Il dolore
monte argentario
Per l’ex Cirio e le miniere il Comune dà l’ok alla variante
MONTE ARGENTARIO. Ex Cirio, miniere a Terrarossa e aree degradate, partono i procedimenti di variante.Nell’ultimo consiglio comunale di Monte Argentario sono stati avviati i procedimenti per le...
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MONTE ARGENTARIO. Ex Cirio, miniere a Terrarossa e aree degradate, partono i procedimenti di variante.
Nell’ultimo consiglio comunale di Monte Argentario sono stati avviati i procedimenti per le varianti anticipatorie del contenuto del nuovo piano operativo per le aree private in questione ma che, stando a quanto sottolineato dal sindaco Arturo Cerulli, hanno un interesse per la collettività. Da molti anni queste zone hanno bisogno di essere sistemate per essere poi riutilizzate per altro scopo. In primis l’area della ex Cirio a Porto Ercole per la quale è prevista la realizzazione di un nuovo complesso residenziale di lusso a opera di un imprenditore svedese che ha rilevato le aree non edificate a monte di via Caravaggio e di via Filippo II, occupate anche da orti, oliveti e da una strada minore nonché dal complesso della ex Cirio. Proprio per portare avanti l’iter burocratico necessario è stata avviata dal Comune la variante anticipatoria per il contenuto del piano operativo, nel quale è presente uno spazio non edificato oltre agli stabilimenti dove negli anni ’60 erano prodotti tonno e sardine in scatola. Il procedimento durerà 180 giorni, durante i quali ci saranno le osservazioni degli enti preposti che potranno presentare contributi e idee per la valutazione ambientale. Si passerà poi alla relazione finale sulla vas e, successivamente, alla conferenza paritetica. I nuovi proprietari dell’area avevano presentato a fine 2016 l’idea di trasformazione dell’area da stabilimento a struttura ricettiva. Stesso procedimento per l’area delle miniere a Terrarossa le cui torri saranno demolite per fare spazio a delle ville. «Queste opere hanno certamente un interesse per la cittadinanza anche se sono in aree private - dice il sindaco - Così come l’eliminazione delle torri minerarie, che sono un vero scempio e vanno eliminate». (a.c.)
Nell’ultimo consiglio comunale di Monte Argentario sono stati avviati i procedimenti per le varianti anticipatorie del contenuto del nuovo piano operativo per le aree private in questione ma che, stando a quanto sottolineato dal sindaco Arturo Cerulli, hanno un interesse per la collettività. Da molti anni queste zone hanno bisogno di essere sistemate per essere poi riutilizzate per altro scopo. In primis l’area della ex Cirio a Porto Ercole per la quale è prevista la realizzazione di un nuovo complesso residenziale di lusso a opera di un imprenditore svedese che ha rilevato le aree non edificate a monte di via Caravaggio e di via Filippo II, occupate anche da orti, oliveti e da una strada minore nonché dal complesso della ex Cirio. Proprio per portare avanti l’iter burocratico necessario è stata avviata dal Comune la variante anticipatoria per il contenuto del piano operativo, nel quale è presente uno spazio non edificato oltre agli stabilimenti dove negli anni ’60 erano prodotti tonno e sardine in scatola. Il procedimento durerà 180 giorni, durante i quali ci saranno le osservazioni degli enti preposti che potranno presentare contributi e idee per la valutazione ambientale. Si passerà poi alla relazione finale sulla vas e, successivamente, alla conferenza paritetica. I nuovi proprietari dell’area avevano presentato a fine 2016 l’idea di trasformazione dell’area da stabilimento a struttura ricettiva. Stesso procedimento per l’area delle miniere a Terrarossa le cui torri saranno demolite per fare spazio a delle ville. «Queste opere hanno certamente un interesse per la cittadinanza anche se sono in aree private - dice il sindaco - Così come l’eliminazione delle torri minerarie, che sono un vero scempio e vanno eliminate». (a.c.)
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