate sono contente, per una volta: ammollando i piedi ritirano fuori, poi, le unghie già laccate. E come brillanti. Proviamo con le mani!
Però adesso il mistero è sabbioso: com’è che la lunga bava colorata è giunta fin qui? Di cosa è fatta? Chi è stato, come, perché? Perché dare le bandiere blu a spiagge che poi assumono codeste colorazioni? Come risolvere?
Tutti si interrogano. Pare, mormora qualcuno, che la bava giallastra abbia a che fare con la paraffina. Producono candele in alto mare? Possibile, con la globalizzazione tutto è possibile. Coltivano le banane in Groenlandia, figurati se non sono buoni a far candele in pieno Mediterraneo. Le api si sono trasferite sott’acqua? Oppure troppi guanti di paraffina all’orizzonte?
Il vicino di battigia racconta che le bave potrebbero essere il risultato di lavaggi di stive. Già, in genere l’uomo pensa che il mare sia fatto per lavare. Ed ecco la bava di lumaca, che si appiccica dappertutto.
«Lascia perdere la spiaggia», suggerisce il mio vicino di casa. «Vieni con me, andiamo a visitare le tombe dei Lumaconi etruschi, ne dicono un gran bene…». «Tombe di chi?». «I Lumaconi... i sacerdoti, insomma…». E preghiamo i sacerdoti etruschi che la bava sparisca.
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