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C’è un indiziato per il rogo di Montemassi Quel giorno erano stati trovati due inneschi
Ci sarebbe una pista, un indiziato, riguardo all’incendio che venerdì 23 giugno ha bruciato diversi ettari di incolto e uliveto ai piedi di Montemassi (foto), arrivando a minacciare le case. Fin da...
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Ci sarebbe una pista, un indiziato, riguardo all’incendio che venerdì 23 giugno ha bruciato diversi ettari di incolto e uliveto ai piedi di Montemassi (foto), arrivando a minacciare le case. Fin da subito si era diffusa la voce che il piromane, a bordo di un’auto scura, fosse stato avvistato. Addirittura si era parlato di un numero di targa, che qualcuno sarebbe riuscito a prendere pur nella concitazione del momento. Adesso giunge qualche timida conferma. C’è una denuncia circostanziata del proprietario del fondo e un’inchiesta in corso, che vede impegnati i carabinieri forestali di stanza a Roccastrada, nonché il comando provinciale. Negli ultimi giorni sono state sentite alcune persone, anche e soprattutto per ricavare qualche riscontro con il quale procedere nelle indagini.
I vigili del fuoco di Grosseto, quel giorno, avevano trovato ben due inneschi rudimentali negli appezzamenti bruciati sotto l’abitato di Montemassi; uno dei quali proprio nel punto in cui era stato notato l’uomo a bordo dell’auto scura, poco prima che il fuoco si sviluppasse. Il presunto piromane si era poi allontanato nel momento in cui un’altra vettura si era fermata nello spiazzo.
A Montemassi sono bruciate 65 piante di ulivo in produzione, per un danno stimato intorno ai ventimila euro. Per mezza giornata le fiamme avevano imperversato su un fronte molto ampio. Il 23 giugno scorso, per spegnere il rogo erano intervenuti ben due elicotteri e diverse squadre a terra. Si era temuto anche per le abitazioni, poiché il vento soffiava minaccioso proprio in quella direzione. Nello stesso identico punto un incendio analogo si era sviluppato nell’estate del 2015 in circostanze analoghe, provocando danni ingenti a un’altra uliveta. (g.b.)
I vigili del fuoco di Grosseto, quel giorno, avevano trovato ben due inneschi rudimentali negli appezzamenti bruciati sotto l’abitato di Montemassi; uno dei quali proprio nel punto in cui era stato notato l’uomo a bordo dell’auto scura, poco prima che il fuoco si sviluppasse. Il presunto piromane si era poi allontanato nel momento in cui un’altra vettura si era fermata nello spiazzo.
A Montemassi sono bruciate 65 piante di ulivo in produzione, per un danno stimato intorno ai ventimila euro. Per mezza giornata le fiamme avevano imperversato su un fronte molto ampio. Il 23 giugno scorso, per spegnere il rogo erano intervenuti ben due elicotteri e diverse squadre a terra. Si era temuto anche per le abitazioni, poiché il vento soffiava minaccioso proprio in quella direzione. Nello stesso identico punto un incendio analogo si era sviluppato nell’estate del 2015 in circostanze analoghe, provocando danni ingenti a un’altra uliveta. (g.b.)
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