Il Tirreno

Grosseto

«No a nuovi migranti imposti dall’alto» 

«No a nuovi migranti imposti dall’alto» 

Santa Fiora, il sindaco si oppone all’intenzione della prefetta di collocare nel territorio comunale altre persone

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SANTA FIORA. La prefetta di Grosseto Cinzia Torraco comunica al sindaco di Santa Fiora l’intenzione di inviare in una struttura del territorio comunale un numero imprecisato di migranti. Ma il Comune si oppone. «Scelta unilaterale», la addita il sindaco Federico Balocchi, che esprime e ribadisce la sua «posizione fortemente contraria all’applicazione di un metodo che taglia fuori gli amministratori locali e le comunità amministrate e impone in maniera coatta la collocazione di migranti nei territori comunali».

Per Balocchi l’attuale sistema di gestione dei flussi «non rispetta, innanzitutto, le persone che fuggono dalle guerre e dalla fame, rischiano la loro vita attraversando il mare e, poi, vengono trattati come “soggetti” da imporre in borghi e città italiane che spesso non li accettano e in cui rischiano un’altra ghettizzazione».

Il Comune di Santa Fiora esprime la volontà di partecipare consapevolmente e attivamente alla gestione del fenomeno che sta investendo il Paese. «Vuole, però, che l’arrivo dei migranti corrisponda a seri programmi d’inclusione e integrazione e non rappresenti semplicemente un dato contabile nei programmi delle Prefetture».

Proprio il territorio di Santa Fiora è stato attraversato da una dura polemica a marzo. Sembrava che nella frazione di Marroneto dovessero arrivare circa quaranta migranti, ma ci fu una sollevazione da parte degli abitanti e del Comune.

«Il Comune di Santa Fiora – dice oggi il sindaco – non si chiama fuori e tantomeno respinge i migranti, ma ritiene che il problema debba essere gestito sul piano internazionale e locale. Le nazioni europee, tutte le nazioni, hanno il dovere di fare la loro parte, di farsi carico e di accogliere le persone in fuga, mentre localmente gli enti territoriali dovranno attivare un sistema attivo d’integrazione».

Il consiglio comunale di Santa Fiora ha deciso di aderire al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), il programma nazionale accoglienza integrata che supera la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Lo Sprar, prevede un numero di migranti proporzionale al numero degli abitanti. Per Santa Fiora si tratterebbe di non più di dieci, «cosa ben diversa – dice Balocchi – dal collocamento burocratico di un numero imprecisato di persone che vorrebbe imporci il prefetto».

Balocchi si rivolge direttamente a Cinzia Torraco. «La sua attenzione alle problematiche municipali, confermata recentemente e pubblicamente nell’incontro con i consiglieri di minoranza di Santa Fiora, indica una marcata sensibilità a quanto emerge dagli enti locali a tutti i livelli. Noi consigliamo un approccio ragionevole. Come sindaco ritengo che l’azione del rappresentante del governo dovrebbe essere orientata a far applicare la legge 189 del 2002 e attivare gli Sprar in tutti i Comuni della provincia di Grosseto. In questa iniziativa troverebbe l’appoggio di molti sindaci e forse la contrarietà proprio di quei consiglieri che ha recentemente incontrato. Sicuramente dai sindaci riceverebbe risposte concrete ai bisogni di accoglienza mentre dai consiglieri solo proclami populistici e razzisti».



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