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Frode finanziaria maxi sequestro 

Frode finanziaria maxi sequestro 

Anche un maremmano nell’operazione Flower 2 di Pisa Le fiamme gialle hanno messo i sigilli a beni per 55 milioni

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PISA. C’è finito anche un maremmano, tempo fa, nell’operazione Flower 2 della guardia di finanza di Pisa (smantellata un’organizzazione criminale transnazionale dedita all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, alla truffa e al riciclaggio) che ieri è culminata nel sequestro di sequestro di beni per un valore complessivo di 55 milioni di euro, gran parte dei quali già convalidati in Cassazione, e a 21 indagati.

Nella prima fase dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni, le fiamme gialle eseguirono nel dicembre 2015 sei custodie cautelari in carcere nei confronti di Walter Tommasi, imprenditore di Castelvecchio di Compito; i broker Mauro Ausoni di Orentano e Giovanni Margotti della provincia di Bologna; Ljljana Radjenovic croata di Grottammare (Ascoli Piceno); Roberto Sabatini di Follonica, appunto, e Paolo Bastianello, commercialista veneziano domiciliato a Londra. I sei, attualmente a piede libero e in attesa di giudizio, sono considerati le menti dell’organizzazione criminale che agiva concretizzando un meccanismo semplice e negli anni limato nei minimi dettagli.

Nel lungo elenco di beni sequestrati ieri è finito anche un negozio di abbigliamento attivo in via San Francesco, a Pisa. L’esercizio commerciale risultava infatti intestato ad una delle “menti” dell’organizzazione criminale transnazionale dedita alle truffe finanziarie che, nel corso di oltre dieci anni di “attività”, è riuscita a piazzare sul mercato centinaia e centinaia di titoli finanziari falsi facendo confluire in una maxi rete internazionale le conoscenze in campo informatico e finanziario di un ristretto nucleo centrale di truffatori 2.0 operanti soprattutto dalle province di Pisa, Lucca e Grosseto. Partendo da piattaforme web specializzate, come i circuiti Bloomberg e Euroclear, gli aderenti all’organizzazione scaricavano le informazioni relative ai vari titoli, che venivano poi modificati e messi sul mercato attraverso una rete di broker, alcuni dei quali all’oscuro della truffa, riuscendo a piazzare in tutto il mondo centinaia e centinaia di titoli finanziari fasulli. L’indagine della guardia di finanza ha ricostruito le transazioni finanziarie compiute tra il 2005 e il 2015 dagli indagati: circa 93 milioni di euro transitati su decine di conti correnti esteri A cadere nella trappola di quella che il procuratore capo Alessandro Crini ha definito «una fase 2.0 della criminalità», oltre mille imprenditori in difficoltà, di cui circa 200 operanti in Italia

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