Il Tirreno

Grosseto

Il bar Sestante rimane chiuso  

di Paola Villani
Il bar Sestante rimane chiuso  

Follonica: il concessionario si dà da fare per riaprirlo ma per ora non ci sono risultati. Tutte le tappe

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FOLLONICA. Sestante, la struttura resta chiusa. In effetti «Stanno andando avanti gli adempimenti del concessionario – informano dal Comune – che ha rapporti con la Forestale» ma per ora quello che era uno dei bar più frequentati di Follonica resta offlimits.

Parliamo di un’attività nel cuore della pineta di ponente, un’attività storica dove generazioni di follonichesi e turisti hanno trascorso le loro estati. Adesso, oltre ad essere chiuso, il Sestante non è più neppure contornato dai pini, che, a causa dell’invecchiamento naturale, sono seccati e quindi sono stati tagliati: e il parco resta sprovvisto in molti punti dell’ombra refrigerante di essi.

Da qualche estate oramai l’attività commerciale al centro dell’area verde è chiusa: degrado e abbandono hanno preso il posto di musica e serate. È un’immagine che certo turba la città che ha nel cuore il Sestante, così come gli altri impianti sportivi interni alla pineta, che pian piano sono stati tutti riaperti e riqualificati.

La pista dei Pini, il bocciodromo, il campo da tennis e qualche giorno fa anche il minigolf, sono in funzione, all’appello manca solo il bar. E in tanti si stanno domandando il motivo di quell’abbandono. «Il concessionario sta proseguendo gli adempimenti – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini – Il Comune è un soggetto esterno perché il procedimento fa capo alla Forestale, che sta comunque monitorando la questione, che sta procedendo».

Facciamo un ritorno al passato. Nel 2010 la famiglia che per ben cinquantuno anni aveva gestito il Sestante ha chiuso i rapporti con il demanio: tre anni prima ebbe inizio il contenzioso tra i Cerri (concessionari) e la Forestale. Le due parti aprirono nel 2007 la trattativa per trovare un accordo sul valore dell’affitto di quella struttura. Fino alla fine degli Anni Novanta quel tratto di pineta era in concessione al Comune, quindi era il Comune a riscuotere il canone annuo pari a 2 milioni e 300. 000 delle vecchie lire dai Cerri.

Dal’98 poi quella parte di parco è tornata nelle proprietà demaniali. Gli accordi però non sono stati trovati e i Cerri sono stati giudicati occupanti non in regola di una struttura: da lì il provvedimento di requisire il bene e riportarlo nelle proprietà statali. Questo accadeva il 24 novembre 2010, quattro mesi dopo la Forestale ha messo la gestione del Sestante all’asta, nove anni la durata della concessione, base annua dalla quale si partiva per l’affitto era di all’incirca 15. 000 euro.

Una ditta follonichese, ancora concessionaria della struttura, ha vinto la gara con un’offerta di 18. 000 euro. E mentre la battaglia della famiglia Cerri prosegue, il Sestante è chiuso: negli anni scorsi crollò anche un muro della struttura e dovette intervenire la Forestale per metterlo in sicurezza.

Ora, da lontano, spiccano le recinzioni arancioni, recinzioni che purtroppo non significano lavori in corso ma bensì degrado. È un pezzo di storia che ancora non riesce a togliersi la polvere di dosso.

E l’amarezza dei follonichesi è tanta.

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