Sicurezza
Piccola pesca in ginocchio, è emergenza
di Andrea Capitani
Erba nelle reti, attacchi dei delfini, orari disagevoli. Una trentina di attività locali a rischio, appello alle istituzioni
2 MINUTI DI LETTURA
MONTE ARGENTARIO. Crisi nera per la piccola pesca dell’Argentario. Una trentina di imbarcazioni, di cui una ventina a Porto Santo Stefano e il resto a Porto Ercole, si trovano in ginocchio per alcune situazioni a carattere naturale, oltre a essere costrette a fare i conti con leggi e ordinanze. Per decine di famiglie il rischio è di restare senza lavoro.
«Il primo problema riguarda la laguna di Orbetello – spiega il presidente della Piccola Pesca Argentario, Aurelio Pennisi – che pompa in mare acque che danneggiano la nostra zona di pesca. Ci ritroviamo l’erba nelle reti e c’è meno pesce in quelle zone. Negli ultimi anni ne stiamo risentendo particolarmente». C’è poi la situazione riguardante i delfini che strappano il pesce dalle reti con danni da migliaia di euro. I pescatori devono riparare se non ricomprare le reti distrutte da questi mammiferi che, forse, sono costretti ad avvalersi di queste tecniche a causa della scarsità di pesce presente, oltre a quello che ogni volta viene inevitabilmente perso dai pescatori dopo questi attacchi.
«Una volta questa era una zona di pesca buona, adesso è un disastro – dicono i pescatori –. Perdiamo il materiale e i delfini tirano via il pesce. Gli esemplari aumentano, è una crescita fissa. Non sappiamo dove andare a pescare perché è sempre un’incognita». Per i pescatori c’è anche il disagio degli orari in cui si possono calare le reti in mare. «L’ordinanza lo permette dalle 19 fino alle 8 del mattino, quando poi devono essere tirate su – proseguono – L’orario è troppo limitante, bisognerebbe iniziare almeno alle 17, per terminare verso le 9 di mattina. Questo riguarda tutto il promontorio e non solo le zone balneari. Magari si potrebbe allungare l’orario dove non ci sono le spiagge. Il pesce passa a determinati orari, non è che ci si può inventare nulla. Oggi forse non si può cambiare quest’ordinanza, ma si può discuterne perché siamo costretti a fermare le barche. Già si pesca poco, con tutti questi problemi sono più i giorni che restiamo a terra. Anche il diporto per noi è un problema, spesso ci spariscono le boe, le bandiere e le luci». I pescatori chiedono che qualcuno li ascolti. «Sotto costa non si può pescare un po’ per la laguna e un po’ per l’ordinanza – concludono – Se invece usciamo un pochino più fuori ci sono i delfini. Speriamo che le istituzioni ci ascoltino, siamo anche disposti a fare un fermo pesca nei mesi estivi perché non si può lavorare in queste condizioni. Il 19 luglio incontreremo una commissaria europea per la pesca, che verrà a Monte Argentario per discutere anche di questi problemi».
«Il primo problema riguarda la laguna di Orbetello – spiega il presidente della Piccola Pesca Argentario, Aurelio Pennisi – che pompa in mare acque che danneggiano la nostra zona di pesca. Ci ritroviamo l’erba nelle reti e c’è meno pesce in quelle zone. Negli ultimi anni ne stiamo risentendo particolarmente». C’è poi la situazione riguardante i delfini che strappano il pesce dalle reti con danni da migliaia di euro. I pescatori devono riparare se non ricomprare le reti distrutte da questi mammiferi che, forse, sono costretti ad avvalersi di queste tecniche a causa della scarsità di pesce presente, oltre a quello che ogni volta viene inevitabilmente perso dai pescatori dopo questi attacchi.
«Una volta questa era una zona di pesca buona, adesso è un disastro – dicono i pescatori –. Perdiamo il materiale e i delfini tirano via il pesce. Gli esemplari aumentano, è una crescita fissa. Non sappiamo dove andare a pescare perché è sempre un’incognita». Per i pescatori c’è anche il disagio degli orari in cui si possono calare le reti in mare. «L’ordinanza lo permette dalle 19 fino alle 8 del mattino, quando poi devono essere tirate su – proseguono – L’orario è troppo limitante, bisognerebbe iniziare almeno alle 17, per terminare verso le 9 di mattina. Questo riguarda tutto il promontorio e non solo le zone balneari. Magari si potrebbe allungare l’orario dove non ci sono le spiagge. Il pesce passa a determinati orari, non è che ci si può inventare nulla. Oggi forse non si può cambiare quest’ordinanza, ma si può discuterne perché siamo costretti a fermare le barche. Già si pesca poco, con tutti questi problemi sono più i giorni che restiamo a terra. Anche il diporto per noi è un problema, spesso ci spariscono le boe, le bandiere e le luci». I pescatori chiedono che qualcuno li ascolti. «Sotto costa non si può pescare un po’ per la laguna e un po’ per l’ordinanza – concludono – Se invece usciamo un pochino più fuori ci sono i delfini. Speriamo che le istituzioni ci ascoltino, siamo anche disposti a fare un fermo pesca nei mesi estivi perché non si può lavorare in queste condizioni. Il 19 luglio incontreremo una commissaria europea per la pesca, che verrà a Monte Argentario per discutere anche di questi problemi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
