Sicurezza
Accusato di traffico di droga: in manette
di Elisabetta Giorgi
Finisce in carcere un imprenditore edile che lavora a Follonica. È sospettato di essere il componente di spicco di un clan
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FOLLONICA. È stato arrestato dai carabinieri ieri mattina a Follonica – cittadina in cui da qualche mese vive e lavora – Raffaele Russo, 33enne d’origine salernitana.
Nato a Battipaglia nell’84, residente a Capaccio scalo e abitante nella città del Golfo, l’imprenditore è accusato d’essere un componente di spicco di un sodalizio criminale con base in Campania e dedito al traffico di stupefacenti. Attività che avrebbe messo a segno nella sua terra d’origine gestendo, secondo gli inquirenti, fruttuosi rapporti coi fornitori napoletani di stupefacenti. Da loro si sarebbe approvvigionato per conto dell’organizzazione criminale di cui farebbe parte con un ruolo non secondario, garantendo grossi flussi di cocaina. Fatti avvenuti completamente nel Salernitano e dai quali, a quanto risulta, la Maremma parrebbe estranea.
Ieri mattina i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale di Grosseto, supportati da quelli della compagnia di Follonica, hanno arrestato Russo portandolo nella casa circondariale di via Saffi a disposizione dell’autorità giudiziaria partenopea. A suo carico è un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Salerno, nell’ambito di un’inchiesta che vede indagate oltre a lui altre 11 persone abitanti in Campania, anche loro destinatarie di provvedimenti restrittivi. In tutto sono 10 misure cautelari in carcere e 2 ai domiciliari.
Le accuse al clan. Pesanti le accuse contestate a lui e ai restanti componenti del sodalizio criminale, raggiunti ieri dai carabinieri campani e maremmani nel corso di più blitz a Capaccio, Capaccio scalo, Vallo della Lucania (Salerno) e appunto Follonica: associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti; detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti; associazione finalizzata all’acquisto, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, di estorsione e reati contro la persona.
Le indagini dei carabinieri di Salerno, portate avanti da tempo, hanno accertato secondo gli inquirenti l’esistenza e l’operatività di questo sodalizio criminale armato con base operativa nell’hinterland salernitano, facente capo a un soggetto di origini napoletane già affiliato in passato alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e dedito principalmente al traffico e spaccio di stupefacenti. Il gruppo è accusato d’aver gestito le piazze di spaccio nei centri di Agropoli, Vallo della Lucania e Capaccio attraverso una fitta rete di venditori. Ad alcuni di loro tra cui Russo si contesta anche la disponibilità di armi da fuoco tra cui pistole. A qualcuno bombe carta.
Il ruolo di Russo. Raffaele Russo, radicato solo da qualche mese a Follonica dove aveva avviato una piccola impresa edile, è risultato una pedina fondamentale di questo scacchiere criminoso operante in Campania. Gli investigatori ritengono che si sia occupato personalmente delle fasi di approvvigionamento a Napoli e trasporto nel comune di Capaccio di grossi quantitativi di cocaina, che abbia partecipato a tutte le attività illecite messe in atto dall’organizzazione e che, come altri indagati, abbia detenuto armi da sparo. Un esperto – a quanto risulta – anche nelle modalità e quantità di taglio della cocaina oltreché nella tessitura di ampie conoscenze con il sotterraneo mondo dei fornitori partenopei.
Nato a Battipaglia nell’84, residente a Capaccio scalo e abitante nella città del Golfo, l’imprenditore è accusato d’essere un componente di spicco di un sodalizio criminale con base in Campania e dedito al traffico di stupefacenti. Attività che avrebbe messo a segno nella sua terra d’origine gestendo, secondo gli inquirenti, fruttuosi rapporti coi fornitori napoletani di stupefacenti. Da loro si sarebbe approvvigionato per conto dell’organizzazione criminale di cui farebbe parte con un ruolo non secondario, garantendo grossi flussi di cocaina. Fatti avvenuti completamente nel Salernitano e dai quali, a quanto risulta, la Maremma parrebbe estranea.
Ieri mattina i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale di Grosseto, supportati da quelli della compagnia di Follonica, hanno arrestato Russo portandolo nella casa circondariale di via Saffi a disposizione dell’autorità giudiziaria partenopea. A suo carico è un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Salerno, nell’ambito di un’inchiesta che vede indagate oltre a lui altre 11 persone abitanti in Campania, anche loro destinatarie di provvedimenti restrittivi. In tutto sono 10 misure cautelari in carcere e 2 ai domiciliari.
Le accuse al clan. Pesanti le accuse contestate a lui e ai restanti componenti del sodalizio criminale, raggiunti ieri dai carabinieri campani e maremmani nel corso di più blitz a Capaccio, Capaccio scalo, Vallo della Lucania (Salerno) e appunto Follonica: associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti; detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti; associazione finalizzata all’acquisto, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, di estorsione e reati contro la persona.
Le indagini dei carabinieri di Salerno, portate avanti da tempo, hanno accertato secondo gli inquirenti l’esistenza e l’operatività di questo sodalizio criminale armato con base operativa nell’hinterland salernitano, facente capo a un soggetto di origini napoletane già affiliato in passato alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e dedito principalmente al traffico e spaccio di stupefacenti. Il gruppo è accusato d’aver gestito le piazze di spaccio nei centri di Agropoli, Vallo della Lucania e Capaccio attraverso una fitta rete di venditori. Ad alcuni di loro tra cui Russo si contesta anche la disponibilità di armi da fuoco tra cui pistole. A qualcuno bombe carta.
Il ruolo di Russo. Raffaele Russo, radicato solo da qualche mese a Follonica dove aveva avviato una piccola impresa edile, è risultato una pedina fondamentale di questo scacchiere criminoso operante in Campania. Gli investigatori ritengono che si sia occupato personalmente delle fasi di approvvigionamento a Napoli e trasporto nel comune di Capaccio di grossi quantitativi di cocaina, che abbia partecipato a tutte le attività illecite messe in atto dall’organizzazione e che, come altri indagati, abbia detenuto armi da sparo. Un esperto – a quanto risulta – anche nelle modalità e quantità di taglio della cocaina oltreché nella tessitura di ampie conoscenze con il sotterraneo mondo dei fornitori partenopei.
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