Sicurezza
Pulizia sette giorni su sette per la spiaggia di Follonica
di Paola Villani
Dopo lo sversamento della paraffina il sindaco fa il punto sul servizio e invita a rispettare le attrezzature in spiaggia: «Ogni danno è un costo per tutti»
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. «Pulizia sette giorni su sette della spiaggia: Follonica è un modello per la costa toscana». Il sindaco Andrea Benini parla dell’organizzazione prevista dal Comune per tenere pulito l’arenile. Dopo lo sversamento in mare di residui gialli di paraffina, che ha causato molti disagi in tutto il litorale della Toscana, il primo cittadino sottolinea come la tutela dell’arenile sia uno degli obiettivi primari della sua giunta. «La nostra spiaggia è il nostro biglietto da visita; insieme al mare è la nostra più grande ricchezza – dichiara Benini-. Per questo riserviamo alla cura del litorale un impegno costante e non limitato alla sola stagione estiva. Abbiamo pianificato un calendario di vagliature molto fitto che, insieme alla previsione della raccolta differenziata dei rifiuti in spiaggia, può essere considerato un modello virtuoso per tutta la costa toscana».
Tutti i giorni della settimana Sei Toscana provvede a vagliare meccanicamente la sabbia con un trattore che passa durante la notte. La battigia viene ripulita manualmente da quelli che sono i rifiuti più evidenti. Dal Comune spiegano che, per quanto riguarda le alghe, le stesse devono essere rimosse seguendo invece regole ben precise.
«La posidonia non è tossica – dichiara l’assessore al mare Alberto Aloisi – per questo dovrebbe essere lasciata preferibilmente sulla zona di deposito, non costituendo un rifiuto ma una ricchezza per il mare e la spiaggia. Durante l’estate, se si verificassero importanti abbancamenti, la posidonia può essere gestita secondo le modalità previste. Tale intervento richiede l’attivazione di procedure complesse, con tempi tecnici non immediati. Il Comune di Follonica ha attivato un programma di gestione che ha previsto la rimozione della posidonia durante l’inverno».
Nei giorni scorsi, sulla battigia, sono arrivati dei materiali all’aspetto spugnosi, ma duri al tatto, di colore giallo che ancora sono presenti. Arpat li ha dichiarati rifiuto non tossico, ma si tratta pur sempre di cera paraffinica, non particolarmente pericolosa ma comunque un rifiuto.
Per la sua rimozione è stato attivato un programma di pulizia con rastrellamento a mano e trasporto in discarica. «Si tratta – aggiunge il sindaco Andrea Benini – di un evento gravissimo, probabilmente doloso, su cui stanno indagando le autorità competenti che auspichiamo possano individuare e sanzionare i colpevoli. Mi preme sottolineare come atti di deliberato inquinamento dei nostri mari siano da condannare».
L’amministrazione follonichese, infine, rinnova l’invito all’utilizzo consapevole e rispettoso delle attrezzature da spiaggia; lo scopo è mantenere pulito l’arenile e rispettare l’ambiente. Ogni danno causato a un arredo, come il cestone dei rifiuti, o l’incremento del tempo di raccolta e pulizia (per chi non segue le regole di conferimento rifiuti), è un costo a carico di tutti.
Tutti i giorni della settimana Sei Toscana provvede a vagliare meccanicamente la sabbia con un trattore che passa durante la notte. La battigia viene ripulita manualmente da quelli che sono i rifiuti più evidenti. Dal Comune spiegano che, per quanto riguarda le alghe, le stesse devono essere rimosse seguendo invece regole ben precise.
«La posidonia non è tossica – dichiara l’assessore al mare Alberto Aloisi – per questo dovrebbe essere lasciata preferibilmente sulla zona di deposito, non costituendo un rifiuto ma una ricchezza per il mare e la spiaggia. Durante l’estate, se si verificassero importanti abbancamenti, la posidonia può essere gestita secondo le modalità previste. Tale intervento richiede l’attivazione di procedure complesse, con tempi tecnici non immediati. Il Comune di Follonica ha attivato un programma di gestione che ha previsto la rimozione della posidonia durante l’inverno».
Nei giorni scorsi, sulla battigia, sono arrivati dei materiali all’aspetto spugnosi, ma duri al tatto, di colore giallo che ancora sono presenti. Arpat li ha dichiarati rifiuto non tossico, ma si tratta pur sempre di cera paraffinica, non particolarmente pericolosa ma comunque un rifiuto.
Per la sua rimozione è stato attivato un programma di pulizia con rastrellamento a mano e trasporto in discarica. «Si tratta – aggiunge il sindaco Andrea Benini – di un evento gravissimo, probabilmente doloso, su cui stanno indagando le autorità competenti che auspichiamo possano individuare e sanzionare i colpevoli. Mi preme sottolineare come atti di deliberato inquinamento dei nostri mari siano da condannare».
L’amministrazione follonichese, infine, rinnova l’invito all’utilizzo consapevole e rispettoso delle attrezzature da spiaggia; lo scopo è mantenere pulito l’arenile e rispettare l’ambiente. Ogni danno causato a un arredo, come il cestone dei rifiuti, o l’incremento del tempo di raccolta e pulizia (per chi non segue le regole di conferimento rifiuti), è un costo a carico di tutti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
