Sicurezza
Vivere da soli: la sfida bella dei disabili
di Sara Landi
Fondazione Il Sole: acquistato un appartamento, da gennaio un gruppo di ragazzi sperimenta il progetto “Autonomia possibile”
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GROSSETO. Un nuovo passo avanti e un salto di qualità significativo nella promozione dell’autonomia dei ragazzi con disabilità. La Fondazione Il Sole di Grosseto è pronta a compierlo sostenuta dalla generosità dei venti sponsor tra aziende e privati che hanno messo a disposizione la somma complessiva di 140.000 euro per l’acquisto di un appartamento in città dove un piccolo nucleo di ragazzi potrà sperimentare la vita in autonomia dalla propria famiglia a partire da gennaio.
Il progetto “Autonomia Possibile” è partito da lontano ma ora si concretizza per la Fondazione il sogno di poter acquistare l’appartamento che diventerà la casa di 3-4 persone che già stanno facendo l’addestramento per imparare a vivere in autonomia con il sostegno di operatori formati allo scopo. La parola chiave che ispira il progetto la ripete più volte la responsabile del progetto, Monica Calabrese.
«Questo percorso è stato studiato insieme alle famiglie e ai ragazzi sulla base dei loro bisogni e aspettative – dice Calabrese – e mira a permettere loro una vita normale in cui ci sono degli orari normali e in cui bisogna fare tutti insieme le cose normali come preparare i pasti, fare la spesa e occuparsi delle pulizie». Ecco dunque il sogno della normalità ricreato tra le quattro pareti di un appartamento dove ogni ospite porterà il suo mondo e le sue abitudini e potrà sentirsi a casa. «È un alloggio normale in un palazzo di un quartiere residenziale – dice ancora la responsabile del progetto – perché fa parte dell’esperienza della vita autonoma misurarsi con il vicinato, poter prendere un mezzo pubblico e andare al supermercato». Il progetto si rivolge a persone con disabilità psichica o intellettiva o con multidisabilità e va incontro all’esigenza delle famiglie che in questo modo possono pensare con maggiore tranquillità al futuro dei loro ragazzi nella prospettiva del cosiddetto "dopo di Noi".
«Con la soluzione dell’appartamento – sottolinea il presidente della Fondazione Il Sole Massimiliano Frascino – si ottengono due risultati importanti: migliora la qualità di vita delle persone disabili e si abbattono i costi di gestione rispetto ad altre soluzioni come le residenze sanitarie per disabili. Per questo siamo grati ai privati e alle aziende che decidono di esercitare la loro responsabilità sociale d’impresa sostenendo questo progetto che è nato nell’ambito di una sperimentazione promossa dalla Regione Toscana. Questo è solo il primo step: contiamo di poter avere entro i prossimi dieci anni in provincia una rete di appartamenti per l’autonomia abitativa delle persone con disabilità».
La presentazione delle novità del progetto è stata anche l’occasione per ringraziare pubblicamente quanti hanno reso possibile l’acquisto dell’appartamento: Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Associazione Cacciatori, Cogei, Comit, Unicoop Tirreno, Elettro 2000, famiglia Agnesini, Gunnebo, Igeco, Isomec, Laurenti Marino, Martini Impianti, Martini Prefabbricati, Minocci Srl, Impianti elettrici Moschini, Neon Maremma, Nuova Innocenti & Cipollini, Studio odontoiatrico G. Tambelli, società cooperativa G. Toniolo e Tokheim. «Grazie per quello che fate oggi – è il messaggio della Fondazione Il Sole ai suoi sostenitori - e per tutto quello che faremo domani, insieme».
Molte delle ditte che hanno deciso di contribuire al progetto “Autonomia possibile” hanno lavorato nel maxicantiere del centro commerciale Maremà e sono state coinvolte da Unicoop Tirreno nell’idea di fare un gesto concreto di sostegno alla Fondazione Il Sole al termine dei lavori per il Maremà.
Altre risorse per i progetti relativi al durante e dopo di noi potranno inoltre arrivare dalla partecipazione ai bandi che nei prossimi mesi pubblicherà la Società della Salute e che riguardano i fondi relativi alla legge 112 del 2016.
Il progetto “Autonomia Possibile” è partito da lontano ma ora si concretizza per la Fondazione il sogno di poter acquistare l’appartamento che diventerà la casa di 3-4 persone che già stanno facendo l’addestramento per imparare a vivere in autonomia con il sostegno di operatori formati allo scopo. La parola chiave che ispira il progetto la ripete più volte la responsabile del progetto, Monica Calabrese.
«Questo percorso è stato studiato insieme alle famiglie e ai ragazzi sulla base dei loro bisogni e aspettative – dice Calabrese – e mira a permettere loro una vita normale in cui ci sono degli orari normali e in cui bisogna fare tutti insieme le cose normali come preparare i pasti, fare la spesa e occuparsi delle pulizie». Ecco dunque il sogno della normalità ricreato tra le quattro pareti di un appartamento dove ogni ospite porterà il suo mondo e le sue abitudini e potrà sentirsi a casa. «È un alloggio normale in un palazzo di un quartiere residenziale – dice ancora la responsabile del progetto – perché fa parte dell’esperienza della vita autonoma misurarsi con il vicinato, poter prendere un mezzo pubblico e andare al supermercato». Il progetto si rivolge a persone con disabilità psichica o intellettiva o con multidisabilità e va incontro all’esigenza delle famiglie che in questo modo possono pensare con maggiore tranquillità al futuro dei loro ragazzi nella prospettiva del cosiddetto "dopo di Noi".
«Con la soluzione dell’appartamento – sottolinea il presidente della Fondazione Il Sole Massimiliano Frascino – si ottengono due risultati importanti: migliora la qualità di vita delle persone disabili e si abbattono i costi di gestione rispetto ad altre soluzioni come le residenze sanitarie per disabili. Per questo siamo grati ai privati e alle aziende che decidono di esercitare la loro responsabilità sociale d’impresa sostenendo questo progetto che è nato nell’ambito di una sperimentazione promossa dalla Regione Toscana. Questo è solo il primo step: contiamo di poter avere entro i prossimi dieci anni in provincia una rete di appartamenti per l’autonomia abitativa delle persone con disabilità».
La presentazione delle novità del progetto è stata anche l’occasione per ringraziare pubblicamente quanti hanno reso possibile l’acquisto dell’appartamento: Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Associazione Cacciatori, Cogei, Comit, Unicoop Tirreno, Elettro 2000, famiglia Agnesini, Gunnebo, Igeco, Isomec, Laurenti Marino, Martini Impianti, Martini Prefabbricati, Minocci Srl, Impianti elettrici Moschini, Neon Maremma, Nuova Innocenti & Cipollini, Studio odontoiatrico G. Tambelli, società cooperativa G. Toniolo e Tokheim. «Grazie per quello che fate oggi – è il messaggio della Fondazione Il Sole ai suoi sostenitori - e per tutto quello che faremo domani, insieme».
Molte delle ditte che hanno deciso di contribuire al progetto “Autonomia possibile” hanno lavorato nel maxicantiere del centro commerciale Maremà e sono state coinvolte da Unicoop Tirreno nell’idea di fare un gesto concreto di sostegno alla Fondazione Il Sole al termine dei lavori per il Maremà.
Altre risorse per i progetti relativi al durante e dopo di noi potranno inoltre arrivare dalla partecipazione ai bandi che nei prossimi mesi pubblicherà la Società della Salute e che riguardano i fondi relativi alla legge 112 del 2016.
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