Il Tirreno

Grosseto

L’Amiata agli stati generali della montagna 

di Fiora Bonelli
L’Amiata agli stati generali della montagna 

Il 6 luglio a Firenze l’Unione dei Comuni chiederà garanzie per la sopravvivenza del territorio e per una Regione più vicina

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FIRENZE. Stati generali della montagna a Firenze, giovedì 6 luglio dalle 9.30 alle 16.30 al Cinema La Compagnia del Consiglio Regionale. A dieci anni dall’ultima conferenza regionale, con gli “Stati generali della montagna” convocati dalla Regione insieme ad Anci Toscana si intende aprire una nuova fondamentale stagione per le politiche della montagna, occasione di ascolto, proposta e confronto aperto e partecipato.

Le conclusioni saranno poi valorizzate nel prossimo strumento di programmazione regionale che la giunta adotterà in ottobre. L’evento si pone un obiettivo ambizioso: evidenziare e sostenere le ragioni per restare e tornare a investire nella montagna. Questo il tema al centro del confronto dei tavoli tematici, nei quali si discuteranno anche criticità e proposte che sono state avanzate dalle zone montane dove varie tematiche sono state lanciate all'interno di un gruppo di lavoro interdirezionale che ha coinvolto tutti gli assessorati ed ha attivato un momento di forte coordinamento con i rappresentanti del territorio montano tramite Anci Toscana.

Uno di questi incontri voluti da Anci è avvenuto anche pochi giorni or sono a Castel del Piano e in questa sede i sindaci dell’Unione comunale Amiata grossetana sono andati a lamentare in modo anche duro, la distanza che ormai esiste fra periferie montane e regione, la quale favorisce altre zone e non fa arrivare all’Amiata che briciole.

Molti gli esempi forniti dai sindaci che dimostravano, numeri alla mano che anche solo per la forestazione all’Amiata non sono stati erogati altro che spiccioli. Una bacchettata insomma, da una zona che vede uno spopolamento soprattutto giovanile enorme, e di cui si tiene conto solo quando se ne vogliono sfruttare le risorse, come vapore per creare energia geotermica oppure l’acqua che disseta mezza Toscana e altre regioni italiane. E poi immigrazione galoppante e perdita di servizi essenziali.

L’Amiata ha dunque provato a presentare il conto alle regione tramite Anci, non risparmiando nemmeno a quest’ultima la critica dellatroppa distanza di Anci stessa dalla zona amiatina e la sua eccessiva “fiorentinità”.

Adesso con questi stati generali, la Regione intende assumersi un impegno chiaro: mantenere costanti attenzione e impegno sui temi della montagna. Il messaggio forte che si vuole veicolare è che “Si può vivere in montagna”. Ma per questo occorre l’ impegno della Toscana per erogare servizi essenziali, invertire la tendenza allo spopolamento, creare lavoro, mettere in sicurezza il territorio.

Il territorio montano in Toscana costituisce oltre il 47% della regione e se adeguatamente valorizzato, può concorrere in modo rilevante alla crescita dell'intera regione ed alla sua competitività. Le conclusioni saranno valorizzate nel prossimo strumento di programmazione regionale, la “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanzia regionale per il 2018”, che la giunta adotterà in ottobre.

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