Il Tirreno

Grosseto

i numeri 

Contattate in 221, quattro di loro già lavorano

GROSSETO. Sono i numeri a dare l’idea dell’efficienza del servizio che è partito qualche settimana fa e che già sta riscuotendo un grande interesse sia da chi offre il servizio (Confartigianato,...

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GROSSETO. Sono i numeri a dare l’idea dell’efficienza del servizio che è partito qualche settimana fa e che già sta riscuotendo un grande interesse sia da chi offre il servizio (Confartigianato, Officina Famiglia Onlus e ovviamente in primis le stesse badanti) sia da chi lo richiede (anziani, malati, infermi e portatori di handicap). Ecco alcuni di questi dati che rendono l’idea di un boom già certificato dai primi giorni di vita del progetto.

«Sono state contattate 221 badanti – dicono Barbara Orienti e Nunzia Capasso fondatrici di Officina Famiglia Onlus – di cui 190 iscritte al collocamento e 31 fuori dal Centro Impiego. Di queste, siamo riusciti a reperirne 5 dietro previo contatto telefonico che presto saranno convocate per un appuntamento. Da qui faremo una prima scrematura dopo di che decideremo per la loro assunzione anche perché le richieste sono tante». Quello della badante è un lavoro totalizzante, giorno e notte, che comporta impegno e dedizione: un impiego non come gli altri, umano, che formano un’offerta variegata che va dalle ormai “classiche” romene, albanesi, bulgare, ucraine, polacche ed ecuadoregne, alle nuove nazionalità di questo mestiere come indiane, marocchine, tunisine; la loro d’età oscilla dai 24 ai 70 anni anche se, per motivi di esperienza e di tenuta fisica spesso vengono preferite quelle di fascia 35-50 molte delle quali, a differenza dello scetticismo generale, sono già in possesso di un titolo di studio acquisito nel loro paese. Ma anche la domanda non manca: in maremma, grazie a questo servizio, sono già 9 le richieste per avere una badante a casa, con 4 già a lavoro. (s. f.)

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