I balneari di Scarlino «Ci è sparita la battigia»
di Giulia Sili
I titolari di cinque concessioni scrivono a Stella: «Sindaco, trova una soluzione» Sul banco degli imputati mettono i lavori antierosione sul versante follonichese
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SCARLINO . La spiaggia è stata lentamente inghiottita dal mare: in quel tratto di costa – siamo sul litorale di Scarlino – la battigia si assottiglia fino a scomparire: l’impressione degli operatori balneari è che i rimedi messi in campo fino ad oggi per frenare l’erosione non abbiano dato i loro frutti. È un fenomeno noto, che riguarda molte spiagge italiane, e che – in Maremma – preoccupa alcuni imprenditori che hanno in concessione alcuni tratti di spiaggia che ricade nel comune di Scarlino.
Le mareggiate non sono mai mancate e la spiaggia negli anni ha costantemente subito delle modifiche più o meno significative: ma ciò che preoccupa oggi la scuola di Kitesurf Sottovento, la Meria, Geomare, Arineno e Cosertur – tutti titolai di concessioni demaniali del Comune di Scarlino – sono i lavori contro l’erosione costiera che sono stati fatti nel vicino comune di Follonica, responsabili, a loro dire, della condizione nella quale oggi versano le loro di spiagge.
«È registrabile ad occhio nudo – dicono – il fatto che si renda indispensabile immediatamente un intervento di carattere strutturale che corregga quanto causato dai recenti lavori di difesa costiera effettuati nel Comune di Follonica» scrivono in una lettera indirizzata al Comune di Scarlino i titolari delle concessioni.
La situazione sembra essersi aggravata negli ultimi giorni di giugno quando, complice la fase lunare ma anche la pioggia, la marea si è alzata: «A partire dal 25 giugno fino ad oggi i fenomeni astronomici e atmosferici concomitanti hanno accentuato in maniera significativa quello che era un fenomeno già importante di erosione della fascia costiera – scrivono gli imprenditori – fino a far arrivare il mare a ridosso della duna».
Quello dell’erosione del cordone sabbioso costiero è un fenomeno che si era già verificato in passato ma oggi sembra minacciare il business degli stabilimenti balneari scarlinesi: «Si è già determinata l’erosione dell’arenile con l’abbassamento dello spessore della sabbia– dicono – e si sono scoperti nel bagnasciuga, per lunghissimi tratti, ghiaia, sassi e detriti che compromettono la qualità della balneazione rendendo problematico anche passeggiare a piedi nudi in acqua; tale fenomeno inoltre ha intensificato l’erosione del cordone dunale registrata in inverno».
I titolari delle concessioni demaniali si sono quindi rivolti al sindaco Marcello Stella e a Roberto Micci, responsabile dell’ufficio ambiente del comune di Scarlino, perché si adoperino per trovare delle soluzioni all’annoso problema.
Sembra infatti che i lavori svolti finora per contrastare il fenomeno di erosione non abbiano limitato l’incedere del mare verso la terra.
Quello che Sottovento, la Meria, Geomare, Arineno e Cosertur chiedono non è soltanto un incontro per discutere della questione, ma piuttosto delle soluzioni a brevissimo termine «affinché si provveda ad esaminare la possibilità di interventi immediati al fine di non compromettere l’intera stagione turistica»; e per questo potrebbero essere coinvolti anche la Regione e il Genio civile.
La soluzione, secondo i proprietari delle concessioni, potrebbe arrivare anche dall’avanzo dei fondi messi a disposizione per il ripascimento delle coste: «Sembra che le opere di ripascimento abbiano comportato un avanzo per circa 2. 000. 000 euro – concludono – chiediamo che siano impiegate con urgenza per il ripascimento anche di tale tratto di arenile».
Le mareggiate non sono mai mancate e la spiaggia negli anni ha costantemente subito delle modifiche più o meno significative: ma ciò che preoccupa oggi la scuola di Kitesurf Sottovento, la Meria, Geomare, Arineno e Cosertur – tutti titolai di concessioni demaniali del Comune di Scarlino – sono i lavori contro l’erosione costiera che sono stati fatti nel vicino comune di Follonica, responsabili, a loro dire, della condizione nella quale oggi versano le loro di spiagge.
«È registrabile ad occhio nudo – dicono – il fatto che si renda indispensabile immediatamente un intervento di carattere strutturale che corregga quanto causato dai recenti lavori di difesa costiera effettuati nel Comune di Follonica» scrivono in una lettera indirizzata al Comune di Scarlino i titolari delle concessioni.
La situazione sembra essersi aggravata negli ultimi giorni di giugno quando, complice la fase lunare ma anche la pioggia, la marea si è alzata: «A partire dal 25 giugno fino ad oggi i fenomeni astronomici e atmosferici concomitanti hanno accentuato in maniera significativa quello che era un fenomeno già importante di erosione della fascia costiera – scrivono gli imprenditori – fino a far arrivare il mare a ridosso della duna».
Quello dell’erosione del cordone sabbioso costiero è un fenomeno che si era già verificato in passato ma oggi sembra minacciare il business degli stabilimenti balneari scarlinesi: «Si è già determinata l’erosione dell’arenile con l’abbassamento dello spessore della sabbia– dicono – e si sono scoperti nel bagnasciuga, per lunghissimi tratti, ghiaia, sassi e detriti che compromettono la qualità della balneazione rendendo problematico anche passeggiare a piedi nudi in acqua; tale fenomeno inoltre ha intensificato l’erosione del cordone dunale registrata in inverno».
I titolari delle concessioni demaniali si sono quindi rivolti al sindaco Marcello Stella e a Roberto Micci, responsabile dell’ufficio ambiente del comune di Scarlino, perché si adoperino per trovare delle soluzioni all’annoso problema.
Sembra infatti che i lavori svolti finora per contrastare il fenomeno di erosione non abbiano limitato l’incedere del mare verso la terra.
Quello che Sottovento, la Meria, Geomare, Arineno e Cosertur chiedono non è soltanto un incontro per discutere della questione, ma piuttosto delle soluzioni a brevissimo termine «affinché si provveda ad esaminare la possibilità di interventi immediati al fine di non compromettere l’intera stagione turistica»; e per questo potrebbero essere coinvolti anche la Regione e il Genio civile.
La soluzione, secondo i proprietari delle concessioni, potrebbe arrivare anche dall’avanzo dei fondi messi a disposizione per il ripascimento delle coste: «Sembra che le opere di ripascimento abbiano comportato un avanzo per circa 2. 000. 000 euro – concludono – chiediamo che siano impiegate con urgenza per il ripascimento anche di tale tratto di arenile».
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