Sicurezza
Versa 300 euro di caparra ma l’affitto è una truffa
di Enrico Giovannelli
Castiglione della Pescaia: la casa non c’è, al telefono non risponde più nessuno Raggirato su internet, turista fiorentino presenta denuncia alla polizia postale
3 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Era convinto di aver affittato la casa al mare per tutto il mese di luglio, ma quando ha chiamato per fissare l’appuntamento finale, e dopo aver pagato l’anticipo di 300 euro, si è accorto che quell’appartamento non esisteva e quel numero di telefono era diventato irraggiungibile.
A denunciare l’accaduto Luca Fantoni di Firenze, che tra l’altro conosce bene Castiglione della Pescaia frequentandola abitualmente da anni. Per questa estate Fantoni ha voluto provare ad affittare una casa attraverso internet per tutta la famiglia, sei persone, e ha cercato fra i vari siti, in particolare subito.it. Come detto Fantoni è un habituè della cittadina costiera, e navigando tra le varie offerte si è imbattuto in quella giusta: un appartamento in via Toti, zona bar Ciro, a poche decine di metri dal mare e in pieno centro. A raccontare i fatti è lo stesso Fantoni, raggiunto telefonicamente proprio mentre stava cercando di sporgere denuncia alla polizia postale.
«Purtroppo non sono stato attento – attacca – mi sono fatto ingolosire dalla qualità-prezzo dell’appartamento e sono caduto nell’inganno. Proprio l’affitto, circa 2000 euro, mi era sembrato più che interessante, considerando che a Castiglione per quel periodo generalmente ne servono almeno un migliaio in più. E poi guardando le foto della casa, tutte degli interni, sembrava tutto a posto. Anzi – dice Fantoni – era stata ristrutturata da poco, anche se un particolare mi aveva comunque colpito: le finestre erano praticamente oscurate dalle tende e non si vedeva fuori».
Il turista fiorentino ha così contattato per mail la proprietà e dopo la risposta positiva, è stata la volta di chiamare un numero telefonico, al quale ha risposto una signora. Fantoni ripercorre la vicenda: «Sul momento non ho fatto caso che questa donna mi dicesse che abitava a Grosseto, non ho dato peso alla cosa. Ci siamo messi d’accordo e mi ha chiesto un anticipo, il 20% dell’intero mensile. A dire la verità nel bonifico mi sono anche sbagliato, perché ho inviato 300 euro». Qui scatta la truffa: l’iban infatti è riconducibile ad un istituto bancario tedesco, e quando nei giorni scorsi Luca Fantoni ha cercato di ricontattare la donna, il cellulare era diventato inesistente. Fatta qualche verifica, anche la casa sembrava sparita nel nulla.
La beffa finale è arrivata al momento della denuncia alla polizia postale di Firenze: «Sì, è vero – conferma dispiaciuto Fantoni – mi hanno spiegato che anche se abbiamo il numero di telefono e l’iban, fare una rogatoria internazionale è costosa e poi è quasi certo che recuperare i soldi è molto improbabile. Insomma, una trafila infinita e nessuna speranza. Mi rammarico di non essere stato attento alle segnalazioni che ci sono anche nel sito, che diffidano di fidarsi di iban stranieri nelle trattative. Io non l’ho fatto e sono stato truffato».
Episodi del genere non sono purtroppo una novità, nemmeno quando uno pensa di conoscere la località di villeggiatura che frequenta da anni.
A denunciare l’accaduto Luca Fantoni di Firenze, che tra l’altro conosce bene Castiglione della Pescaia frequentandola abitualmente da anni. Per questa estate Fantoni ha voluto provare ad affittare una casa attraverso internet per tutta la famiglia, sei persone, e ha cercato fra i vari siti, in particolare subito.it. Come detto Fantoni è un habituè della cittadina costiera, e navigando tra le varie offerte si è imbattuto in quella giusta: un appartamento in via Toti, zona bar Ciro, a poche decine di metri dal mare e in pieno centro. A raccontare i fatti è lo stesso Fantoni, raggiunto telefonicamente proprio mentre stava cercando di sporgere denuncia alla polizia postale.
«Purtroppo non sono stato attento – attacca – mi sono fatto ingolosire dalla qualità-prezzo dell’appartamento e sono caduto nell’inganno. Proprio l’affitto, circa 2000 euro, mi era sembrato più che interessante, considerando che a Castiglione per quel periodo generalmente ne servono almeno un migliaio in più. E poi guardando le foto della casa, tutte degli interni, sembrava tutto a posto. Anzi – dice Fantoni – era stata ristrutturata da poco, anche se un particolare mi aveva comunque colpito: le finestre erano praticamente oscurate dalle tende e non si vedeva fuori».
Il turista fiorentino ha così contattato per mail la proprietà e dopo la risposta positiva, è stata la volta di chiamare un numero telefonico, al quale ha risposto una signora. Fantoni ripercorre la vicenda: «Sul momento non ho fatto caso che questa donna mi dicesse che abitava a Grosseto, non ho dato peso alla cosa. Ci siamo messi d’accordo e mi ha chiesto un anticipo, il 20% dell’intero mensile. A dire la verità nel bonifico mi sono anche sbagliato, perché ho inviato 300 euro». Qui scatta la truffa: l’iban infatti è riconducibile ad un istituto bancario tedesco, e quando nei giorni scorsi Luca Fantoni ha cercato di ricontattare la donna, il cellulare era diventato inesistente. Fatta qualche verifica, anche la casa sembrava sparita nel nulla.
La beffa finale è arrivata al momento della denuncia alla polizia postale di Firenze: «Sì, è vero – conferma dispiaciuto Fantoni – mi hanno spiegato che anche se abbiamo il numero di telefono e l’iban, fare una rogatoria internazionale è costosa e poi è quasi certo che recuperare i soldi è molto improbabile. Insomma, una trafila infinita e nessuna speranza. Mi rammarico di non essere stato attento alle segnalazioni che ci sono anche nel sito, che diffidano di fidarsi di iban stranieri nelle trattative. Io non l’ho fatto e sono stato truffato».
Episodi del genere non sono purtroppo una novità, nemmeno quando uno pensa di conoscere la località di villeggiatura che frequenta da anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
